Da Degas a Picasso: i capolavori della Johannesburg Art Gallery in mostra a Pavia

18/05/2015 di Simone Di Dato

Ospitata dalle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al 19 luglio, la mostra racconta non tanto la storia di un Museo quanto il sogno realizzato da una donna emancipata e appassionata d’arte

Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso

Se ancora oggi rappresenta una figura fondamentale in Sudafrica per il suo impegno nella promozione della cultura del suo paese, Lady Phillips lo deve non solo all’assoluta dedizione che dimostrò nell’amare e collezionare opere d’arte, ma soprattutto all’instancabile impegno che investì nell’ambizioso progetto che vedeva la città di Johannesburg protagonista della scena culturale attraverso un grande museo d’arte. Ferma sostenitrice del concetto che vuole l’arte promotrice di crescita sociale, Lady Phillips si avvicinò al mondo delle muse in quel di Londra, dove si innamorò dei dipinti del ‘700, delle Arts&Craft di William Morris, sempre attenta al rapporto tra società e arti applicate, collezionando numerose opere degli artisti del tempo, tra cui William Orpen, Walter Sickert, Philip Wilson Steer, Camille Pissarro, Claude Monet e Alfred Sisley solo per citarne alcuni.

Sempre più determinata a donare al Sudafrica un museo “utile alla comunità”, Lady Florence  fece presa su competenze personali e abilità persuasive per raggiungere il suo scopo: riuscì a coinvolgere nell’investimento molti amici del marito, il magnate dell’industria mineraria Sir Lionel Phillips, arrivando a vendere un diamante azzurro per acquistare i primi lavori. Convinse Sir Max Michaelis a donare la sua notevole collezione di dipinti fiamminghi e olandesi del XVII secolo alla città di Cape Town, senza trascurare i preziosi suggerimenti circa possibili acquisizioni da parte di Hugh Lane, grande personalità della scena culturale anglosassone. Dopo non poche difficoltà, nel 1910, la Johannesburg Art Gallery vede finalmente la luce, dapprima nella South Africa School of Mines and Technology, poi nel 1915, nell’edificio costruito da Robert Howden e progettato da Sir Edwin Lutyens, sua sede attuale.

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Improntata sul modello rigorosamente didattico del Victoria and Albert Museum di Londra, la galleria sudafricana si impone da subito sulla scena culturale grazie ad una selezione di capolavori di straordinaria qualità e modernità, presentando un nucleo che si è arricchito negli anni con nuove donazioni e acquisti. Diversi i dipinti che celebrano il fascino e la figura appassionata della collezionista, come non citare il ritratto firmato da Giovanni Boldini, che nel 1903 la ritrae elegantissima dama della Belle Epoque in un vestito di seta insieme ad un vistoso ventaglio di piume nere. Più vibrante ed emotiva, Lady Florence fu ritratta anche da Antonio Mancini, nel 1909, con il suo cappello a tesa larga che nasconde una folta chioma castana, mentre  poggia i gomiti su uno scrittoio, nell’atto di guardare lo spettatore con aria vagamente dolce e sognante.

Ed è con l’opera di Mancini che si apre la mostra ospitata dalle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia fino al 19 luglio per raccontare non tanto la storia di un Museo quanto il sogno realizzato da una donna emancipata e appassionata d’arte. Curato da Simona Bartolena, il percorso espositivo offre l’occasione di ammirare un nutrito nucleo di capolavori appartenenti alla collezione sudafricana, una raccolta di opere difficilmente visibile in altre sedi che abbraccia quasi due secoli di arte , a partire dall’800 inglese, passando per gli impressionisti, le avanguardie del ‘900 sia europee che d’oltreoceano, fino alle bellezze dell’arte africana in un racconto che spazia tra storie, luoghi e linguaggi diversi.

Con oltre sessanta opere, tra olii, acquerelli e grafiche, la mostra “Capolavori della Johannesburg Art Gallery” presenta, nel suo allestimento diviso per temi e sezioni cronologiche, alcuni capolavori di Millais, Hunt, Alma-Tadema (“La morte del primogenito”, 1858), Turner e Dante Gabriel Rossetti (“Regina Cordium”, 1860), ma anche di Corot, Degas (“Due ballerine”, 1898), per poi passare al capitolo post-impressionista con Gauguin, Cézanne, Van Gogh, Toulouse-Lautrec, Bonnard e Vuillard. Si passa in rassegna il periodo delle Avanguardie con Derain, Picasso (“Testa di Arlecchino II”, 1971) , Matisse, Modigliani e Pechstein, fino ad uno studio di Francis Bacon, ma anche di Roy Lichtenstein, Henry Moore e Noland. Chiude la mostra una selezione di opere  interamente dedicate all’arte africana con Irma Stern, George Pemba e Maggie Laubser, una sezione che conferma l’obiettivo di Lady Phillips di creare un Museo non destinato solo ad un’élite, pronto a celebrare la scena artistica internazionale del XIX e del XX secolo, ma che valorizzi l’immenso patrimonio artistico locale.

Info:
Capolavori della Johannesburg Art Gallery
da Degas a Picasso
Scuderie del Castello Visconteo
Viale XI Febbraio, 35 – 27100 Pavia
21 marzo – 19 luglio 2015

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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