Cesira Carocci, la governante del duce

05/10/2013 di Matteo Anastasi

Cesira Carocci

Cesira Carocci, eugubina classe 1884, è stata l’unica figura femminile, assieme alla consorte donna Rachele, a vivere in casa di Benito Mussolini. Lo fece per dodici anni, dal 1923 al 1934, ricoprendo il ruolo di governante.

Differentemente da altri collaboratori – dal cameriere Quinto Navarra all’autista Ercole Boratto – non ha mai rivelato aneddoti né lasciato memoriali. Queste ragioni fanno di Cesira Carocci una tra le più misteriose “donne del duce”, la cui vicenda è stata oggetto di un’attenta ricostruzione di Gianni Scipione Rossi in Cesira e Benito. Storia segreta della governante di Mussolini, testo edito nel 2007.

Bianca Veneziana, una delle innumerevoli presunte amanti del duce, ha definito Cesira «guardinga, meticolosa, astuta, sa consigliare, sa convincere, sa rimproverare con dolcezza Sua Eccellenza, il tutto con la pazienza che ci vuole con un bambino». Storici come Duilio Susmel e Denis Mack Smith l’hanno dipinta, rispettivamente, come «donna abile e tuttofare» e «preziosa informatrice della Sarfatti». Fu effettivamente quest’ultima a raccomandarla al dittatore. Ribattezzata da D’Annunzio “Suor Salutevole”, fu confidente, infermiera, segretaria nonché attenta curatrice di Pippo, il gatto di Mussolini. Si attirò le antipatie di donna Rachele, che riteneva Cesira coprisse i tradimenti del marito e ne fosse ella stessa protagonista. Ebbe, invece, un rapporto privilegiato con la sorella del duce, Edvige.

Nata in una modesta famiglia umbra, al principio degli anni Venti ottenne l’incarico di cameriera in un importante albergo milanese dove conobbe Margherita Sarfatti. La futura “ministra delle Arti fasciste” la inviò in via Rasella, primo domicilio di Mussolini a Roma, nel 1924 per un rapido e freddo colloquio di assunzione. «È fascista?», domandò il neo-presidente del Consiglio, «Se non lo fossi, non sarei mai venuta qui», rispose Cesira. Il giorno seguente prese servizio, iniziandosi a occupare a trecentosessanta gradi del suo datore di lavoro, dal look«Cesira vuole fare di me un milord», avrà modo di constatare Mussolini – alla salute – specialmente dopo il delitto Matteotti, quando la crisi politica che ne conseguì mise a dura prova lo stomaco già malandato del capo del fascismo e ne minò duramente l’umore.

Cesira CarocciCesira divenne in breve tempo figura onnipresente nella vita del duce, pronto a garantirle concessioni difficilmente ipotizzabili, come l’interruzione di un’importante riunione del Consiglio dei Ministri per la somministrazione della medicina quotidiana. Sarà presente anche nel 1925, in occasione della visita di Mussolini a D’Annunzio, al Vittoriale di Gardone Riviera. Fu in quell’occasione che il vate le attribuì il nomignolo destinato ad accompagnarla per il resto della vita: «Suor Salutevole, la dolce creatura che tiene lontano il male». La sua influenza è ampiamente dimostrata dalle molte raccomandazioni, puntualmente soddisfatte, che la governante riceve dai suoi conterranei di Gubbio. Non solo. Sul finire degli anni Venti, Mussolini le comunicò: “Stai diventando indispensabile. È un brutto segno perché un uomo dovrebbe dipendere solo e soltanto da se stesso”. Nel frattempo, il «Presidente» – come sempre lo chiamerà Cesira – si trasferì a Villa Torlonia, ricongiungendo l’intera famiglia a Roma.

Iniziò allora la parabola discendente di “Suor Salutevole”, causata dall’antipatia di donna Rachele, che ne provocò il licenziamento, sbottando con il marito: “Quella donna non mi piace […] Tu comanderai sull’Italia, ma qui è casa mia: comando io”.

Mussolini, tuttavia, non si dimenticò mai della sua “ancella”, come ampiamente dimostrato dal fatto che, nel 1934, a pochi mesi dal congedo, il duce incaricò il Popolo d’Italia di corrisponderle un vitalizio di settecento lire. Cifra notevole se si pensa che, solo cinque anni più tardi, nel 1939, Gilberto Mazzi metterà in note il desiderio di ricevere Mille lire al mese.

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Matteo Anastasi

Matteo Anastasi (Roma, 1989) si è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma e, sempre con lode, in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli. Per Europinione si occupa di storia ed esteri. Collabora inoltre con Cronache Internazionali e Mediterranean Affairs ed è co-fondatore del think thank di politica internazionale Il Termometro – Blog di opinioni e discussioni
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