Il coup de théâtre di Renzi: via il bollo auto prima delle elezioni?

11/03/2016 di Ludovico Martocchia

Manovra elettorale o aiuto agli italiani? L’eterno dilemma che si pone dinanzi a qualsiasi proposta avanzata da Renzi. Ora tocca al bollo auto

Il colpo di teatro. Il coniglio dal cilindro prima delle elezioni. È la mossa che servirà a Matteo Renzi per non fare flop alle prossime amministrative. Due anni fa accadeva lo stesso. I famosi ottanta euro, quella mancetta elettorale, come l’hanno definito molti commentatori, venivano annunciati due anni fa. Risultato? Quaranta e passa per cento alle europee, grande successo per il neonato governo. Oggi le cose stanno diversamente. La fase dell’innamoramento tra i cittadini e il premier è volta al termine; contemporaneamente, le grandi città dove si terranno le prossime elezioni sembrano una palude in cui sarà facile cadere – soprattutto Roma e Napoli. Così Renzi ha bisogno di una scossa.

L’idea è quella del bollo auto. Lo fa sapere Elisa Calessi su Libero. Dalle indiscrezioni, la strategia di Renzi sarebbe proprio di tipo elettorale, una mossa di propaganda: «Serve qualcosa come gli ottanta euro», così avrebbe detto. Ma la fattibilità e l’utilità dell’ipotetico taglio sono tutt’altra faccenda. Infatti la tassa automobilistica in questione porta nelle casse dell’erario ben 5,9 miliardi di euro, sebbene non sia la sola quantità della cifra a destare molti dubbi. Il bollo auto è un’imposta statale il cui gettito è destinato alle Regioni. Rappresenta l’entrata maggiore per quest’ultime, dopo l’Irpef, da destinare alle spese non sanitarie.

Insomma, sarebbe una batosta per gli enti autonomi, il cui bilancio sarebbe dilaniato. Per questo a Palazzo Chigi si stanno studiando alcune alternative, prima di rendere pubblico l’annuncio che vorrebbe far strizzare l’occhio degli italiani al premier. Tra le varie tesi, si discuterebbe su un primo alleggerimento su alcune categorie, tipo per le auto di nuova immatricolazione, le auto storiche, perfino una revisione del superbollo introdotto dal governo Monti. In questa maniera, si potrebbe ridurre il peso della misura a circa 300 milioni. Tuttavia, l’effetto annuncio sarebbe meno efficace a causa della mancanza reale di un beneficio per tutti gli elettori.

Non c’è dubbio che su Renzi pioveranno critiche, ancora una volta sulle tasse. Sarà facile accusarlo di “promettere l’altra scarpa”, come Lauro; allo stesso tempo si alzeranno voci di protesta per l’utilità economico-finanziaria della manovra (sempre se l’indiscrezione verrà confermata). Se andasse in porto, però, sarebbe una mossa geniale. Il bollo auto è una delle tasse più odiate, al pari dell’Imu. Colpisce 50 milioni di persone solo in Italia, tant’è che una sua eventuale abolizione è stata paventata già negli anni scorsi – lo stesso Angelino Alfano la proponeva per la scorsa legge di stabilità. Solo che alla fine, il discorso economico non prende mai il sopravvento: si discute di continuo se il taglio di una tassa sia più utile a Renzi, per motivi di consenso, che alla comunità. In realtà sarebbe più utile entrare nel merito. Ad esempio: i 500 euro per i diciottenni servirebbero veramente per aumentare le spese per la cultura? Gli 80 euro hanno avuto un effetto sui consumi? Allo stesso modo, è utile tagliare milioni di euro – per non dire miliardi – con il bollo auto, se poi verranno alzate altre imposte dalle Regioni?

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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