Da Ottaviano a Divo. Augusto e la Campania in mostra a Napoli

05/01/2015 di Simone Di Dato

“Mentre costeggiava la baia di Pozzuoli, i passeggeri e i marinai di una nave di Alessandria, si erano avvicinati a lui, vestiti di bianco, coronati di fiori bruciando incenso e gli avevano esternato auguri di felicità e altissime lodi dicendo che per merito suo essi vivevano, per merito suo potevano navigare, per merito suo essi potevano godere della libertà e di ogni bene.” (Svetonio, Augusto 97-98)

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Ercolano, Pompei, Boscoreale e Pausilypon. Ma anche Cuma, i Campi Flegrei, Baia, fino a Pozzuoli e Capua. Il mito della Campania Felix, definizione introdotta per la prima volta da Plinio il Vecchio per distinguere la regione Antiqua da quella Nova, trovò nell’età augustea il suo massimo splendore. Durante la fase della conquista del potere e una volta al comando dell’impero infatti, Ottaviano Augusto, il Principe romano passato alla storia come uno dei più folgoranti e carismatici uomini del mondo antico, ebbe modo di creare con la Campania e per tutta la durata del suo percorso politico e personale un legame d’eccezione, regalando ai suoi abitanti un irripetibile era di prosperità.

Augusto come Divus
Augusto come Divus

La contiguità geografica con il Lazio e la presenza di uomini di Cesare, condussero Ottaviano nella florida regione fin da giovanissimo. Salpato da Apollonia dove si trovava al momento della morte del dittatore nel 44 a.C., il futuro sovrano apprende di essere il principale erede dell’inestimabile patrimonio di Cesare. Durante il viaggio si fermerà in Campania per far leva sui veterani del predecessore ed avviare i contatti diplomatici e garantirgli il potere: è così che si stringono alleanze e si formano nuove clientele, tornate utili e proficue alla conclusione della guerra civile. Le stesse intese che esprimeranno la loro adesione alla politica del Principe, riproducendo nelle proprie città le iniziative culturali e religiose, nonché i programmi edilizi da lui attuati a Roma. All’indomani della battaglia di Azio (31 a.C.) la celebrata regione parteciperà ad un vastissimo programma di colonizzazione e distribuzione agraria ai veterani. Ovviamente la concentrazione di sì numerose colonie campane destò in Augusto un immediato interesse, nonché l’inizio della creazione di una base di consenso, trovando nel rapporto clientelare la garanzia del controllo del territorio e la fedeltà al regime.

Nel corso degli anni Augusto stabilirà a Capo Miseno la base della flotta romana nel Tirreno,farà costruire grandiose opere pubbliche in tutti i centri abitati migliorando tra le altre cose la rete viaria. Trascorrerà nell’isola di Capri lunghi periodi del principato concorrendo con la sua presenza a diffondere l’eco delle celebri bellezze della costa campana. Erediterà nel 15 a.C. da Vedio Pollione il complesso residenziale del Pausilypon, un’ardita opera architettonica nel suggestivo scenario della costa occidentale del Golfo di Napoli. Pozzuoli invece, colonia augustea, diventerà il principale porto dell’impero, simbolo di prosperità con il tempio in marmo bianco di Rione Terra, litora mundi hospita e dunque centro multiculturale.

In occasione del bimillenario dalla sua morte, avvenuta a Nola il 19 agosto del 14 d.C., la città di Napoli celebra la grandezza di Augusto con una mostra ospitata dalle prestigiose sale del MANN (Museo Archeologico Nazionale) che ne ripercorrerà, tenendo conto del particolare legame con la Campania, la parabola politica e umana insieme, offrendo nuovi spunti di riflessione sulle dinamiche attraverso le quali il suo potere  si è affermato, definito e trasformato nel tempo. “L’epoca di Augusto fu un’epoca di grandi trasformazioni per questi luoghi – ha spiegato Teresa Elena Cinquantaquattro, Soprintendente per i Beni archeologici di Napoli – trasformazioni che le opere in mostra testimoniano e custodiscono Questa mostra rappresenta un grande rilancio per il Museo Archeologico di Napoli.

Augusto e la Campania
Statue in bronzo di Augusto e Livia

Con una selezione di oltre 100 opere, appartenenti alla collezione permanente del museo, alcune delle quali recuperate per l’occasione dai depositi e presentate per la prima volta al pubblico, “Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto” arricchisce le 11 sale allestite con prestiti del Centro Caprense I. Cerio, Capri e della Curia Archivescovile, Museo Diocesano di Capua.
Curato da Carmela Capaldi, docente di Archeologia greco-romana alla Federico II, insieme con Carlo Gasparri, il percorso espositivo si apre con la figura di Augusto come Divus, uomo tra gli dei, dopo la consacrazione sancita dal Senato. Passa poi ad esplorare il tema degli onori divini resi alla coppia imperiale del Principe e Livia, e poi alla presentazione della famiglia giulio- claudia. Quindi il racconto delle fonti storiche sul viaggio compiuto in Campania poco prima della morte con opere provenienti da Pozzuoli, Capri, e Napoli, fino ad affrontare i temi della pax augustea, la vita pubblica e quella privata, a chiudere così un percorso vasto ma dettagliatissimo che mette luce su quello che fu il passaggio dalla Repubblica romana al nuovo sistema politico di Augusto, le sue strategie, le sue scelte politiche, il mito. Non solo un punto di riferimento costante nella cultura occidentale, ma uno dei più grandi uomini politici che la storia ricordi.

 

Info:
Augusto e la Campania. Da Ottaviano a Divo Augusto. 14-2014 d.C.
a cura di Carmela Capaldi e Carlo Gasparri
Quando: 19 dicembre 2014 – 04 maggio 2015
Dove: Museo Archeologico Nazionale, Napoli.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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