Cosa puoi imparare dalle “Avvertenze”: perchè oggi votare è più importante che mai

24/02/2013 di Monica Merola

“La tessera elettorale viene ritirata quando il titolare perde il diritto di voto”. Sono queste le parole stampate tra le avvertenze di quello che è il documento più importante per un cittadino. E queste parole mi incuriosiscono molto: se il titolare della tessera rischia di “perdere il diritto”, il suddetto diritto allora è prezioso, è degno di rispetto, e va custodito alla stregua di ogni altro bene.

E’ un monito che – soprattutto in queste ore tempestose – noi dovremmo far brillare nelle nostre menti incessantemente. Non si ha solo il “diritto” di votare: si ha il dovere morale e sociale di votare, si ha il compito di votare, si ha il privilegio di votare. Votare non è un gesto scontato, bensì  pregno di significato (oltre che di significanti).

Votare vuol dire “io esisto come cittadino”. Come può questo lasciare indifferenti le coscienze? In questa epoca barbara nella quale siamo chiamati a provvedere ai bisogni più ridicoli che la società ci ha – nel corso del tempo – dipinto come indispensabili, come possiamo non avvertire in maniera indispensabile l’esigenza di affermare il nostro pensiero, la nostra volontà, il nostro essere italiani e cittadini?

Non lasciatevi tentare dai millantatori della noia, per cui “tutto è già deciso”. Posto che vi sono delle dinamiche di potere che poco hanno a che fare – ahinoi – con la nostra preziosa tessera elettorale – vi è da considerare anche un’altro risvolto, ovvero che come italiani stiamo perdendo tutto. Le tasse ci strozzano, la sanità ci ammazza, l’istruzione ci diseduca, la politica ci affligge – a prescindere dal suo colore – e noi ci siamo rassegnati a vivere in questo Purgatorio, sperando in un posto di lavoro all’estero o in una rivoluzione che mandi a casa queste facce logore e di gomma che da 30 anni hanno il controllo dei nostri diritti, delle nostre vite e della nostra sopravvivenza.

Ed è per questa ragione precisa che anche se, consci della fine di un’epoca che forse in Italia non tornerà mai più, dobbiamo difendere la nostra tessera elettorale con tutte le nostre forze, anche con la vita: essa è l’ultimo barlume di democrazia che sta sopravvivendo – nonostante tutto – in questa Italia ammalata e moribonda.

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Monica Merola

Dopo aver conseguito la maturità classica ottiene la laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso "La Sapienza", con una tesi su Anna Politkovskaja. Giornalista pubblicista da marzo 2012 , non scrive per vivere ma vive per scrivere.
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