Camusso vs. Picierno: la politica come tra bambini

29/10/2014 di Luca Andrea Palmieri

La polemica tra la leader CGIL e l’eurodeputata del PD è il nuovo punto basso raggiunto dal nostro dibattito politico: non c’è mai fine al peggio, almeno nel nostro Paese.

Che spettacolo la politica italiana, se vista dall’esterno. Un osservatore straniero che volesse guardare al nostro paese per il puro gusto dell’intrattenimento dovrebbe solo prendere i popcorn, sedersi davanti allo schermo e godersi lo spettacolo. Ovviamente non uno show caratterizzato dalle fini strategie che caratterizzano il cattivissimo Frank Underwood di House of Cards, che pure porta avanti una politica da far venire i brividi a qualsiasi Stato democratico. Qui in Italia si preferisce più il genere comico: una sorta di omaggio perenne a Monicelli che, con il tempo, ha finito per virare sempre più verso la tragica tradizione del cine-panettone e di quel Bagaglino mattatore fino agli anni ’90.

La cosa che più colpisce è come non vi sia cambiamento politico che tenga: da Tangentopoli in poi si è passati per le varie salse del berlusconismo, con il turbinio degli attori che hanno caratterizzato la scena sia a destra che a sinistra, fino ai nuovi ingressi degli ultimi anni, e nonostante tutto, certi atteggiamenti non vanno mai in pensione. E’ così tanto un caso che gli ultimi due anni siano stati improntati dal fenomeno Grillo? Lasciando da parte ogni questione di merito, la forma del comico che entra in politica trasformando i suoi spettacoli in comizi altro non sembra che l’evoluzione in salsa popolare di una tendenza già presente da tempo nel nostro paese. Se contiamo che Berlusconi nel suo piccolo è sempre stato uno show-man e che lo stesso Renzi fa di una comunicazione semplice e spettacolare un suo cavallo di battaglia, ci rendiamo conto che un certo tipo di show-business politico è alla testa delle principali forze politiche del paese.

Uno scorcio di piazza San Giovanni a Roma, durante la manifestazione della CGIL del 26 ottobre
Uno scorcio di piazza San Giovanni a Roma, durante la manifestazione della CGIL del 26 ottobre

Tant’è che i protagonisti della giornata non vengono dal mondo a 5 stelle (che pure ci ha regalato qualche perla), bensì dalla categoria che più di tutte si è specializzata nella “commedia amara”, genere tra l’altro spesso utilizzato da uno dei migliori interpreti del suo linguaggio, Nanni Moretti. Ed infatti i contendenti sono Susanna Camusso, leader della CGIL, e Pina Picierno, europarlamentare del PD, renziana, e tra i “volti comunicativi” di quella parte del centro-sinistra.

A seguito della manifestazione del week-end di piazza San Giovanni a Roma, Matteo Renzi ha dichiarato come non esista base per una trattativa coi sindacati, perché il luogo della mediazione è il Parlamento (certo, ma con una legge delega per il Jobs Act che deve passare alla Camera, dopodiché sarà solo il governo a decidere). Un’affermazione che ha scandalizzato qualcuno, perchè sembra toglier spazio alla concertazione, ed i sindacati, per portare avanti il loro ruolo, hanno bisogno di elementi di “pressione” sulla politica. Senza contare come proprio la presenza di una legge delega sia capace di togliere non poca forza e persuasione alle parole del capo del Governo.

La dura risposta della Camusso non si è fatta attendere. L’accusa verso il premier è di non aver “alcuna disponibilità a confrontarsi con chi, come i sindacati, rappresenta interessi generali e non corporativi”. Anche su questa sua prima affermazione ci sarebbe molto da discutere, vista l’”evoluzione” della rappresentanza da parte del primo sindacato italiano (noi di Europinione abbiamo affrontato l’argomento nel terzo numero della nostra rivista). La leader CGIL ha inoltre continuato affermando come  il Premier sia stato messo al suo posto dai “poteri forti”, indicando in una frase di Marchionne – “abbiamo messo là Renzi per togliere i rottami dai binari” – la prova di questa teoria. Frecciata buttata in pasto a complottisti e anti-renziani, ma che forse sarebbe dovuta essere argomentata in maniera ben più efficace ed esaustiva, visto il ruolo pubblico di primaria importanza della Camusso.

