Cultura Democratica – Se l’innovazione legislativa è giovane (e preparata)

18/10/2015 di Luca Andrea Palmieri

Un think tank composto solo da giovani, che ha saputo ritagliarsi il suo spazio di collaborazione con le istituzioni, tanto da vedere le sue proposte legislative - elaborate da studenti e dottorandi provenienti da atenei di tutta italia - puntualmente depositate in Parlamento. Intervistiamo il presidente, Federico Castorina

cultura democratica

Ciao Federico, parlaci di Cultura Democratica: qual è il suo obiettivo? Da cosa nasce? Come porta avanti le sue attività?
Cultura Democratica è il primo think tank interamente composto da giovani in Italia. Il nostro obiettivo consiste nella partecipazione delle nuove generazioni al percorso di riforme del Paese attraverso l’innovazione legislativa e la formazione di una nuova classe dirigente. Il think tank nasce da cinque amici delle università di Roma ed è cresciuto fino a coinvolgere più di mille giovani di tutto il Paese, che lavorano insieme a proposte di innovazione legislativa attraverso workshop tematici e la nostra APP gratuitamente disponibile per tablet e smartphone.

In cosa consiste la vostra attività? Ci puoi spiegare cosa sono questi workshop e quali sono le vostre prossime iniziative?
Il nostro think tank organizza workshop finalizzati all’elaborazione di proposte di legge insieme a docenti e  parlamentari. Un lavoro che ha portato diverse proposte elaborate ad essere depositate alla Camera o in Senato. Quest’anno realizzeremo l’InnovationTOUR: cinque appuntamenti nelle principali città universitarie italiane – da Milano a Napoli, passando per Torino, Roma e Bologna – nei quali giovani under 30 selezionati in base al merito avranno l’opportunità di lavorare in co-working con importanti ospiti accademici e istituzionali per produrre innovazione legislativa che saranno presentate in Senato nel mese di dicembre durante un’apposita iniziativa. Siamo partiti da EXPO questo weekend, luogo simbolo dell’Italia che innova, e proseguiremo a Torino, Bologna, Roma e Napoli. La partecipazione è aperta a tutti, è sufficiente inviare il proprio CV a info@culturademocratica.org

Dal vostro sito è evidente che avete avuto molti ospiti istituzionali durante gli eventi. Con chi avete avuto modo di interagire? A cosa ha portato quest’interazione?
Alle nostre iniziative partecipano le più alte personalità istituzionali di Governo e Parlamento. Con riferimento agli ultimi eventi segnalo la partecipazione del Presidente del Senato Pietro Grasso in occasione della presentazione della nostra proposta di legge per le Smart Cities e del ViceMinistro dell’Economia Enrico Morando durante il nostro InnovationCAMP estivo. In occasione del workshop in materia di Lavoro, tenutosi presso Palazzo Chigi, abbiamo ricevuto i saluti del Premier Matteo Renzi. Teniamo molto alla presenza di questi ospiti al fine di valorizzare al meglio il lavoro svolto dai giovani del nostro think tank.

E’ evidente che siete molto attenti alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie: è interessante la struttura dell’Innovation Lab presente sul sito, ed avete anche da poco lanciato una vostra App ufficiale. Come possono essere utili per voi e per chi parteciperà ai vostri eventi?
Cultura Democratica è un think tank di giovani, le nuove tecnologie sono fondamentali per lavorare insieme e ottimizzare tempi ed energie di ognuno di noi. La nostra APP contiene InnovationLAB: la più avanzata piattaforma di co-working finalizzata all’innovazione legislativa esistente in Europa, interamente sviluppata e ideata da noi. Tramite l’APP è possibile far partecipare ai workshop anche ragazzi impegnati nello studio e nel lavoro, azzerando le distanze di spazio e di tempo.

In questi anni avete avuto a che fare con diversi politici e rappresentanti delle istituzioni. Ci puoi dire qualcosa di “buono” o di “cattivo” sulla politica italiana, basandovi sulla vostra esperienza?
Io farei molte distinzioni. Ci sono politici seri e preparati che si impegnano ogni giorno per innovare in Italia e in Europa. Purtroppo ve ne sono altri di cui non si può dire altrettanto. Penso che il nostro Paese abbia bisogno di un profondo rinnovamento nella classe dirigente, che in parte è già iniziato. Noi giovani però dobbiamo dimostrarci all’altezza dei ruoli che ci candidiamo a rivestire se vogliamo realmente apportare un contributo utile al nostro Paese.

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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