La Crisi ucraina: il Partito della “Guerra” di Kiev

04/09/2014 di Vincenzo Romano

Oggi l'annuncio della firma di una tregua tra Kiev e i ribelli, mentre la NATO si riunisce in Galles

Ucraina

Una guerra internazionale. Oggi si apre a Newport, in Galles, il Vertice NATO tra i leader dell’Alleanza atlantica. Saranno discussi i provvedimenti da prendere sui due temi principali che hanno interessano, nelle ultime settimane, tutte le agende di politica internazionale: il conflitto tra Russia ed Ucraina e le nuove minacce dei jihadisti dell’ISIS in Iraq ed in Siria. Il Summit di due giorni sarà anticipato da un incontro preparatorio dei leader dell’Alleanza USA, Francia, Italia e Germania, con il presidente ucraino Petro Poroshenko, come chiaro segnale di sostegno dell’Alleanza a Kiev. Poroshenko illustrerà, inoltre, il contenuto dell’incontro di ieri con il presidente russo Putin.

La posizione di Rasmussen. Il vertice è stato, anche, preceduto dalle forti parole del Segretario della NATO Fogh Rasmussen: “La crisi ucraina è la più grave minaccia alla sicurezza europea dalla fine della Guerra Fredda”. Ha continuato: “Siamo pronti ad aumentare la capacità di risposta delle nostre forze, quelle della NATO. Svilupperemo quella che io definirei, una forza d’élite, che avrà una maggiore prontezza di reazione e che potrà schierarsi anche con un preavviso molto breve”. Tale forza d’élite è stata concepita durante il Summit Globale sulla Sicurezza di Bratislava (15 Maggio 2014) all’interno di un Piano d’Azione più ampio che prevede: un aumento degli stanziamenti per la difesa e per gli armamenti e la creazione di cinque nuove basi permanenti in Europa orientale, nonché un sistema di stima credibile della minaccia ed, infine, la condivisione di informazioni di intelligence tra le parti coinvolte. Tale Piano, assieme alla questione ISIS, sarà oggetto del Vertice NATO.

Anders Fogh Rasmussen
Anders Fogh Rasmussen

L’Accordo (Mosca)Ribelli-Kiev. Come ricordato, ieri, alla vigilia della riunione UE sulle sanzioni economiche da comminare a Mosca, c’è stato un incontro bilaterale tra Putin e Poroshenko, che hanno annunciato un inaspettato accordo per il cessate il fuoco in Ucraina orientale, auspicando entrambi una decisione in tal senso per il meeting di venerdì prossimo a Minsk del gruppo di contatto OSCE-Russia-Ucraina-ribelli separatisti. Annuncio seguito, nel primo pomeriggio di oggi, da una conferma in tal senso: domani sarà firmata una tregua. Intesa accolta con molta prudenza dai leader europei e dal presidente americano Obama. Proprio quest’ultimo, assieme al Premier britannico Cameron, ha dichiarato, in un comunicato congiunto pubblicato sul Times che: “La Russia ha violato le convenzioni con l’annessione illegale ed unilaterale della Crimea e le sue truppe sul suolo ucraino che minacciano e minano la sovranità dello Stato nazionale”. Obama e Cameron hanno inoltre chiesto di “sostenere il diritto dell’Ucraina a determinare il suo futuro democratico”, prendendo posizione, durante il meeting odierno della NATO, per un nuovo pacchetto di sanzioni verso Mosca. Fredda, però, la risposta dei membri europei dell’Alleanza atlantica.

L’Europa nella crisi ucraina. L’Europa, dal canto suo, non riesce a trovare ancora una posizione unitaria sulla questione ucraina: il neoeletto Alto Rappresentante per la Politica Estera, Federica Mogherini, è rimasta sulla stessa linea di risoluzione diplomatica della crisi e di rafforzamento delle sanzioni economiche contro Mosca. Una posizione sostenuta anche dal cancelliere tedesco Angela Merkel: “Ritengo che sia opportuno per la Germania avviare la fornitura di armi all’Ucraina. La Germania non cambierà idea da oggi al vertice NATO, perché si darebbe l’impressione che una soluzione militare è possibile, quando invece non esiste una soluzione militare”.

Gli USA e il non-intervento militare. Da parte sua Washington nutre seri dubbi sulla efficacia delle sanzioni economiche contro la Russia. Indicativa di tale umore è la dichiarazione della presidente della Commissione Intelligence del Senato Dianne Feinstein: “I russi sono molto coraggiosi e sopportano la sofferenze. Supereranno qualsiasi difficoltà economica”. Dal canto suo, Obama ha chiaramente fermato ogni singola ipotesi di intervento militare in Ucraina, nonostante il consenso trasversale tra repubblicani e democratici per il sostegno militare a Kiev. “Non è sul tavolo alcuno scontro militare tra Russia e Stati Uniti in quella regione”, ha dichiarato.

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Vincenzo Romano

Nasce a Sant'Anastasia, provincia di Napoli, il 2 gennaio del 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche all'Università di Napoli Federico II, dove si laurea con una tesi sul modello di sviluppo economico spagnolo. Attualmente è iscritto all'ultimo anno della magistrale in Studi Europei (Corso di laurea in Scienze Politiche dell'Europa e Strategie di sviluppo). Durante il primo anno di specialistica ha partecipato al Programma Erasmus di 6 mesi all'università Paris-Ouest-Nanterre-la-Defense di Parigi. Ha inoltre svolto uno stage di sei mesi presso l'UNESCO.
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