Al di là dei pareri personali, è ben noto il modo in cui Matteo Renzi è salito al Governo: ha innanzi tutto vinto le primarie del PD, sia quelle interne ai circoli che quelle aperte. Ha poi di fatto, con l’appoggio della nuova segreteria del partito, tolto la terra sotto i piedi al governo Letta – con una manovra molto netta e per niente elegante – ponendosi  come prima scelta per il nuovo incarico. Infine, a Governo formato, gli è stata votata la fiducia dal Parlamento. Le Camere, ovvietà che è bene ricordare, sono composte dagli stessi Parlamentari eletti nel 2013. Ovvero, per quel che riguarda il PD, da una maggioranza di deputati e senatori che appoggiano quelle stesse correnti i cui rappresentanti principali oggi – Cuperlo e Fassina su tutti – erano presenti a piazza San Giovanni domenica. E’ vero che la questione politica è più complessa di così, ma il Governo si poggia su una maggioranza parlamentare che in buona parte è la componente parlamentare più vicina di cui la CGIL disponga. Anche loro ostaggio dei poteri forti? Se lo pensa davvero, la Camusso abbia il coraggio di dirlo apertamente.

Lorenzo Guerini, vicesegretario del PD, è dovuto intervenire per stemperare la polemica tra Susanna Camusso e Pina Picierno
Lorenzo Guerini, vicesegretario del PD, è dovuto intervenire per stemperare la polemica tra Susanna Camusso e Pina Picierno

Dal PD la risposta non si è fatta intendere. Solo che, se possibile, è stata ancora più immatura di quella del sindacato. L’europarlamentare Pina Picierno – spesso presente in televisione e molto meno spesso convincente nelle sue argomentazioni – ha risposto dichiarando come potrebbe ricordare “che la Camusso è stata eletta con tessere false, o che la piazza è stata riempita con pullman pagati, ma non lo farò”. A parte l’ineleganza della figura retorica, la questione non cambia. Chi scrive non si sente di entrare nel merito della questione interna alla CGIL  – per quanto i pullman pagati siano un mezzo utilizzato da quasi tutte le forze, politiche e non, quando c’è da manifestare a Roma – resta che, discorso che vale per la Picierno come per la Camusso, un’affermazione così grave vada argomentata in profondità. E invece niente: solo un dietrofront – inevitabile – in cui la parlamentare europea spiega non fosse sua intenzione lanciare accuse. E cosa sennò? Anche Lorenzo Guerini, vice-presidente del PD, si è poi affrettato a gettare acqua sul fuoco. Facile pensare quanto, da qualche ora, i telefoni del Nazareno siano bollenti. Chissà se lo stesso ruolo mediatico della Picierno verrà messo in discussione (sarebbe il caso).

In tutto questo il merito delle questioni dov’è? Ormai entrare nel vivo dei problemi è sempre più difficile, e non stupisce l’”ignoranza” del cittadino medio sulla sostanza dei problemi. L’iper-soggettività è di casa ovunque e ci vuole pochissimo perché le polemiche sui fatti, come in questo caso, sfocino in litigi degni dell’asilo. Proviamo a sostituire le parole della Camusso e della Picierno: “Renzi è al governo perché è brutto e cattivo e si appoggia solo ai bulli della scuola”; “Non è vero, i brutti e cattivi siete voi, e chi vi dà ragione lo fa perché gli regalate le merendine”. Cambia il senso del discorso? No, non cambia affatto.

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Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
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