Tra Confindustria e sindacati spunta il governo

08/10/2015 di Alessandro Mauri

I dissensi tra Confindustria e sindacati potrebbero spingere il governo a intervenire per risolvere il nodo dei contratti

L’ennesimo scontro tra Confindustria e sindacati pone apparentemente termine alle trattative sui contratti nazionali. Gli scambi di accuse non mancano, mentre si avvicina sempre di più l’ipotesi di un intervento da parte del governo.

Rottura delle trattative – Dopo la riunione che si è tenuta nei giorni scorsi tra le categorie appartenenti a Confindustria che hanno i contratti scaduti o in scadenza, Giorgio Squinzi chiude la porta alla possibilità di continuare il confronto con i sindacati a livello nazionale. Le singole categorie procederanno a trattare separatamente con le proprie piattaforme, sulla base delle indicazioni che verranno elaborate all’interno della stessa Confindustria.  Secondo il Presidente Squinzi è ormai impossibile portare avanti qualsiasi trattativa con il sindacato, che non lascia margini di manovra per poter giungere ad un compromesso. L’accusa al sindacato è quella di richiedere condizioni monetarie irrealistiche e di non essere in grado di comprendere la necessità di rinnovare i contratti seguendo quello che l’economia globale moderna impone, specialmente per il futuro.

La posizione dei sindacati – Dura ovviamente la risposta dei sindacati, che scaricano su Confindustria la responsabilità della rottura delle trattative, anche se CISL e UIL premono per una ripresa della trattativa. In questo caso i sindacati accusano Confindustria di voler ridurre i salari e di fare da sponda al governo per un suo eventuale intervento in materia. Susanna Camusso ha definito le dichiarazioni di Squinzi “stranianti” e ha ribadito che i tavoli sui quali parlare di rinnovo contrattuale sono quelli nazionali.

Tutela dei lavoratori? – Restano numerosi dubbi sulle posizioni dei sindacati, sempre disposti a proteggere categorie già fortemente tutelate, ma meno inclini a favorire norme contrattuali in grado di garantire un futuro anche a chi un lavoro non ce l’ha ancora. Tra i nodi irrisolti vi è per esempio l’applicazione delle norme sul demansionamento previste nel Jobs Act e a cui il sindacato vorrebbe derogare, nonché la possibilità di legare maggiormente retribuzioni e produttività. Si tratta di norme che potrebbero effettivamente scalfire qualche posizione acquisita, ma che in prospettiva sono molto utili per mettere al passo il sistema produttivo italiano con il resto dell’Europa e dei Paesi sviluppati. Il tema dei salari è invece più complesso: se da un lato è vero che vi è stato uno scarto tra indice applicato ai contratti in scadenza e andamento reale dell’inflazione anche di 70-80 euro a scapito delle imprese (e quelle più piccole potrebbero risentirne), dall’altro è evidente come una riduzione dei salari (o un aumento troppo limitato) oltre a raffreddare la ripresa dei consumi, finirebbe per scaricare ancora una volta sulle fasce più deboli il peso della crisi.

L’intervento del governo – Se lo stallo tra Confindustria e sindacati dovesse continuare, sarebbe inevitabile un intervento da parte del governo, che dovrebbe provvedere a rivedere le norme sulla contrattazione e sui sindacati. Entrambe le parti temono questo intervento: Confindustria teme che vengano fissati salari troppo elevati rispetto alle aspettative delle imprese, mentre i sindacati temono una legge sulla rappresentanza sindacale che metterebbe in crisi molte sigle. Da questo punto di vista, data l’elevata litigiosità delle parti, un intervento del governo potrebbe essere la soluzione migliore, sia per ammodernare finalmente il sistema di contrattazione, spostandola a livello locale o di singole imprese, sia per regolamentare una volta per tutte la terra di nessuno rappresentata dai sindacati.

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Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
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