Cities from the Sea: il mare in un workshop sullo sviluppo del waterfront di Napoli

13/12/2016 di Lucio Todisco

Il mare visto come “bene comune”, risorsa centrale in un percorso di rigenerazione urbana e di crescita sociale ed economica di una città. E' da quest'idea che parte il workshop che si è tenuto a Napoli il 3 dicembre.

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Il mare visto come “bene comune”, risorsa centrale in un percorso di rigenerazione urbana e di crescita sociale ed economica di una città.

Da questa idea, sabato 3 dicembre, presso la sala Caracciolo della Marina Militare a Napoli si è tenuta la giornata conclusiva del terzo workshop internazionale “Cities from the Sea: maritime identity and urban regeneration”. Il workshop, iniziato a Napoli il 28 novembre, il cui scientific board coordinato dal Professor Massimo Clemente, Dirigente di ricerca del CNR, è stato composto dai Professori Caterina Arcidiacono, Alessandro Castagnaro, Eleonora Giovene di Girasole, Fortuna Procentese, Antonio Tejedor, Yuan Wang e dal Presidente del Propeller Club Umberto Masucci. Lo scopo era quello di realizzare strategie di collaborazione, pianificazione, rigenerazione e progettazione urbana delle città di mare, con particolare attenzione alle tematiche psicologiche delle comunità interessate e di branding e marketing territoriale.

Nel corso di una settimana di lavoro presso la sede dell’ANIAI Campania, giovani dottorandi, architetti, psicologi ed economisti si sono occupati di immaginare e progettare nuove forme di sviluppo per tre punti focali del waterfront della città di Napoli, intesa nel suo più ampio senso di città metropolitana: l’area del Porto di Napoli; quella di Molo San Vincenzo, Santa Lucia e Borgo Marinari; quella di Nisida nell’area occidentale della città. Un workshop multiculturale che ha visto la partecipazione del mondo universitario cinese con la partecipazione della Huazhong University.

Nelle città di mare, il porto è da sempre un grande polo attrattivo, di crescita e di sviluppo: per tale motivo il tema della rigenerazione urbana delle città costiere è divenuto nel corso degli anni sempre più centrale nel mondo, anche a causa della crisi dei sistemi portuali nelle aree locali. Tuttavia, al fine di evitare il rischio di omogeneizzazione degli spazi e delle forme urbane, ciò che è fondamentale, e si è prospettato nei lavori presentati il 3 dicembre, è che bisogna realizzare progetti ed interventi che devono tenere conto della cultura e delle comunità locali, sperimentando laboratori di strategie innovative per la sostenibilità. Solo in questo modo diventa possibile immaginare un percorso di valorizzazione della identità marittima di una città e, in questo caso specifico, di Napoli.

Non ci può essere sviluppo del waterfront senza la cooperazione di tutte le parti interessate, superando quelle incompatibilità e quei conflitti economici, sociali ed ambientali tra i diversi attori del territorio che devono plasmare l’interfaccia città-porto. Gli interessi, in questo settore, dipendono e cambiano a seconda della prospettiva e delle differenti politiche che mettono in conto le varie autorità competenti, ed è per questo che la pianificazione deve partire dal basso, con nuovi metodi di collaborazione, in alternativa a scelte che, cadendo dall’alto, hanno maggiori difficoltà di essere metabolizzate dal territorio.

Si tratta di un processo di innovazione che riattiva in questo modo il potenziale degli spazi urbani in risposta al cambiamento delle esigenze della città. Un progetto ambizioso, che il workshop ha cercato di portare avanti anche attraverso interessanti incontri con importanti esperti del mondo dell’architettura, della psicologia e del marketing territoriale, per fornire ai gruppi di lavoro importanti spunti di riflessione e case studies di riferimento. Le lezioni hanno visto la partecipazione del Prof. Francesco Musco della IUAV, del Prof. Michelangelo Russo della Federico II – DIARC del Dott.Gianni Tomo, Commissione Marketing Territoriale ODCEC Napoli, della Prof.Caterina Arcidiacono della Federico II – DSU; di Roland Lewis della NYC Metropolitan Waterfront Alliance, di Tom Fox, del Prof.Vincenzo Bagnato e dell’Arch. Mariella Annese della dicar Bari e della Prof. Maria Cerreta, della Federico II – DIARC.

Riaprire Molo San Vincenzo – Nella giornata finale del workshop, alla presenza dell’Ammiraglio Raffaele Caruso, degli Assessori Carmine Piscopo e Daniela Villani, dei Professori Alessandro Castagnaro Luigi Fusco Girard Francesco Domenico Moccia Michelangelo Russo e del Presidente della I Municipalità di Napoli Francesco de Giovanni, si è parlato approfonditamente della riapertura del Molo San Vincenzo e dei modi per collegare la zona alla città. Masucci, del Propeller Clubs, ha sottolineato come siano state avanzate idee interessanti nel corso del workshop, come quella di un taxi boat che faccia tappa anche al vicino Borgo Marinari. Ma le decisioni spetteranno al sindaco e al nuovo presidente del Porto, Pietro Spirito che hanno il compito di raccogliere una sfida complessa finalizzando il lavoro svolto in questi anni, anche attraverso le varie maratonine svolte nel corso di questi anni sul Molo sotto l’impulso del Propeller Clubs e dei Friends of Molo San Vincenzo. Quella di  quest’anno si è tenuta il 4 dicembre, grazie alla collaborazione con la Marina Militare.

I partecipanti:  Daniele Cannatella, Jiaxiu Cai, Francesca De Gregorio, Antonia Angelone, Giulio Capezzuto, Stefania Carnevale, Marica Castigliano, Fabrizio De Carlo, Paolo De Martino, Maria Florencia Gonzalez Leone, Giuliano Poli, Lucio Todisco Renata Balzano, Niccolò Bassan, Francesca Bertagnin, Andrea Cerasuolo, Giuseppe d’Agostino, Ciro Esposito, Benedetta Ettorre, Annamaria Giugliano, Eleonora Guglielmini, Geraldine Holland, Xiaohe Huang, Qianxyu Huang, Rui Li, Yishuang Li, Emilia Maiella, Federica Montalto, Shuqi Nie, Ada Palmieri, Vincenza Gabriella Pellegrino, Zhijun Peng, Viviana Perla, Francesca Pisano, Noemi Lucia Quintieri, Sara Refes, Sara Sharon Somma, Filomena Tagliamonte, Giulio Toriello, Qinxie Wang, Keyu Xieang, Huidan Xu, Shifu Zhang, Flora Gatti, Cira Ciotola

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.