Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

06/05/2014 di Jacopo Mercuro

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

“Non prendere la vita troppo sul serio, tanto non ne uscirai vivo  Elbert Hubbard

La vita è pura dinamite pronta ad esplodere, che lo vogliate o no; è questo l’urlo silenzioso di Allan Karlsson, l’arzillo vecchietto de Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve. Il film nasce dall’omonimo romanzo dello svedese Jonas Jonasson divenuto, in poco tempo dalla sua uscita (2009), il libro più venduto di sempre in Svezia. Nel 2013, il regista Felix Herngren è riuscito a farne una trasposizione cinematografica, rispettando la chiave umoristica del libro, senza mai mettere in ombra la profondità dell’opera. Arrivato nelle nostre sale in punta di piedi, privo di una grande pubblicità, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve, è riuscito a sorprendere e a fare breccia nel cuore del pubblico di qualsiasi età.

Il film narra le innumerevoli avventure di Allan Karlsson (Robert Gustafsson), che, nel giorno del suo centesimo compleanno, ha la brillante idea di fuggire dalla casa di cura in cui era destinato a passare gli ultimi giorni della sua vita. Uscendo in segreto dalla finestra, Allan si imbatterà nella sua ennesima avventura, facendosi semplicemente catturare dalla casualità degli eventi, come ha sempre fatto. La sua incoscienza, che sà tanto di furbizia, lo porterà ad impossessarsi di una valigia, che in seguito si scoprirà piena di soldi. Nel suo cammino incontrerà personaggi grotteschi, pronti ad accompagnarlo in un insolito viaggio, e che lo aiuteranno a fuggire da una gang di trafficanti di droga, ai quali Allan aveva sottratto la preziosa valigia. Sarà un’escalation di situazioni folli, tra gag comiche e flashback, in cui l’anziano avrà modo di raccontare il suo intenso e surreale passato, caratterizzato dai momenti e dai personaggi che hanno fatto la storia del 900’.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparveL’incredibile storia di Allan è una forte scossa per la nostra esistenza, al nostro modo di intendere la vita. Ci dimostra quanto sia inutile continuare a prenderci troppo sul serio, sbattendo la porta in faccia alla casualità della vita e a quell’imprevedibilità che ogni tanto dovremmo far entrare nel nostro cammino, lasciandola libera di catapultarci in situazioni in cui altrimenti non ci troveremmo. Abbiamo bisogno di uscire dai nostri schemi prestabiliti, che non sono altro che uno scudo contro la paura dell’imprevisto e farci catturare dall’attimo. C’è il richiamo ad una spensieratezza ormai persa da tempo, siamo colpevoli di volere sotto controllo qualsiasi istante delle nostre vite. Viviamo giornate frenetiche, se non isteriche, portiamo avanti una maratona con noi stessi, dimenticandoci quanto la casualità giochi un ruolo fondamentale; ogni tanto abbiamo semplicemente bisogno di farci trasportare dalla corrente invece di faticare inutilmente per remare contro.

Certo, abbandonarci completamente agli eventi sarebbe come affidarsi ad un caos che probabilmente diventerebbe catastrofico, ma possiamo trovare un equilibrio tra il controllo e la casualità. La vita è straordinaria proprio perché riesce a sorprenderti quando meno te lo aspetti, quando il programma che avevi preparato salta improvvisamente per riservati qualcosa di meglio, o di peggio, ma questa è la vita e non possiamo farci nulla. C’è una forza superiore che spesso, a nostra insaputa, ci indica il percorso da seguire, che si chiami Dio, Allah, Zeus, Odino o semplicemente una forza casuale, magari la stessa che miliardi di anni fa ha fatto si che il bang esplodesse. Allan Karlsson, ha deciso di vivere la sua vita senza prendersi troppo sul serio, facendo semplicemente ciò che il destino decideva di riservargli. Per carità, molto poetico, cinematografico, e un grande spunto per aprire le porte alla vita, ma anche questo, come il troppo controllo, è un’esagerazione che alla fine presenta il suo conto. Il vecchio Allan ne ha viste di cose, ha vissuto una vita straordinaria, ma il giorno del suo centesimo compleanno si ritrova solo e dentro una casa di cura. Il suo non decidere mai, non prendere posizione, lo ha reso l’opposto di chi invece cerca di avere sempre tutto sotto il suo dominio. Entrambi le scelte non sono altro che un limbo, in cui ci rifugiamo inconsciamente per vivere un qualcosa di cui non conosciamo il futuro.

Senza fare un improbabile paragone, Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve è un film che sa molto di Forrest Gump in chiave svedese. Il film di Zemeckis è un capolavoro che ha segnato la storia del cinema, mentre la pellicola di Herngren è una commedia senza troppe pretese, ma in grado di scorrere piacevolmente e far riflettere lo spettatore. É un’esplosione improvvisa che fa molto rumore, ma dura solo qualche istante senza lasciare un gran segno.

The following two tabs change content below.

Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
blog comments powered by Disqus