Caro Monti, se tutto è da cambiare a cosa è servito il governo tecnico?

20/01/2013 di Andrea Viscardi

governo-montiNelle ultime settimane si è assistito alla trasformazione di Mario Monti da “semplice” tecnico a politico in cerca di voti. Durante questa metamorfosi – impensabile per chiunque avesse osservato il Professore ai tempi della formazione del suo governo – l’oramai ex premier ha imboccato una strada pericolosa per chi si era imposto come la cura dei mali provocati dalla politica. In quel Novembre del 2011 Mario Monti appariva il più lontano possibile da quel mondo e dai suoi usi. Oggi, invece non ha nulla da invidiare ai suoi competitor, quegli stessi che hanno portato lo Stato alla rovina nei decenni passati.

Ecco, allora, un Professore (poco convincente) dedito – pur di guadagnare qualche voto – a fare passi indietro su tutti i principali provvedimenti del governo appena concluso. Quasi dimenticandosi di essere, di quel governo, il Presidente uscente. Dimenticandosi anche che l’obbiettivo dei tecnici consisteva nel fare ciò che si doveva fare, senza badare troppo alle lamentele delle varie forze politiche. La prima questione da ritrattare, vista la centralità che ha assunto nel dibattito elettorale, è quella sull’IMU. Monti – dopo aver affermato solamente a Natale l’impossibilità di toglierla o di modificarla – ha dichiarato la sua apertura all’abbassamento della tassa con riferimento alla prima casa. Prima, però, si è tolto un sassolino dalla scarpa, ricordando quanto – la tassa più odiata dagli italiani – sia stata reintrodotta dal governo Berlusconi. Tutto vero, il Professore si dimentica, però, di dire che l’idea di tassare anche la prima casa (oltre alla rivalutazione delle vendite catastali) è stata sua.

Quindi, martedì, la svolta anche sul redditometro: “fosse stato per me non l’avrei messo […] valuteremo seriamente la possibilità di toglierlo”. Anche in questo caso, il Professore, attacca Berlusconi affermando quanto sia stato il suo governo a inserire tale strumento. Peccato che tutti i punti criticati siano stati decisi dal governo tecnico, come il ribaltamento dell’onere della prova – a carico del cittadino e non dell’accusa – inaccettabile in qualsiasi stato di diritto. Infine, la chicca, è arrivata direttamente da un’intervista apparsa sulle pagine del Corriere, nella quale il candidato Premier dice di avere intenzione di ritoccare, addirittura, il piatto forte delle riforme dello scorso governo: la riforma Fornero.

Monti, così facendo, cade in contraddizione e arriva a auto infliggersi uno scacco non da poco. Infatti o il Professore sta ammettendo il fallimento, quantomeno parziale, del suo operato al governo oppure sotto c’è qualcosa d’altro. Perché non si spiegherebbe in altro modo la necessità di modificare, a distanza di pochi mesi, le riforme fatte da quel governo tecnico incaricato di dare all’Italia ciò di cui aveva bisogno senza guardare in faccia a nessuno. Non ci sarebbe nulla di male, certo. La domanda sul come potrebbe fare meglio, qualora eletto, in mezzo a Fini, Casini e gli altri “vecchi” della politica italiana è tutto un rebus.

Quello però che preoccupa di più è la possibilità alternativa. Cioè che le motivazioni siano legate meramente ad un discorso di campagna elettorale, finalizzate ad attrarre voti, più che a sostenere verità. Certo, magari è stato qualche spin doctor a consigliare tale mossa al Profesore. Ma se così fosse, ripensando a quell’immagine del Novembre 2011, non resterebbe altro che scuotere tristemente la testa: chi doveva salvare l’Italia dal disastro dei politici sarebbe riuscito, in poco più di un anno, a divenire molto più simile a loro di quanto si potesse pensare. Un’altra vittima della situazione italiana.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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