Brasile: al via il procedimento di impeachment contro Dilma Rousseff

05/12/2015 di Michele Pentorieri

Le accuse riguardano la falsificazione del bilancio del 2014, ma dietro la manovra potrebbe nascondersi una ritorsione del Presidente della Camera.

Brazile

Lo scorso mercoledì il Presidente della Camera dei deputati Eduardo Cunha ha dato l’autorizzazione all’inizio del procedimento di impeachment ai danni del Presidente brasiliano Dilma Rousseff. Qualora le accuse venissero confermate, la Rousseff sarebbe costretta a lasciare l’incarico al vice-presidente Michel Temer. Quello che le viene contestato è la presunta falsificazione dei conti del bilancio statale dell’anno 2014.

In sostanza, la procedura di impeachment ha appena superato la seconda fase. La prima ha visto la Corte dei Conti brasiliana accusare la Presidente lo scorso Ottobre mentre la terza consisterà, tra le altre cose, in due voti decisivi –alla Camera e al Senato- per le sorti dell’esecutivo. Ciò che è stato contestato dai giudici contabili due mesi fa – e che ha dato avvio al procedimento- riguarda la manipolazione della finanziaria 2014 allo scopo di nascondere la crescita del debito. Tutto ciò in piena campagna elettorale, quando la Rousseff si giocava la rielezione (poi avvenuta). Tuttavia, la decisione del Tribunal de contas da união non era di carattere vincolante. Per questo motivo, tutto quello che l’organo ha potuto fare è stato trasmettere la sentenza e le relative motivazioni alla Camera dei deputati. Dopo diverse settimane di tentennamenti, Cunha ha poi deciso di accettare la mozione anti-Rousseff presentata il 21 Ottobre dall’opposizione. Indignazione e sconcerto sono stati palesati dalla Presidente che, una volta appresa la notizia, ha dichiarato: “Le argomentazioni che motivano questa richiesta sono inconsistenti e senza alcun fondamento. Non ho compiuto alcun atto illecito e nessun sospetto di appropriazione indebita pesa contro di me”.

La popolarità della Presidente è ai minimi storici e lo dimostra anche la folla che si è riversata per le strade a festeggiare l’avvio del procedimento di impeachment ai suoi danni. I suoi sostenitori dichiarano, al contrario, che la manovra è finalizzata all’attuazione di un colpo di Stato da parte dello stesso Cunha. Il Presidente della Camera fa parte di un partito di centro, il Partito del Movimento Democratico Brasiliano, attualmente membro della coalizione di Governo. Con i consensi di Rousseff in calo, alcuni vedono nell’intera operazione un tentativo di dare lo scossone decisivo alla Presidente. Altro elemento sottolineato dai sostenitori di quest’ultima riguarda lo scandalo Petrobras (la società petrolifera nazionale brasiliana), nel quale è coinvolto proprio Cunha. Le accuse in questo caso parlano di 40 milioni in tangenti ricevute dal Presidente della Camera e dai suoi alleati. Come conseguenza di ciò, ci sono state diverse pressioni da parte del partito di Rousseff al fine di costringere Cunha alle dimissioni. In tal senso, l’avvio della procedura da parte di quest’ultimo ai danni della Presidente del Brasile sarebbe una sorta di ritorsione per i tentativi di rimuoverlo dall’incarico. Ovviamente, tale scenario è stato categoricamente smentito dal diretto interessato.

In realtà, la destituzione del capo di Stato e del Governo brasiliano è tutt’altro che imminente o scontata. Quella che si apre ora è infatti la fase più complessa e tortuosa. Verrà creata una Commissione speciale allo scopo di indagare ancora più a fondo la questione e che concluderà i suoi lavori con un rapporto, trasmettendolo al Parlamento. Quest’ultimo sarà chiamato ad esprimersi sulla validità dell’operato della Commissione e sarà necessaria una maggioranza di due terzi per far eventualmente andare avanti il processo. Lo step finale coinvolge il Senato, dove Rousseff potrà effettivamente essere condannata o assolta. Una condanna in tale sede richiede ancora una volta una maggioranza dei due terzi dei componenti.

Tutto sommato, per ora la Presidente dorme sonni abbastanza tranquilli, visto che le accuse a suo carico dovranno passare attraverso un percorso molto lungo e difficile. Diversi analisti brasiliani sostengono che il procedimento non supererà lo scoglio del Parlamento. Nel frattempo, però, la Presidente sarà costretta a rispondere alle domande della Commissione ed un certo rallentamento nelle normali operazioni di Governo è più che probabile. Ciò avviene in un clima economico non proprio idilliaco, fatto di aumento costante della spesa pubblica e del deficit, diminuzione della crescita ed un’inflazione al 9,9%. Altrettanto probabile –a prescindere dal seguito che avranno le accuse- è il danno all’immagine della Presidente che potrebbe così comunque subire il contraccolpo di un procedimento che molto difficilmente la destituirà dalla sua carica.

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Michele Pentorieri

Nasce a Napoli nel 1991. Dopo aver conseguito la maturità classica, si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, dove si laurea nel 2012. Consegue la Laurea specialistica con lode in Relazioni Internazionali presso la LUISS “Guido Carli", attualmente impegnato in un tirocinio all'IFAD.
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