Il caso ferrovie: dai fondi al nord ai lavori in ritardo

14/07/2016 di Marco Bruno

L'incidente della tratta Andria - Corato riporta in auge un problema infrastrutturale storico del sud Italia: dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria, l'alta velocità è di fatto assente e gli investimenti infrastrutturali, quando ci sono, vanno avanti con estrema lentezza.

Il gravissimo incidente ferroviario che ha sconvolto la Puglia e l’Italia tutta, causando decine di morti, ha riportato alla ribalta l’annosa questione della differenza tra i trasporti ferroviari del nord e quelli del sud. Un dato inquietante, riportato da diversi quotidiani e organi di informazione è quello relativo alla distribuzione dei fondi statali: il 98,8% di questi è destinato alle regioni settentrionali, lasciando al sud solo le briciole restanti. La rotta non è cambiata dopo gli ultimi interventi governativi, in particolare quei fondi predisposti dal decreto “Sblocca Italia” e dalla legge di stabilità. Con queste due leggi sono stati destinati circa 5000 milioni di euro alle ferrovie, ma le regioni meridionali possono disporre solo di 60 di essi.

L’Italia viaggia a due velocità per quanto riguarda il trasporto ferroviario: il nord è in costante crescita, come testimonia l’aumento dei treni ad alta velocità e l’introduzione del nuovo e velocissimo Frecciarossa 1000, dall’altro un Sud che fatica, nel quale non sono ancora predisposti binari adatti per l’alta velocità. Infatti, la linea Frecciarossa si ferma in Campania, più precisamente a Salerno, e in seguito si prosegue solo con il Frecciargento fino alla punta della Calabria.

Incommentabile la situazione in Sicilia, dove i treni sono antiquati e i binari risalenti a periodi antichissimi, con collegamenti che spesso rendono il viaggio in treno più lento di quello in auto. Un esempio concreto è quello della linea Messina-Catania-Siracusa, in cui la velocità media è pari ad appena 69 km/h e vi sono moltissimi problemi, specialmente relativi alle infrastrutture. Diverse sono le interruzioni, non sono seguite da comunicazioni ai pendolari, e spesso causate da furti di rame che uno scarso livello di controllo della linea.

La Puglia è una regione disagiata da questo punto di vista, con pochissime linee ad alta velocità e la forte maggioranza del percorso dei binari ad un solo senso. Un problema che in effetti colpisce tutto il paese, ma che è aggravato dall’assenza spesso di apparecchiature elettroniche volte ad automatizzare la regolazione del traffico. Inoltre la maggior parte dei treni non sono elettrificati e cioè rende il tragitto pericoloso e insicuro. In generale, l’età media dei treni supera anche i 23 anni. Tuttavia non è questo il caso dell’incidente occorso a Trani, dato che si trattava di una struttura privata e anche relativamente moderna. In questo caso, l’errore è dovuto appunto all’arcaico sistema di comunicazione tra le stazioni, effettuato ancora manualmente via telefono.

Un sistema ormai superato da quello automatico, con apparecchiature elettroniche a dare il via libera ai treni evitando coincidenze pericolose. Non a caso, sono diversi i pendolari che si lamentano dell’eccessiva sproporzione della destinazione dei fondi relativi all’alta velocità e quelli relativi al trasporto locale. Negli ultimi anni sono tante le linee cancellate, e quelle poche ancora presenti si dimostrano inadeguate costringendo i pendolari a viaggi da incubo. I treni per il trasporto locale sono pochi e vecchi: l’età media è pari a 18,6 anni e negli ultimi anni c’è stato un taglio del 6,5% proprio quando c’è stato un aumento della richiesta.

Altro problema non da poco è il disinteresse da parte dello Stato che ha tagliato gran parte delle risorse, trasferendo le competenze sui treni pendolari alle Regioni, le quali hanno dovuto tagliare alcuni servizi e aumentare le tariffe. Nel caso dell’incidente avvenuto sulla linea tra Andria e Corato, grandi colpe vanno date all’eccessiva lentezza e alla burocrazia italiana: infatti l’allargamento della linea e il suo raddoppio con il passaggio al doppio binario era previsto sin dal lontano 2008. Ma la gara, finanziata anche con una somma considerevole di fondi europei, è stata avviata appena un mese fa e se, fosse stata fatta in tempo, sarebbe stato possibile scongiurare una tragedia sicuramente evitabile.

Sulla questione c’è da interrogarsi anche sulle responsabilità politiche della faccenda. Il ministero dell’Infrastruttura non sembra infatti aver reagito ad alcune segnalazioni al riguardo, come l’interrogazione parlamentare presentata nel 2013 dal parlamentare grillino Giuseppe D’Ambrosio, nato proprio ad Andria e frequentatore assiduo della linea. Il deputato lamentava problematiche connesse al finanziamento che doveva essere effettuato nel 2015 ma come detto, i lavori che dovevano essere finiti, sono appena iniziati.

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Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
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