Corruzione nella sanità: disastro italiano

07/04/2016 di Ginevra Montanari

E' stata svolta in Italia un'indagine sulla percezione della corruzione nella sanità: non è solo approfondita, ma anche multidisciplinare, e il quadro emerso non è certo dei migliori.

Anziani e assistenza sanitaria

Per la prima volta in Italia è stata svolta un’indagine sulla percezione della corruzione nella sanità non solo approfondita, ma anche multidisciplinare, merito della pluralità dei partner attivi nella ricerca, permettendo di affrontare il problema da tre macro punti di vista: la percezione degli addetti (rilevata attraverso un sondaggio della Fondazione Censis), la percezione del Centro di Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità di Vicenza (RiSSC) basato sull’analisi della corruzione di oltre duecento strutture sanitarie, e infine quella dell’ISPE-Sanità riguardo quelle voci di spesa in grado di evidenziare atteggiamenti sospetti, sprechi e abusi. Si tratta di uno studio non ancora concluso e che terrà gli enti coinvolti impegnati per almeno altri due anni.

Insieme a CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali), ISPE-Sanità (Istituto per la Promozione dell’Etica in Sanità) e RiSSC (Centro ricerche e Studi sulla Sicurezza e Criminalità), Transparency ha lavorato per tre anni sul tema della corruzione nella sanità, cercando allo stesso tempo di supportare le istituzioni e i singoli enti con il progetto “Curiamo la corruzione”.

Dall’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International, l’Italia si trova in fondo alla lista europea per integrità pubblica e trasparenza, per via della sua dilagante corruzione. Dal suo ultimo studio, pur rilevando un leggero miglioramento rispetto agli anni passati, emerge che il Bel Paese si trova al 61° posto nel mondo per livello di corruzione percepita dagli investitori internazionali e dagli uomini d’affari.

Uno dei settori più colpiti è purtroppo la sanità: soprattutto per via della consistente spesa pubblica, i rapporti limitatamente trasparenti tra pubblico e privato, l’ingerenza della politica, il coinvolgimento della piccola e grande criminalità nelle strutture. Dal semplice cittadino che vuole velocizzare controlli e operazioni ai grandi imprenditori che lucrano sopra i servizi e la lenta burocrazia italiana. In questo modo non solo si dispone di un servizio di scarsa qualità, non solo le casse dello Stato perdono 6 miliardi di euro all’anno, ma la corruzione finisce col vincolare anche l’innovazione e la competitività nel campo sanitario.

Mercoledì 6 aprile 2016 si è tenuta la prima edizione della Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità, evento promosso dalla stessa Transparancy, durante i quali sono stati presentati i dati finora raccolti, tra il 2015 e il 2016, interessanti quasi 250 strutture italiane.

Ciò che emerge è significativo: la corruzione è – per il 98% degli intervistati – tra i più significativi problemi del Paese e gli ambiti più a rischio sono le gare d’appalto (82,7%) e la realizzazione di opere (66%). Poca fiducia anche da parte dei dirigenti intervistati è convinta che si possano verificare episodi di corruzione nel loro ente e ben il 37,2%, negli ultimi cinque anni, ha registrato poprio episodi di corruzione. Solo il 54% delle strutture partecipanti all’indagine prevede, come prassi comune, la rotazione di quei dirigenti e dipendenti che operano in posizioni a particolare rischio di corruzione. Dalla ricerca si evidenzia inoltre come appena il 25% degli enti sanitari abbia individuato i rischi di corruzione per gli acquisti e le misure di prevenzione, mentre tre enti su quattro abbiano adottato documenti vuoti o privi di strategie anticorruzione.

E’ emerso quindi come vi sia un’alta percezione cittadina della corruzione; il paradosso dei nostri tempi, tuttavia, è proprio questo. Il complice del crimine della corruzione è spesso l’indifferenza stessa. Non a caso nella giornata del 6 aprile ci si è appellati alla collaborazione di tutti gli italiani, nessuno escluso.

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Ginevra Montanari

Nasce a Roma il 4 settembre 1993. Diplomata al liceo linguistico europeo Sacro Cuore, attualmente frequenta la facoltà di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Da sempre appassionata di cinema, musica e teatro.
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