Ce l’abbiamo duro (il vizio di rubare)!

29/11/2013 di Giacomo Bandini

Ormai la famosa espressione di Umberto Bossi ha percorso tutta Italia, creando perfino il neologismo del “celodurismo” di utilizzo comune presso le testate giornalistiche nazionali. Peccato che, se in origine stava a significare una certa forza virile ostentata dai celti Padani, ora non possa essere diversamente utilizzata se non per indicare il vizio ormai storico della Lega Nord a fare scandalo per i rimborsi elettorali. L’anno scorso ci fu il grande scandalo, con la famiglia Bossi protagonista e l’indimenticabile Belsito, che provocò una mini-rivoluzione all’interno del partito. Oggi il passato è ritornato a fare ombra sulla Lega delle ramazze e del triangolo produttivo d’Italia. Una nuova inchiesta sui rimborsi illeciti potrebbe mettere fine all’era bossiana e definitivamente ko Alberto da Giussano e la sua spada.

Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte.
Roberto Cota, presidente della Regione Piemonte.

Non solo Roma è ladrona – A dire il vero la settimana scorsa erano già emerse anomalie, se così si possono definire, e conseguenti indagini sull’utilizzo degli scontrini da parte di Cota, presidente del Piemonte e leghista di vecchia data. Quattro rimborsi per quattro cene diverse, consumate alla stessa ora, nello stesso ristorante e firmate dalla stessa persona. E non basta. Negli ultimi mesi i consiglieri regionali piemontesi della maggioranza hanno deciso di anticipare il Natale spendendo migliaia e migliaia di euro per regali ed effetti personali di vario tipo (gioielli, vestiti, creme etc..) e facendoseli poi rimborsare con i soldi del rispettivo partito. Spese private con i soldi dell’ignaro contribuente. L’unica pecca del piano perfetto? Roberto Cota e la sua esposizione mediatica in guisa di crociato contro i rimborsi pubblici.

Non una, ma due volte – A condividere la sorte di Cota c’è anche la famiglia Bossi. E così ieri ed oggi abbiamo avuto la riconferma del sistema delinquenziale alla base dei rimborsi pubblici. I numeri però in questo caso salgono ulteriormente. Nel periodo considerato dagli inquirenti, 2008-2010 alla Lega Nord spettavano 22 milioni di euro di contributi pubblici nel 2008, oltre 17 milioni nel 2009 e 18 milioni nel 2010, questi ultimi bloccati da Gianfranco Fini nella direttiva generale sui rimborsi elettorali. Il totale considerato si aggira dunque intorno ai 40 milioni. Da questa cifra procede un lungo elenco di decurtazione dovuto alle spese individuali di Rosy Mauro, fra cui 77 mila euro per pagare la laurea in Albania (va di moda ormai) al caposcorta, 200.000 trattenuti da Umberto Bossi, 158.000 dal figlio Riccardo usati per pagare multe e sanzioni varie, 145.000 dal Trota sempre utilizzati nel pagamento di multe stradali e acquisto di automobili. Belsito invece questa volta sarebbe imputabile di appropriazione indebita per “soli” 2 milioni e 400.000 euro e l’inchiesta non è ancora conclusa.

La legislazione sui controlli – È bene, per evitare nuove grida di scandalo, minacce di morte e frasi del tipo ci vorrebbe un controllore supremo come negli altri Paesi, ricordare che in base alla legge n.96 del 6 luglio 2012 alla voce “Misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici” è fatto obbligo ai partiti e ai movimenti che abbiano superato la soglia del 2% nazionale e abbiano almeno un candidato eletto di avvalersi di una società di revisione iscritta all’albo speciale tenuto dalla Commissione nazionale per le società e la borsa. È stata poi istituita la Commissione per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti composta da membri non politici e facenti parte della Corte dei Conti, del Consiglio di Stato e della Corte di Cassazione. Precedentemente a questa legge del 2012, era in vigore la legge n.515 del 1993. Anche in questo caso vi era un organo esterno ad occuparsi della trasparenza: il Collegio di controllo sulle spese elettorali facente capo alla Corte dei Conti.

Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord
Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord

Commissioni interne ed esterne – Come visto dunque, il controllo c’è e c’è sempre stato. Dove è situato allora il problema? Da un lato va  osservata la sentenza n.1352 del 1999, dove la Corte Costituzionale sostiene che l’esercizio del potere di controllo della Corte dei Conti e di conseguenza, oggi, della Commissione non si estende alla voce “risorse reperite con mezzi propri”. Non potendone verificare la provenienza e nemmeno le modalità con cui sono state utilizzate, in quanto “proprie”, chi deve provvedere al controllo non può oltrepassare l’ostacolo senza infrangere una sentenza di massimo rango. Da un altro lato bisogna analizzare la carenza di controllo interna ai partiti stessi. Laddove l’autorità non può arrivare a causa della legge stessa, sono i membri di una comunità a dover eseguire i dovuti accertamenti. Belsito ha utilizzato una buona parte del maltolto, che ammonta ora a oltre i 10 milioni senza nemmeno indicarne la destinazione. Possibile nessuno se ne sia accorto?

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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