I mercati dopo la condanna di Berlusconi, fra incertezza e controllo politico

02/08/2013 di Giacomo Bandini

Le conseguenze della sentenza e la reazione della Borsa

Decadenza Silvio berlusconi

La situazione dopo la condanna – Il giorno dopo la sentenza che ha confermato la condanna al Cavaliere la Borsa Italiana è inevitabilmente costretta a ballare, in particolare a causa dei titoli legati alla compagine Mediaset. Quest’ultimo infatti risulta il peggior titolo della seduta mattiniera dopo Telecom Italia, guidando verso il basso l’indice FTSE MIB.  Dopo la cavalcata di 6 mesi del titolo in territorio positivo (+67,40%), si riscontra infatti un po’ di incertezza da parte degli investitori riguardo al futuro dell’impero costruito dalla famiglia Berlusconi. Quanto abbia influito la sentenza sulla caduta del titolo non è possibile quantificarlo con certezza, anche perché Mediobanca si pone in controtendenza, trainando i titoli positivi.

Il caso Telecom – Facendo  un confronto con altre recenti  vicende finanziarie la situazione palesatasi oggi è alquanto diversa. Se, ad esempio, comparata con la condanna inflitta a Tronchetti Provera nel caso Telecom Italia, il titolo in quell’occasione non si era affossato come invece era lecito aspettarsi. Al contrario aveva avuto un importante rimbalzo dovuto alle previsioni degli investitori che vedevano nella sentenza di condanna la possibilità di un cambio al vertice della compagnia ex-monopolista del settore delle telecomunicazioni e di conseguenza una maggiore profittabilità legata al titolo.

Il caso Ligresti – Un altro caso simile si è invece riscontrato nel caso Fondiaria Sai, dopo la condanna dell’intera famiglia Ligresti, che ha portato il titolo ad un rapido rialzo e un afflusso di investitori anche esteri, dovuto alle convinzioni di questi ultimi che si stesse per chiudere definitivamente una brutta pagina della storia assicurativa italiana. I nuovi margini di profitto sono diventati così più appetitosi sia grazie alla possibilità di nuove fusioni che di future OPA.

Sentenza anomala, anomale conseguenze – Se queste due vicende possono da un lato insegnarci qualcosa di come il mondo della finanza possa esprimersi in borsa sulle vicende giudiziarie dei grandi gruppi italiani che cosa dovremmo aspettarci invece dalla vicenda Mediaset? Considerando che il Cavaliere non è stato completamente estromesso dai giochi politici  (niente interdizione) e potrebbe sempre salvare l’azienda da future sanzioni giocando la carta del sostegno al governo Letta la situazione pare assai complessa. Nel contempo il fatto che il PDL (o meglio Forza Italia), l’organo partitico personalistico di Silvio Berlusconi si presenti ancora compatto intorno al proprio leader rende possibile un ulteriore controllo politico della questione finanziaria, portando il pallino del gioco del gioco nelle mani di B.

Instabilità fino alle prossime elezioni – D’altro canto  se gli investitori  esteri pensavano che dopo una sentenza di condanna, seppur abbastanza lieve, ci sarebbe stato un cambio di rotta nell’azienda, l’errore pare piuttosto grossolano. Nessun cambio pare in vista. Ma la vera questione che rende il titolo Mediaset appetibile a molti rimane il controllo politico sull’andamento del medesimo da parte della famiglia Berlusconi che riesce periodicamente a risollevarlo, nonostante le difficoltà dovute ai vari processi. Mediobanca al contrario si salva grazie agli annunci di Mario Draghi, intenzionato per ora a non aumentare i tassi di interesse e a continuare il programma di immissione di liquidità nel circuito bancario europeo. In una previsione di medio termine Mediaset non può comunque considerarsi del tutto salva dall’essere soggetta a violente ondate di volatilità fino alle prossime elezioni. Questo d’altronde è lo scotto che si paga a legare il destino delle proprie aziende alle vicende politiche personali, ma Berlusconi pare saperlo fin troppo bene.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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