Cinema, la magia della pellicola che rischia di scomparire

19/08/2014 di Jacopo Mercuro

I film sono una forma d'arte, e i giovani che desiderino intraprendere la nostra stessa attività dovrebbero avere accesso agli strumenti e ai materiali che hanno costituito le fondamenta di quest'arte - Martin Scorsese

Cinema, Digitale e Pellicola

“Dobbiamo sempre ricordarci che la pellicola continua a rappresentare il modo migliore e collaudato nel tempo di preservare i film. Al contrario, non abbiamo nessuna certezza che l’informazione digitale si conserverà, mentre sappiamo che la pellicola lo farà, se adeguatamente custodita e curata” – Martin Scorsese

Era il lontano 1889 quando Thomas Edison e il suo assistente W. K. L. Dickson riuscirono ad ottenere i rulli di celluloide trasparente della Eastman Kodak che gli permisero di realizzare i primi film.

In molti si avvicinarono senza successo all’invenzione del cinema, la maggior parte di loro fu ostacolata dalla mancanza di pellicola sulla quale poter impressionare le immagini. La pellicola, concepita inizialmente solo per la fotografia, svolse un ruolo fondamentale nell’avvento del cinema. Nel 1909, durante il congresso degli editori di film a Parigi, si decise che il formato standard delle pellicole doveva essere quello da 35mm, lo stesso formato che abbiamo continuato ad usare fino ad oggi.

Martin ScorseseUna storia lunga e gloriosa quella della pellicola, ma a distanza di più di cento anni rischia di essere mandata in pensione per lasciare spazio al digitale: da inizio 2014 la maggior parte dei film sono già stati distribuiti nelle sale in questo “nuovo” formato. È in atto una vera e propria rivoluzione che cambierà uno degli aspetti più importanti e romantici del cinema. Molte sale europee si sono già attrezzate per fronteggiare al meglio questo cambiamento, solo i paesi che attraversano una forte crisi economica non riusciranno a rimanere al passo. Grazie al digitale i cinema potranno a risparmiare tempo e denaro, ma attrezzarsi o è molto oneroso, a causa degli elevati costi dei nuovi proiettori tante piccole sale rischiano di soccombere ai multiplex sempre più in stile USA.

Parlando di cinema dobbiamo (purtroppo) ricordare che stiamo parlando anche di un’enorme business. Il mondo degli affari è spietato e lascia poco spazio ai romanticismi, se viene trovato un modo per far più soldi in meno tempo ci si può dimenticare presto della storia e delle tradizioni. I magnati del cinema però devono ricordare che prima di un business è una forma d’arte e in merito a questo si è espresso il regista italoamericano Martin Scorsere, che da anni lotta per far si che la pellicola non si estingua: “i film sono una forma d’arte, e i giovani che desiderino intraprendere la nostra stessa attività dovrebbero avere accesso agli strumenti e ai materiali che hanno costituito le fondamenta di quest’arte. C’è forse qualcuno che si sognerebbe di dire ai giovani pittori di buttare via tele e pennelli solo perché sui loro iPads sono molto più maneggevoli? Certo che no. Nella storia del cinema solo una minima percentuale di film è stata girata in digitale. E tutto ciò che facciamo con l’HD è il tentativo di ricreare il look della pellicola. Ancora oggi, la pellicola offre una gamma visuale più ricca dell’HD”. 

Il cinema non è altro che una continua illusione. Sulla pellicola non c’è movimento, ma solo una serie di immagini ferme, ed è solo quando vengono mostrate in rapida successione sotto la luce di una lampada che creano un’illusione di movimento e in questa illusione è racchiusa tutta la magia del cinema.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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