Da Caravaggio a Canaletto. La gloria del barocco e del rococò italiani

25/11/2013 di Simone Di Dato

Da Caravaggio a Canaletto. La gloria del barocco e del rococò italiani

The Glory of Italian Baroque and Rococo Painting

Riuscire a raccontare in un’unica mostra due secoli di storia dell’arte italiana era un’impresa piuttosto complessa, soprattutto per un periodo di grandi cambiamenti e svariate diramazioni artistiche. Eppure il Museo di Belle Arti di Budapest ha soddisfatto ogni aspettativa con un’esposizione che celebra la splendida stagione della pittura italiana dal Seicento al Settecento. Si intitola “The Glory of Italian Baroque and Rococo Painting” e ha tutta l’intenzione di sorprendere gli spettatori fino al 16 febbraio, abbracciando  temi e stili diversi che hanno fatto la differenza insieme con  i capolavori degli artisti più significativi.

Caravaggio, Fanciullo con il canestro di frutta, 1593.
Caravaggio, Fanciullo con il canestro di frutta, 1593.

Solo tre anni fa il Szèpmuvészeti Mùzeum aveva accolto circa 250.000 visitatori per la mostra dedicata al Rinascimento nostrano (Da Botticelli a Tiziano, 2009-2010) e con la medesima ambizione Budapest si riconferma questo autunno come centro cruciale per la cultura internazionale. Classicismo, naturalismo e realismo, nature morte e dipinti allegorici, tele religiose e spazi interni si intrecciano in un percorso di 141 opere accuratamente selezionate per l’occasione da 62 collezioni e i più importanti musei del mondo: gli Uffizi e la Galleria Palatina di Firenze, il Louvre di Parigi, il Museo del Prado di Madrid, la Pinacoteca Capitolina e la Galleria Borghese di Roma solo per citarne alcuni.

Curata da Zsuzsanna Dobos,  Davide Dotti e John Spike,  la mostra prende il via dal talento indispensabile di Caravaggio, protagonista assoluto dell’arte italiana del periodo in questione. E’ il momento in cui il manierismo lascia spazio al realismo e l’ordine, l’armonia e gli ideali sono rinnegati. La dimensione di Caravaggio è totalmente umana: i suoi soggetti sono ragazzi del popolo, ragazzi di vita direbbe Pasolini, personaggi della vita quotidiana che diventano il centro delle tele, ma allo stesso tempo l’oggetto del suo talento. Ed è qui che risiede la sua modernità, aver abolito dall’uomo l’ipoteca di Dio rappresentando unicamente la realtà. Ecco quindi il “Fanciullo con il canestro di frutta” ad aprire idealmente il percorso con la sua inedita sensualità, gli infiniti dettagli e il realismo psicologico oltre che fisico, e ancora le due versioni della “Salomè”, “San Giovanni Battista”, “San Francesco in preghiera” e finalmente  l’ ”Ecce homo”, prestito genovese.

Giambattista Tiepolo, Apollo e Dafne, 1743-44
Giambattista Tiepolo, Apollo e Dafne, 1743-44

Segue dunque  il barocco classicheggiante in bilico tra tardo manierismo e sfumature di classicismo carraresco di Lodovico Cardi, Agostino Tassi e Annibale Carracci, per poi giungere ad una curatissima panoramica di nature morte, paesaggi e ritratti. Presente anche Giambattista Tiepolo, pittore eccezionale costantemente incentrato tra vanità e assoluti virtuosismi, e ancora Guercino, Guido Reni e Giacomo Cerruti detto Pitocchietto con il “Portatore di uova”, piccolo capolavoro concesso dalla Pinacoteca di Brescia insieme al Cristo redentore benedicente dai Musei Civici.

Chiude la retrospettiva lo splendore decadente del ‘700 espresso dall’opera di Canaletto. La sua predilezione è rappresentare Venezia, il sentimento di Venezia: una giornata qualunque, venditori di bancarelle, persone che camminano e vociferano tra loro, studiate e ritratte con la lucidità di un fotografo. La sua capacità di rendere poetica l’immagine solo apparentemente fotografica, l’aria magica e la luce di un’atmosfera sospesa fanno di quest’artista la sublime conclusione di un viaggio lungo 200 anni. Un viaggio che si guarda bene dalla ricerca spasmodica di un capolavoro assoluto che funga da immagine manifesto, ma che conferisce uguale vanto a tutti i suoi protagonisti.

The following two tabs change content below.

Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
blog comments powered by Disqus