Brexit, come cambia il voto dopo l’uccisione di Jo Cox

22/06/2016 di Marco Bruno

L'assassinio di Jo Cox è stato qualcosa di brutale e inaccettabile in un periodo in cui sembrano tornare in auge sentimenti come l'odio e il rancore. E’ tuttavia innegabile che il fatto avrà delle importanti ripercussioni sul referendum sulla Brexit

Come ormai è risaputo, qualche giorno fa la deputata Jo Cox è stata accoltellata da un sostenitore instabile favorevole all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. La Cox era una promotrice della permanenza britannica nel sistema comunitario, ed era molto impegnata su altri temi civili e sociali, in particolare quello dei migranti. Nonostante il suo importante ruolo nel partito laburista, condivideva in questo senso molte posizioni del premier David Cameron, leader del partito conservatore.

Qualche giorno fa, “Il Giornale”, come è nel suo particolare stile, ha pubblicato un titolo che ha suscitato sdegno e polemiche: “Tre colpi di pistola contro una donna salvano l’Europa”. Il titolo è forte e senza dubbio di cattivo gusto, ma nonostante le tante critiche da cui è stato investito, l’idea di fondo non è del tutto sbagliata perché è molto probabile che quanto avvenuto influirà sulle intenzioni di voto di chi era indeciso. Non a caso, in seguito all’incidente, i sondaggi hanno visto il “Remain” tornare in vantaggio sul “Leave”, dopo aver sofferto nei giorni precedenti.

Vi sono altri segnali che vanno verso questa precisa direzione: la Borsa, protagonista di un crollo, si è rialzata e tornando a registrare il “segno verde”, così come la sterlina, che subito dopo l’omicidio ha ripreso valore. Altro punto, decisamente più sociale: la gente, soprattutto in un paese come la Gran Bretagna è tendenzialmente favorevole alla continuità e a evitare stravolgimenti netti, e quando ha il dubbio se cambiare o meno si fa influenzare in maniera decisiva da situazioni di cronaca che possono essere spaventose o disgustose. Inoltre, potrebbe pesare anche un senso di repulsione verso l’assassino, che ha agito al grido di “Britain First”, slogan utilizzato dai sostenitori per l’addio all’Unione Europea e nome di un partito minore di estrema destra.

Da non sottovalutare anche le capacità di analisi dei bookmakers, responsabili delle note agenzie di scommesse britanniche, che permettono di giocare più o meno su qualsiasi cosa, e che danno la permanenza ad una quota molto più bassa (quindi più probabile) della Brexit.

Non è ben chiaro quanto le parole del premier Cameron aiuteranno la campagna del “Remain”. In ogni caso il Primo Ministro ha dichiarato che “dal voto non si torna indietro, ma lasciare l’Unione Europea sarebbe un grosso errore. E’ in gioco l’economia britannica, ed un voto a favore della Brexit potrebbe causa una grave recessione e la Gran Bretagna diventerà un paese molto più povero”. L’attuale premier ha comunque assicurato che resterà alla guida dal paese a prescindere dal risultato elettore.

La campagna elettorale, sospesa dopo l’omicidio della Cox è ripresa, ma a questo punto l’esultanza di chi preme per il “Remain” sembra più probabile: tutto sommato (dopotutto i bookmaker continuavano a preferire la permanenza anche in periodi di sondaggi sfavorevoli), sarebbe una sorpresa se alla fine i britannici votassero per l’uscita dall’Unione Europea. E anche se è cinico da dire, se finirà così sarà anche per l’omicidio di Jo Cox.

The following two tabs change content below.
Nato a Sant'Agata di Militello (ME) il 26/02/1994. Diplomato al liceo scientifico, attualmente studio giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli. Appassionato di musica, serie televisive e sport, spero in un mondo dove a prevalere sia l'eguaglianza
blog comments powered by Disqus