Corsa alla segreteria: il PD è sempre lo stesso, non cambia mai

28/07/2013 di Federico Nascimben

La direzione di venerdì decide di non decidere e aspettare la sentenza della Cassazione

Da una direzione PD che definire senza sorprese è poco escono due quasi-certezze: primo, il congresso si farà e avverrà entro novembre; secondo, si va verso la “separazione delle carriere” tra segretario e candidato alla Presidenza del Consiglio. Ma la situazione al momento rimane troppo fluida, tutti aspettano la sentenza della Corte di Cassazione del 30 luglio e il PD, come al solito, si presenta più diviso che mai. In ogni caso, la politica italiana sembra vivere una sorta di “quiete prima della tempesta”, dove un po’ tutti sembrano far finta di niente in attesa del giorno fatidico.

I perché della scelta – Le motivazioni che soggiaciono alle (quasi) decisioni prese in direzione appaiono evidenti: il congresso si deve fare perché con un segretario traghettatore non si può andare troppo avanti, manca infatti la legittimazione da parte dell’assemblea; la separazione tra segretario e candidato premier – che Renzi ora critica, ma il cui statuto era stato modificato per permettere la sua partecipazione alle passate primarie – appare una scelta fatta appositamente dalla nomenklatura del partito per tarpare le ali al Sindaco di Firenze. Infine, la nuova riunione prevista per mercoledì – cioè subito dopo la sentenza della Corte di Cassazione – appare come l’ennesimo simbolo di debolezza di un partito che, privo di una propria identità, è costretto ad aspettare quali saranno le mosse dell’avversario.

Renzi vs Letta – Molti faticano a capire la strategia adottata in questi mesi da Renzi. La sensazione è quella di un astuto politico che sembra aver perso la bussola nell’agitato mare della politica nostrana, cosa che può apparire assai strana per il (seppur giovane) navigato Sindaco di Firenze: a volte sembra parlare troppo e a volte troppo poco, a volte sembra sostenere il Governo Letta e a volte sembra voler sperare nella sua fine anzitempo. Il punto centrale, comunque, sembra essere la paura di perdere il proprio treno: dopo le primarie di novembre/dicembre perse anche a causa di una partecipazione azzoppata, Renzi vede ora la concorrenza dell’altro giovane astro della politica italiana, ovvero l’attuale Presidente del Consiglio, Enrico Letta. La nuova competizione, assieme alla “separazione delle carriere” – in cui il Sindaco non è riuscito a piazzare un cavallo vincente amico per la candidatura alla segreteria – rischiano di rinviare nuovamente a data da destinarsi la sua ascesa politica.

Un PD che non cambia mai – In definitiva, le chiavi del partito – essendo sempre in mano alla vecchia nomenklatura (o ad esponenti emanazione di essa) – sembrano essere in cassaforte. Renzi continua a vivere l’assurdo caso per il quale si ritrova ad essere, nuovamente, maggioranza fra i potenziali elettori di tutti i partiti (e quindi attraverso delle primarie veramente libere e aperte), ma minoranza all’interno del partito (il cui elettorato storico e la cui segreteria, oltreché i delegati, appare essere saldamente in mano al vecchio gruppo dirigente). Insomma, si continua a rivivere la solita e stanca litania in base alla quale per l’ennesima volta viene fatto prevalere un istintivo spirito di autoconservazione che porta con sé una conseguente chiusura all’interno del proprio elettorato tradizionale (pensionati, pubblico impiego e il c.d. “ceto medio riflessivo”), precludendo l’apertura a nuove categorie sociali – oltreché alle nuove richieste di rappresentanza da parte di queste – e quindi, ovviamente, la vittoria alle future elezioni politiche. Avere un segretario che “si occupi solo del partito”, come è stato detto, non serve ad altro se non a nascondere tutto ciò: quale credibilità avrebbe, per esempio, un Renzi candidato premier con un Cuperlo segretario?

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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