Croazia e Unione Europea: le nozze il 1° luglio

12/05/2013 di Lorenzo Vermigli

L’adesione – Il 1° luglio 2013 la Croazia entrerà ufficialmente a far parte dell’Unione Europea. Sarà il 28° Stato ma non entrerà né nell’area euro né farà parte degli accordi di Schengen. La Croazia aveva presentato domanda di adesione nel 2003, ma per vari motivi l’entrata nell’UE è slittata fino ad oggi. Per la cronaca, avrà 12 seggi in Parlamento e 7 voti nel Consiglio dell’Unione Europea.

Croazione e Unione EuropeaIl primo motivo dello slittamento – Le ragioni per cui l’entrata della Croazia è stata così a lungo ritardata sono essenzialmente due. La prima riguarda la cooperazione con il Tribunale Internazionale sui crimini nell’ex Jugoslavia. Un esempio di freno tra la Croazia e l’UE è stato Ante Gotovina, un generale croato accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Quando Zagabria ha capito che avrebbe dovuto collaborare di più per ottenere l’adesione all’UE, il caso Gotovina è stato presto risolto. Catturato a Tenerife il 7 dicembre 2005, Gotovina è stato estradato il giorno seguente all’Aja.

Il secondo motivo dello slittamento – A parte i motivi riguardanti la scadente pubblica amministrazione, la non impeccabile lotta contro la criminalità organizzata e la lenta modernizzazione del sistema giudiziario, il secondo vero attrito per l’entrata della Croazia ha riguardato direttamente l’Italia. Infatti c’era una legge in Croazia (adesso abrogata) che impediva a cittadini italiani di acquistare immobili nella stessa Croazia, per motivi prettamente storici. In evidente contrasto con il pilastro europeo della non discriminazione e della libera circolazione di persone, capitali, beni e servizi, l’Italia ha affermato che si sarebbe opposta all’entrata di Zagabria nell’UE fino a che non fosse stato rimosso questo ostacolo al libero movimento delle sopracitate. Nel 2006 l’Italia e la Croazia hanno raggiunto un accordo per cui ai cittadini italiani è permesso l’acquisto di terreni in Croazia e viceversa.

Il referendum – Il 22 gennaio 2012, il governo croato ha lasciato che i suoi cittadini si esprimessero sull’entrata nell’UE attraverso un referendum. I risultati sono stati schiaccianti: 67,7 % hanno detto sì. Il presidente croato Ivo Josipovic ha commentato entusiasta: “E’ un gran giorno per la Croazia […] Sono felice perché presto l’Europa diventerà la mia casa”.

La scheda tecnica – La Croazia è una Repubblica semipresidenziale (come Russia, Francia e Portogallo), il cui presidente è Josipovic e il primo ministro Milanovic (entrambi di centro-sinistra). Ha ottenuto l’indipendenza dalla Jugoslavia nel 1991 e l’anno seguente è entrata a far parte delle Nazioni Unite. La moneta in vigore è la Kuna croata e il suo livello di ISU (indice di sviluppo umano) è 0,796 (quindi al 46° posto, mentre l’Italia è 25esima).

I progressi – Durante i processi di negoziazione, è stata stilata una tabella in cui si comparava la situazione croata (al momento della presentazione della domanda d’accesso, quindi nel 2003) con quella minima richiesta dall’UE in ogni singolo campo in cui si era sviluppato l’acquis communautaire. Su un totale di 35 punti, la Croazia non mostrava particolari ritardi su 13, aveva bisogno di fare sforzi notevoli su altri 21 e invece era “totally incompatible with acquis” su un solo punto: l’ambiente. Ad oggi, la Croazia ha superato tutti questi ostacoli e si trova in linea con i requisiti imposti dalla Commissione Europea per poter entrare nell’Unione Europea. Sono anche state risolte le questioni spinose dei confini con la Slovenia.

Le ratifiche – Mentre l’Italia ha già ratificato l’allargamento alla Croazia, mancano ancora all’appello Belgio, Danimarca, Olanda, Slovenia, Regno Unito e Germania. Sembra però che si tratti soltanto di formalità, dato che i principali problemi sono stati risolti durante questi lunghi 10 anni di attesa. Gli altri paesi ancora in coda per entrare nell’UE sono l’Islanda, la Macedonia, il Montenegro, l’Albania, la Serbia e la Turchia. Ma intanto godiamoci il matrimonio con Zagabria!

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Lorenzo Vermigli

Nato a Massa Marittima (GR) il 13/02/1989, ma cresciuto nella ridente Follonica (GR). Ha frequentato il Liceo Linguistico Sperimentazione Brocca di Follonica e ha conseguito la maturità con 100/100. Ha studiato Scienze Politiche alla LUISS di Roma e si è laureato con una tesi sul fondamentalismo islamico (110 e lode). E' attualmente iscritto al secondo anno del corso di Laurea Magistrale in International Relations alla LUISS. Ha studiato all'Institut d'études politiques di Parigi e alla University of Pennsylvania di Philadelphia. Ha frequentato un corso di Security Studies presso l'Institute of Global Studies di Roma. Appassionato di calcio, storia e viaggi.
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