La casa delle belle addormentate

21/12/2015 di Nicolò Di Girolamo

Oggi parliamo de "La casa delle belle addormentate" (Nemureru bijo) di Yasunari Kawabata (1899-1972), uno degli scrittori giapponesi di maggior rilievo del XX secolo, insignito del premio nobel per la letteratura nel 1968.

Yasunari Kawabata

Non sono forse i sogni ciò che ci rivela la nostra stessa condizione, i nostri stati d’animo? Non sono essi il prodotto più incontrollabilmente sincero della nostra psiche? Essi ci rivelano i nostri aneliti, le nostre paure e le speranze. Un sogno nero, un terribile incubo ci rivela che all’interno di qualunque costruzione della nostra mente c’è un nocciolo di paura. Al contrario è sicuramente più difficile dire quale sogno si possa associare alla felicità, dal momento che un desiderio ardente mentre si sogna spesso si può accompagnare ad un’altrettanto cocente delusione al risveglio. Secondo Eguchi, protagonista de La casa delle belle addormentate la felicità, per un vecchio come lui, si esplica in sogni pieni di memorie, vividi ricordi e vita giovane. C’è forse qualcuno che non merita di essere felice in questo modo? Ma cosa bisogna essere disposti a fare per raggiungere questo stato di felicità?

La casa delle belle addormentate (in giappoenese Nemureru bijo) è un’opera di Yasunari Kawabata (1899-1972), uno degli scrittori giapponesi di maggior rilievo del XX secolo, insignito del premio nobel per la letteratura nel 1968. Un lavoro di grande impatto, definibile forse come un concentrato di ciò che esiste di più distante dalla cultura occidentale. Talmente affascinante da ispirare Gabriel Garcià Màrquez a prendervi spunto per scrivere il suo ultimo capolavoro: Memoria delle mie puttane tristi.

La trama del racconto è semplice e inquietante. Eguchi giunge a conoscenza di un luogo dove vanno i vecchi per riuscire a dormire e fare finalmente dei bei sogni. Pare che in quella casa facciano dormire i clienti nello stesso letto di una giovane donna, profondamente addormentata e impossibile da risvegliare. Così la vita e tutta la giovinezza di questa compagna, scaturirebbero nell’anziano ospite un’infinità di ricordi riguardo ai tempi che sono stati della sua giovinezza. Una volta stabilito di voler provare questa esperienza Eguchi si dirige verso questo luogo misterioso e passa la notte in una delle stanze della casa, dove in seguito sarebbe tornato più volte. La prima notte di Eguchi è qualcosa che lo stravolge profondamente, e la scrittura di Kawabata che raccoglie tutte le sfumature, tutti i pensieri dei suoi personaggi, ci permette di comprendere tutto il turbamento di questo povero vecchio che si vede assalito dai ricordi e vorrebbe dialogare con la giovane assopita, nuda e bellissima accanto a lui.

Il flusso dei pensieri di Eguchi si materializza in maniera incredibile sulle pagine di questo libro e la suspense del racconto danno una sensazione di progressivo soffocamento al lettore, stretto negli ambienti angusti e inquietanti in cui si sviluppa la narrazione. Spesso viene definito un romanzo erotico ma non se ne comprende veramente il motivo durante la lettura. La descrizione delle ragazze e lo stile di scrittura in generale sono talmente raffinati ed eleganti che non sembra corretto dare una definizione talmente tranchant di uno scritto così ricco di particolari, colori e dettagli da permettere un’analisi molto lunga e accurata, come se fosse una miniatura. Chiunque si sia mai chiesto cosa significhi entrare nei sogni di un’altra persona non potrà astenersi dal leggere quest’opera oscuramente affascinante e incredibilmente evocativa.

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Nicolò Di Girolamo

Nasce a Trieste nel 1993 e consegue la maturità classica alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. In seguito si iscrive al corso di lettere moderne all'università di Firenze. Lettore accanito fin dalla tenera età, divide le proprie passioni tra vela, cinema e, naturalmente, libri di vario genere.
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