Chagall bis: il pittore dei sogni alla conquista di Milano

08/09/2014 di Simone Di Dato

Palazzo Reale e il Museo Diocesano aprono le proprie porte ad una doppia mostra dedicata all'artista russo

Marc Chagall a Milano

Museo Diocesano e Palazzo Reale. Non una bensì due mostre interamente dedicate a Marc Chagall (1887-1985), malinconico pittore dell’inconscio e poeta mistico noto ai più per quei dipinti sempre in bilico tra illusione e realtà che impressionarono il secolo scorso. Milano si appresta così ad inaugurare la stagione autunnale puntando su una delle personalità più singolari e note nell’arte del ‘900 e celebrare la forza creativa di autentici capolavori in due progetti contemporanei, nati da indagini ben diverse seppur complementari.

Chagall, Retrospettiva
La passeggiata, 1917-18;

A partire dal 17 settembre le sale del Museo Diocesano ospiteranno “Chagall e la Bibbia”, una mostra curata da Paolo Biscottini che presenta per l’occasione circa 60 lavori tra acqueforti, oli, ceramiche e sculture, concepiti dall’artista russo sul Messaggio Biblico. Ma non è tutto: vero cuore pulsante dell’esposizione saranno 22 schizzi inediti, gouache provenienti da una collezione di recente identificazione e presentate al pubblico per la prima volta. Si tratta di disegni preparatori per la Bibbia mai esposti prima d’ora, difficilmente databili, ma grossomodo risalenti al viaggio di Chagall in Terra Santa nel 1931, lavori “più spontanei rispetto a quelli conosciuti che sembrano riflettere l’inquietudine di un’epoca, anzi, si direbbe rimettano furtivamente la storia al centro dell’attenzione”, commenta Meret Meyer, nipote del pittore.

In queste minute ma densissime opere, l’artista rintraccia le radici del suo popolo e l’ingombrante figura di Dio con tratti primitivi e dinamici spesso appena accennati, talvolta resi in evidente senso drammatico. I colori invadono come protagonisti gli spazi senza prospettiva e il risultato è impressionante: ecco l’azione di Dio che ordina a Noè di costruire l’Arca, il gesto di Abramo per uccidere Isacco o anche la lotta di Giacobbe con Dio stesso. Insomma una liturgia di sensi e percezioni orchestrate in modo tale da evocare profezie altisonanti e sconvolgenti.

Che i soggetti biblici fossero una componente essenziale del mondo interiore di Chagall, fin dalla prima gioventù in Russia, è cosa assai ben nota. “Mi è sempre sembrato e mi sembra tuttora che la Bibbia sia la principale fonte di poesia di tutti i tempi. Da allora, ho sempre cercato questo riflesso nella vita e nell’arte. Per me, come per tutti i pittori dell’Occidente, essa è stata l’alfabeto colorato in cui ho intinto i miei pennelli”. Commentando così il suo universo interiore ed artistico, l’artista afferma il suo legame all’ebraismo e in particolare al chassidismo, una corrente in cui mistica, spiritualità, folklore, riti e prodigi popolari si sposano col suo immaginario più fervido e creativo.

Marc Chagall
La mucca con l’ombrello, 1946;

Con medesima decorrenza, gli spazi di Palazzo Reale non deludono. Ad aprire i battenti sarà infatti la più grande retrospettiva degli ultimi cinquant’anni mai dedicata in Italia al pittore figlio della cultura yiddish. Ideata e curata da Claudia Zevi con la collaborazione di Meret Meyer, la mostra offre al pubblico oltre 220 opere provenienti da collezione di eredi, privati e i più grandi musei del mondo, tra cui il MoMa, il Metropolitan Museum di New York e il Centre Pompidou solo per citarne alcuni. Il percorso scientifico dell’esposizione si propone di rispondere ad un duplice interrogativo attraverso una ricerca rigorosa e completa: da un lato i fattori che contribuirono a mantenere una coerenza artistica nonostante la molteplicità di linguaggi e correnti vissute e sperimentate da Chagall, dall’altro la sua innata capacità di descrivere mondi onirici con tratti narrativi di commovente poesia. Lungo la retrospettiva, divisa in sezioni, sarà possibile analizzare l’opera dell’artista nel periodo che va dal 1908 al 1985, prendendo in considerazione gli esordi in Russia, il primo soggiorno francese, il rientro in patria fino al 1921; ancora l’abbandono definitivo della Russia, l’esilio in Francia, e negli anni ’40 in America, fino agli ultimi anni in Costa Azzurra.

Con opere selezionate quali “ Il poeta sdraiato”, “La mucca con l’ombrello”, “Le nozze”, “La caduta dell’angelo”, o “L’ebreo in rosso” insieme a molte altre, la mostra intende dimostrare la grande fedeltà di Chagall, testimone di due guerre, della persecuzione dei nazisti, ostilità dei sovietici, tragedie e dolori personali, ad un’arte sempre lirica e pura capace di amalgamare elementi di realtà e di visione. Un’arte in cui sacro e profano, reale e miracoloso con dolcezza, si confondono.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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