Carmelo Borg Pisani, vita e morte di un agente segreto fascista

15/06/2013 di Matteo Anastasi

Carmelo Borg Pisani

L’isola di Malta, non solo negli anni del Fascismo – ma soprattutto in quel periodo – costituì una delle costanti rivendicazioni del nazionalismo italiano nel Mediterraneo. L’irredentismo era alimentato dalla presenza, sul territorio – allora sotto l’autorità britannica – di un nucleo di intellettuali, simpatizzanti e agitatori, che il regime cercò di utilizzare a suo favore. Fra questi vi erano diversi membri della famiglia Borg Pisani, il cui rampollo, Carmelo, fu avviato agli studi in una scuola italiana dell’isola, l’istituto Umberto I.

Un suo biografo, Stefano Fabei, ne ha ricostruito gioventù e ideali. «Carmelo Borg Pisani, già a quattordici anni, correva il 1929, era iscritto alle Organizzazioni Giovanili Italiane all’Estero, che avevano sede a La Valletta. Dopo quattro anni fu prescelto per partecipare a un concorso di Capo Centuria a Roma, soprattutto per i suoi entusiastici sentimenti di italianità. Carmelo […] nutriva un grande sogno: vedere la sua bella isola restituita alla grande Madre Italia. Era perciò un fascista convinto […] La sua avversione agli occupanti inglesi non poteva non aumentare col maturare degli eventi politici. Possedendo una estrosa e fresca vocazione artistica, aveva frequentato buone scuole di pittura a Malta, ma poté affinare la sua preparazione frequentando diligentemente ed entusiasticamente l’Accademia di Belle Arti a Roma. Egli non trascurava però l’attività politica; divenne presidente del Circolo degli Amici della Storia di Malta e organizzò manifestazioni culturali e patriottiche. Il 30 maggio 1940, poco prima dell’entrata in guerra dell’Italia, nel clima acceso ed effervescente della vigilia, Carmelo Borg Pisani aveva inviato a Mussolini un’appassionata lettera, mettendosi ai suoi ordini “per il coronamento del mio grande ideale, quale è di vedere Malta resa all’Italia”. Il 7 giugno 1940 fu iscritto al Pnf […] “Malta non è inglese che per usurpazione ed io non sono suddito britannico che per effetto di questa usurpazione”. Tramite l’ambasciata americana, che curava gli interessi britannici in Italia, rinunciò alla cittadinanza inglese e restituì il passaporto […] Tre giorni dopo l’apertura delle ostilità andò ad arruolarsi volontario, ma fu respinto alla visita medica per la sua vista molto debole. Carmelo, assai amareggiato […] non si arrese. Insistette, bussò a molte porte, chiese potenti raccomandazioni per poter essere accettato in un corpo combattenti […] Finalmente, il 16 aprile 1941, per l’intervento della Direzione Generale degli Italiani all’Estero, riuscì ad essere arruolato nella Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale».

Un anno dopo, nell’aprile 1942, fu inserito in un programma dello Stato maggiore della Marina per l’invio di informatori a Malta. Tale progetto era funzionale all’offensiva che, di lì a poco, Erwin Rommel e l’Afrikakorps avrebbero lanciato in Egitto. Se la conquista di Alessandria fosse riuscita, le forze italiane avrebbero potuto compromettere il sistema militare britannico nel Mediterraneo, tentando lo sbarco nell’isola. Borg Pisani fu addestrato e portato sotto la costa occidentale maltese, dove – a bordo di un canotto – tentò vanamente di raggiungere la riva, scaraventato dalla forza del mare su uno scoglio. Recuperato dalle autorità inglesi, fu portato in un ospedale militare, dove ebbe la sventura di essere riconosciuto e denunciato. L’intelligence britannica lo prese in consegna e lo torchiò, per poi lasciarlo al giudizio di un tribunale civile che emise la condanna a morte, come cittadino maltese, per tradimento.

L’esecuzione avvenne il 28 novembre 1942, immediatamente dopo lo sbarco di Eisenhower in Algeria e Marocco e la ripresa degli attacchi inglesi in Egitto. A Carmelo Borg Pisani venne conferita una medaglia d’oro alla memoria nella tumultuosa primavera del 1943, qualche mese prima della caduta di Mussolini, del fascismo e, conseguentemente, di tutti gli ideali in cui quel fervente patriota aveva creduto.

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Matteo Anastasi

Matteo Anastasi (Roma, 1989) si è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma e, sempre con lode, in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli. Per Europinione si occupa di storia ed esteri. Collabora inoltre con Cronache Internazionali e Mediterranean Affairs ed è co-fondatore del think thank di politica internazionale Il Termometro – Blog di opinioni e discussioni
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