Il caso commissioni permanenti: occupazione o no?

11/04/2013 di Iris De Stefano

Quella che si sta scrivendo è una delle pagine più ridicole nella storia della nostra Repubblica. Silvio Berlusconi tace, in attesa di sviluppi mentre Pierluigi Bersani, dopo la peggior sconfitta che si ricordi della sinistra italiana, ha l’ardire di proporsi come Presidente della Repubblica e, intervistato ieri a L’Agorà su una sua possibile ricandidatura, risponde che non sa, ”ci devo pensare”. Nel frattempo il Parlamento si trasforma in un liceo, con l’”occupazione” nella giornata di ieri e protrattasi fino a mezzanotte, del Transatlantico per la formazione delle commissioni permanenti.

Il perché dell’occupazione – Il Movimento 5 stelle, così come aveva promesso, ha iniziato l’occupazione di alcune parti del Parlamento per protesta contro la decisione di vietare l’accesso alle aule delle commissioni presa dal Collegio dei Questori (ovvero coloro che secondo il Regolamento della Camera, curano collegialmente il buon andamento dell’Amministrazione, vigilando sull’applicazione delle relative norme e delle direttive del Presidente). Tre giorni fa Piero Grasso, Presidente del Senato aveva convocato la conferenza dei capogruppo per cercare di velocizzare la procedura e favorire la formazione delle commissioni, organi vitali per il funzionamento effettivo del Parlamento. La riunione si era risolta con un nulla di fatto, poiché come Luigi Zanda, capogruppo PD al Senato aveva annunciato: “Si è convenuto a larga maggioranza che l’intreccio del meccanismo regolamentare e della prassi suggerisce di costituire le commissioni solo dopo la formazione del governo.” Il M5S si era quindi opposto al risultato della riunione, annunciando che avrebbero occupato il Parlamento, lanciato l’hashtag #OccupyParlamento e che sarebbero rimasti in Aula, una volta finita la seduta ordinaria, fino a mezzanotte ed un minuto, per leggere la Costituzione in diretta streaming. E così è stato fatto.

La sala del Mappamondo a Montecitorio
La sala del Mappamondo a Montecitorio

La Sala del Mappamondo – Fino a qualche ora fa invece, si riteneva che anche oggi si sarebbe svolta un’azione simile a quella di ieri, a causa di un post della Lombardi su Facebook, in cui si diceva che: “Come sapete, malgrado le nostre richieste e proteste i lavori delle commissioni parlamentari non vengono ancora avviati. Così abbiamo chiesto alla Camera di poter utilizzare lo stesso le sale apposite per poter autoconvocare le commissioni ed iniziare ugualmente a lavorare in modo autonomo, invitando anche i deputati degli altri gruppi. I questori riuniti hanno negato anche l’utilizzo delle sale delle commissioni, in assenza di qualsiasi norma o regolamento, facendo riferimento alla solita prassi. Così gli eletti a Montecitorio andranno a lavorare nell’unica commissione al momento attiva, quella Speciale, nella sala del Mappamondo dove si svolgeranno le audizioni riguardanti i debiti della P.A. I deputati parteciperanno ai lavori ribadendo così il loro proposito di cominciare il vero lavoro parlamentare”. In realtà, come è stato sottolineato a SkyTg24 da Riccardo Nuti, vice capogruppo M5S, il Regolamento della Camera prevede che si possa assistere ai lavori delle commissioni, anche intervenendo con domande, ma senza diritto al voto e l’auto-convocazione alle 11 di stamattina fatta dalla Lombardi per tutti i 109 deputati grillini si sarebbe riferita proprio a questa possibilità.

Le iniziative grilline – Pare quindi che nell’ultimo periodo il Movimento 5 Stelle, riportato all’ordine dalla famosa riunione in agriturismo di qualche giorno fa con la presenza di Beppe Grillo, si stia muovendo compatto e inizi anche a presentare disegni di legge. Il 5 aprile infatti, sono stati presentati tre disegni di legge da altrettanti esponenti del Movimento; un po’ tutti i commentatori sono rimasti sorpresi, poiché sono riferiti all’istituzione del reato di omofobia e del matrimonio omosessuale, mentre in realtà all’interno del programma del M5S non figuravano tra le priorità riferimenti ai diritti civili. Come spiega l’Huffington Post, sono stati gli attivisti piemontesi ad accogliere e a  collezionare le proposte della Rete Lenford, associazione di avvocati per i diritti lesbiche, gay, bisessuali e transgender, depositandole prima presso il Consiglio regionale del Piemonte e poi trasformandole in disegni di legge che il Parlamento dovrà discutere, con l’appoggio probabile di Sel e la possibilità di un’ulteriore spaccatura in un Pd che appare più fragile che mai.

Il Quirinale – Oggi si sono aperte anche le consultazioni interne al Movimento per la scelta del Presidente della Repubblica; in un post sul suo blog infatti Beppe Grillo scrive che: “Oggi, giovedì 11 aprile 2013, gli iscritti al MoVimento 5 Stelle al 31 dicembre 2012, che abbiano inviato i documenti digitalizzati, potranno proporre il loro candidato per la Presidenza della Repubblica fino alle ore 21. I primi dieci candidati saranno in seguito, il giorno lunedì 15 aprile, votati per scegliere il nome che sarà indicato dal gruppo parlamentare del M5S. Coloro che hanno il diritto di proporre il prossimo Presidente della Repubblica riceveranno una email con le istruzioni dopo le ore 10 di questa mattina.” Quante sono però queste persone, non è dato saperlo. E se alla fine del post Grillo non si fa mancare il solito attacco a Berlusconi e Bersani in risposta all’accusa di “deficit di democrazia interna”, il sistema delle primarie online si è già dimostrato, a detta di tutti tranne che dei diretti interessati, poco efficace e democratico. È difficile immaginare un Presidente della Repubblica scelto come Giulia Sarti, la più votata dell’Emilia Romagna, con appena 362 voti: quanto un paio di condomini.

The following two tabs change content below.

Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
blog comments powered by Disqus