Consultazioni: poche speranze. Ora è tutto nelle mani del Presidente Napolitano

21/03/2013 di Federico Nascimben

L’esito – “Ho ora da riordinare gli appunti e le idee per vedere quali decisioni prendere. Domani presenterò e motiverò le mie decisioni”, sono queste le parole del Capo dello Stato Giorgio Napolitano  al termine delle consultazioni tenutesi in questi due giorni. La strada è molto stretta, sembra, anzi, rimanere oramai solo un piccolo pertugio, e le speranze di vedere garantita la governabilità, in questo momento critico per il Paese, sono davvero poche.

Consultazioni Presidente della RepubblicaLa situazione – Bersani è disponibile a guidare un Governo (di minoranza) e a presentarsi alle Camere per chiedere la fiducia, ma è anche disposto a rinunciare alla presidenza del Consiglio in favore di un terzo, scelto dal Capo dello Stato (“ci affidiamo a Napolitano”, queste le parole del Segretario PD), ovvero a favore di Grasso (che ha prontamente dichiarato: “per l’Italia sono pronto a tutto”). Insomma, si vuole passare, se mi si passa l’espressione, dalla fase del corteggiamento a quella dell’accoppiamento con i grillini, cercando di far in modo che si ripeta quello che abbiamo visto con l’elezione del Presidente del Senato. Grillo, invece, dal suo blog fa sapere che “il M5S non accorderà alcuna fiducia a governi politici o pseudo tecnici con l’ausilio delle ormai familiari foglie di fico come Grasso”, chiedendo il Governo del Paese basato però sui “20 punti per uscire dal buio” e non su un nome; inoltre, Crimi e Lombardi hanno chiesto la presidenza del COPASIR e della Commissione di Vigilanza RAI, nel qual caso non venga dato loro l’ok dal Capo dello Stato per Palazzo Chigi. Per Vendola l’esecutivo dev’essere guidato da Bersani. Berlusconi, invece, si è reso “assolutamente a disposizione per un Governo di coalizione [con il PD e senza Monti, ndr] per misure su economia che sono largamente condivise nei programmi elettorali dei partiti”, dato che il centrosinistra ha già avuto la presidenza di Camera e Senato e “non può pretendere” anche quella del Consiglio e della Repubblica. Infine, Scelta Civica ripropone la coalizione che ha sostenuto Monti per tredici mesi.

Le conseguenze – Ciò che viene fuori dall’esito di queste consultazioni è sicuramente una situazione di grande stallo, in cui le posizioni delle varie forze politiche sono per lo più inconciliabili fra loro e cozzano contro la formazione di un Governo stabile. Infatti, il PDL è disponibile ad allearsi con il PD (ma non con Monti), ma Bersani non è disponibile a coalizioni con Berlusconi; il M5S vuole un Governo monocolore (composto cioè solo da grillini) e non è disposto a votare la fiducia a nessuno; Monti ripropone una grande coalizione con Scelta Civica, PD e PDL. Ma i numeri per un esecutivo continuano a non esserci. Ad ora l’unica (non) soluzione sembra essere quella rappresentata da Grasso, ma che non ritroverebbe la fiducia del M5S; oppure quella di un Governo guidato da un altro nome terzo, un tecnico, e sostenuto dai tre poli principali, con l’esclusione dei grillini: ma è di nuovo probabile dopo l’esperienza Monti? L’ipotesi di un mandato esplorativo ad un’alta carica istituzionale è possibile, mentre quella di un nuovo tecnico meno. Ma la situazione continua a rimanere grave, e le posizioni delle forze politiche si sono irrigidite e distanziate le une dalle altre. L’ombra di un ritorno alle urne sembra via via diventare sempre più grande.




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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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