Dalla Spagna al Messico, la settimana Santa nel mondo

27/02/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Tradizioni e riti della Settimana Santa nel Mondo: popoli diversi mostrano, per l’occasione, il proprio modo di concepire riti e celebrazioni religiose attraverso cui la tradizione cattolica si fonde con la cultura locale.

Ogni anno per i cattolici di tutto il mondo ricorre la Settimana Santa, il periodo compreso tra la Domenica delle palme ed il Sabato santo. Popoli diversi mostrano, per l’occasione, il proprio modo di concepire riti e celebrazioni religiose attraverso cui la tradizione cattolica si fonde con la cultura locale. Chi vuole trascorrere le vacanze pasquali all’estero può prendere spunto dai luoghi dove questa ricorrenza è vissuta in maniera davvero singolare. Ecco quali:

SivigliaSiviglia, Spagna – Siviglia non è solo il capoluogo dell’Andalusia. Ne è l’anima e il cuore. Frizzante, eccessiva, meravigliosa. Unica, specialmente durante la Settimana Santa che è una delle feste più sentite. Fin dal Cinquecento gli abitanti si riuniscono in confraternite che portano i loro 116 misteri dalla propria chiesa fino alla cattedrale e viceversa, accompagnati da circa 60.000 fratelli vestiti da nazareni, penitenti, portantini o chierichetti. Le processioni hanno luogo una di seguito all’altra, dall’imbrunire fino a notte fonda, per sette giorni.

ManilaManila, Filippine – nel capoluogo delle Filippine la Settimana Santa viene commemorata con tre giorni di flagellazioni previsti dalla tradizione del Paese. Battendosi la schiena con fruste o altri oggetti taglienti, i fedeli sfilano sotto gli occhi di spettatori e curiosi da tutto il mondo. Un’usanza che che ha provocato diverse vittime e che ci risulta, possiamo dirlo, incomprensibile. Soprattutto nel suo momento finale, il Venerdì santo, quando alcuni arrivano fino a farsi crocifiggere a croci di legno per rievocare la morte di Gesù.

MaltaMalta – il piccolo Stato insulare celebra il Venerdì santo sin dalla fine del XVIII secolo, tradizione importata dagli Spagnoli durante il periodo in cui governava l’Ordine di Malta. Inizialmente, le processioni non erano composte dalla sfilata di statue religiose come accade ora, ma erano accompagnate da prigionieri condannati ai lavori forzati che seguivano la processione incatenati e portavano una croce in segno di penitenza. In seguito, ai prigionieri subentrarono i devoti i quali, volontariamente, camminano trascinando catene e portando croci sulle spalle.

MessicoTzintzuntzan, Messico – nello Stato del Michocan, uno dei 31 Stati federali di cui è composto il Messico, c’è una cittadina dal nome impronunciabile famosa per il suo sito archeologico e per la peculiare celebrazione centenaria della via Crucis, durante la quale i ragazzi del luogo si vestono da soldati romani, chiamati Espias, e cavalcano in completo silenzio per le strade della città in cerca di Cristo.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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