Concessione spiagge, stop al rinnovo automatico

21/07/2016 di Marco Bruno

La decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea pone fine a un sistema che per anni aveva regolato le concessioni per gli stabilimenti balneari. Protestano gli operatori del settore, esultano le associazioni per i consumatori.

Proprio nel pieno della stagione balneare, arriva una decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea che riguarda le concessioni sulle spiagge e che produrrà importanti effetti per i prossimi anni. La decisione pone infatti fine al discusso sistema automatico dei rinnovi, poiché la Corte l’ha ritenuto contrastante con il diritto comunitario. La proroga automatica era prevista fino al 2020, ma questa sentenza impedirà una situazione del genere, materializzando la grande paura da parte dei gestori di stabilimenti balneari italiani.

Con questa decisione, le autorizzazioni relative allo sfruttamento economico del demanio marittimo (in parole più semplici, l’utilizzo delle spiagge) devono essere soggetto ad una procedura di selezione dei candidati, ovvero sottoposto ad una gara d’asta. Questa selezione dovrà rispettare i normali criteri che vengono in considerazione in questi casi e cioè: imparzialità, trasparenza e pubblicità. Il sistema delle proroghe automatiche era stato utilizzato dall’Italia fino al 2012, e in seguito nuovamente riutilizzato fino al 2020, ma adesso il Governo e le istituzioni sono costrette ad un cambio di rotta. Si è giunti a questa decisione europea riunendo due cause, le quali vedevano opposti gestori di bagni ad enti locali.

Nello specifico, si trattava di due imprese, una sarda e una lombarda, che si sono rivolte ai tribunali amministrativi delle loro Regioni, che però hanno riconosciuto il conflitto tra la norma italiana e quella europea e hanno allora deciso di rivolgersi alla Corte Ue. Quest’ultima ha verificato se ci potessero essere le condizioni di compatibilità della proroga, ma alla fine ha optato nella sua sentenza per la violazione delle regole comunitarie. Le motivazioni sono piuttosto semplici: non mettendo in gara la concessione del territorio marittimo si contraddice una delle regole base del diritto comunitario, e cioè la selezione dei candidati in maniera imparziale e trasparente.

Si tratta di una decisione molto attesa che però alla fine non stupisce più di tanto gli operatori del settore che erano pressoché convinti che sarebbe andata in questa maniera. D’altronde la direttiva Bolkestein del 2006 era evidentemente contrastante con una disciplina del genere dato che “impedisce alla normativa nazionale di prorogare in modo automatico la data di scadenza delle concessioni per lo sfruttamento economico del demanio marittimo e lacustre”.

E’ chiaro che si tratta di una decisione che in ogni caso non farà piacere alla cd. “lobby dei balneari”, mentre esprimono soddisfazioni le associazioni dei consumatori. Infatti, come annunciato da alcune associazioni che si occupano di tutelare i bagnanti “questi ultimi potranno beneficiare della tardiva applicazione della direttiva Bolkestein, perché i prezzi saranno più bassi e molta gente potrà beneficiarne, portando come conseguenza un deciso aumento delle spiagge libere”.

Ora la palla passa al Governo, che dovrà lavorare per evitare conseguenze spiacevoli, come una procedura d’infrazione, e dovrà rimettere in gara numerose concessioni che erano già pronte ad essere prorogate alla scadenza. La situazione dovrà essere affrontata con delicatezza, dato che non tutte le riviere potranno essere considerate alla pari e si dovrà fare differenze specifiche, ad esempio, per quel che riguarda la riviera di Levante o quella sarda. Per il momento, in realtà, le indiscrezioni che filtrano per bocca del ministro Costa vanno verso un’ennesima proroga che verrà inserita nel Dl Enti locali e che varrà fino al 2017, quando si affronterà l’intera disciplina generale e si metterà mano ad un settore da sempre delicato per la pubblica amministrazione.

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Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
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