Confusione istituzionale: la proposta di Boeri, la bocciatura del governo

06/11/2015 di Ludovico Martocchia

“L’Inps non fa il suo mestiere” (Damiano). Da ente strumentale, cerca di sostituirsi al governo, che non ci sta. La proposta di Boeri sul reddito garantito di 500 euro ai 55enni disoccupati non è stata accolta.

Tito Boeri

Era stato proposto al governo a giugno scorso. Ora Tito Boeri e l’Inps hanno cambiato strategia. È stato reso pubblico, come oramai tutti sapranno, il documento intitolato “Non per cassa, ma per equità , un piano dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale per “abbattere la povertà”, offrendo “una rete di protezione sociale almeno dai 55 anni in su”. È un obiettivo che può essere raggiunto reperendo le risorse da vari comparti, tra cui le 250 mila pensioni d’oro e 4 mila vitalizi. Ad essere favoriti, appunto, sarebbero quelle famiglie con un “ultracinquantacinquenne” disoccupato, attraverso un reddito minimo garantito di 500 euro.

Il piano, però, ha messo in imbarazzo il governo Renzi, soprattutto il Ministero del Lavoro. Proprio nel momento in cui l’esecutivo vuole portare in porto la legge di Stabilità 2016 senza troppi danni, il Presidente dell’Inps propone delle misure alternative, che effettivamente riscontrano favori tra l’opinione pubblica e le opposizioni. Sebbene, secondo alcune fonti del governo riportate dall’Ansa, “la diffusione della proposta di Boeri sarebbe stata concordata”. Ma così non sembra. Di fronte alla prospettiva di un aggiustamento della finanziaria di fine anno, il governo ha dovuto subito chiarire: «Al momento, si è deciso di rinviare perché quel piano, oltre a misure utili come la flessibilità in uscita, ne contiene altre che mettono le mani nel portafoglio a milioni di pensionati, con costi sociali non indifferenti e non equi», questo secondo una nota del dicastero di Via Veneto. «Per non far pagare questi costi ai pensionati – continua il ministero – servono risorse che, al momento, non ci sono».

Eppure, secondo le tabelle del documento, lungo ben 69 pagine e diviso in 16 articoli, si potrebbero risparmiare 150 milioni nel 2016, 1 miliardo nel 2017, fino ad arrivare a 3 miliardi nel 2019 e nel 2020. Sono pur sempre stime. Anche se già per il prossimo anno sarebbe possibile tagliare i vitalizi per 87 milioni di euro. Sembra una proposta “grillina”, che però questa volta proviene da un ente di diritto pubblico dell’amministrazione statale. Infatti, il vero scontro non è tanto nel merito della vicenda, verso il quale in molti tra i ministri potrebbero essere d’accordo, ma sull’equilibrio tra poteri, l’esecutivo del governo e il legislativo del parlamento, con le funzioni di enti previdenziali come l’Inps.

A scagliarsi contro la proposta di Boeri sono stati Cesare Damiano ed Enrico Zanetti. Il primo, presidente della Commissione Lavoro della Camera si è scagliato contro “l’invasione di campo” dell’Inps: “Il Parlamento ha il compito di fare le leggi e il governo il dovere di proporle. L’Inps è un ente strumentale del Lavoro. Punto”. Il messaggio non fa una piega. Un ente strumentale del governo, che possiamo definire “tecnico”, non può proporre delle leggi, almeno pubblicamente. Dello stesso parere è il secondo, sottosegretario dell’economia: «Al di là della condivisione di merito nel caso di Boeri, crediamo che non sarebbe un passo avanti per la credibilità della politica, del governo e del Parlamento se ci avviassimo verso una stagione di confusione di ruolo tra Ministro del Welfare e Presidente dell’Inps».

Ancora una volta, come spesso accade in Italia, le funzioni si confondono. Il merito della questione è sicuramente condivisibile, ma è nei modi che si pecca. Se la proposta di Boeri trovasse dei sostenitori, le ipotesi di emendamenti alla legge di Stabilità non sarebbero da escludere: si attuerebbe un piano serio, ma attraverso un metodo certamente discutibile.

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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