Chiamparino sfiduciato: non assicura l’indipendenza della Fondazione San Paolo

04/06/2013 di Andrea Viscardi

Il consiglio regionale del Piemonte approva l'ordine del giorno: Chiamparino inadatto a guidare la fondazione

Sergio Chiamparino e Fondazione San Paolo

Sergio Chiamparino ha fatto dietrofront sulla sua candidatura alla segreteria del PD, annunciando lunedì la sua permanenza nella Fondazione San Paolo e lasciando di fatto il terreno libero a Matteo Renzi, il quale aveva indicato nell’ex sindaco di Torino un’ottima soluzione per la guida del Partito. Un dietrofront, però, non sufficiente a calmare la pioggia di polemiche che aveva sommerso il presidente della Fondazione San Paolo. Motivo, incompatibilità dei ruoli. L’esposizione e il coinvolgimento politico di Sergio Chiamparino non potrebbero assicurare l’indipendenza e l’autonomia della Fondazione San Paolo.

Sfiducia dalla regione – Dopo numerose polemiche, in mattinata il consiglio regionale del Piemonte ha presentato, sotto forma di ordine del giorno, una mozione di sfiducia verso l’ex sindaco, mozione presentata dalla coalizione di centro destra. Ordine approvato, nonostante l’astensione della Lega, e pesante segnale del Consiglio a Sergio Chiamparino.

Se a sinistra si parlava di depistaggio attuato per sviare dai disastri della giunta Cota, sottolineando l’illogicità di tale mozione, dall’altra parte della barricata, invece, le accuse per un legame troppo stretto tra Fondazione e PD sono arrivate in modo più o meno indiretto, portando la memoria a quanto accaduto a Siena e ricordando come l’indipendenza e l’autonomia della Fondazione sia una garanzia di vitale importanza.

Sergio Chiamparino e Fondazione San Paolo
Sergio Chiamparino e Fondazione San Paolo

Fondazioni, basta politica– Sicuramente dopo lo scandalo MpS, il ruolo di Sergio Chiamparino stride con i principi del conflitto di interesse tanto sostenuti dal Partito di Epifani. Non solo il suo nome era stato in corsa per assumere la reggenza del Partito Democratico, ma fino a pochi giorni fa sembrava anche uno dei principali candidati a prendere parte alle primarie di ottobre. In carica dal Maggio 2012, è indubbio come negli ultimi mesi abbia assunto un’importanza primaria nelle file del PD. L’annuncio di voler rimanere alla guida della Fondazione San Paolo è arrivato, quindi, con un colpevole ritardo.

L’esistenza di legami così profondi tra politica e fondazioni bancarie rimane un’evidente contraddizione in riferimento ai termini autonomia e indipendenza. A differenza del MpS, in questo caso, la composizione del consiglio è molto più variegata. Ma la scelta di un uomo politico di primo piano come presidente non può che lasciare perplessi. Adesso la palla passa proprio a questo organo – dotato del potere di sfiducia – e al buonsenso di Sergio Chiamparino. Rimarrà alla guida di San Paolo, o deciderà di dimettersi? Certamente non è solamente limitando la propria azione politica dopo tre mesi passati alla ribalta che si cancellano quarant’anni di carriera politica e di legami. Eventuali rischi per l’indipendenza dell’organo sussistono. Poco conta la fiducia nella persona, situazioni di questo tipo non possono essere considerate accettabili.

 

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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