Brasile e Mondo: guardare l’agricoltura diversamente

20/08/2014 di Paulo Palma Beraldo

Troppo spesso si sottovaluta il ruolo dell'agricoltura per la società, ma anche il rischio che un'attività sbagliata può comportare per l'ambiente

Agricoltura

La città di San Paolo – il polo economico più importante del Brasile – ha ospitato, il 4 di agosto, il 13º Congresso Brasiliano dell’Agrobusiness, organizzato dell’Associazione Brasiliana dell’Agrobusiness (Abag). Circa 800 persone hanno partecipato all’avvenimento, incluso il vicepresidente brasiliano, Michel Temer e il governatore della provincia di San Paolo, Geraldo Alckmin. Erano presenti anche i rappresentanti di enti, associazioni, aziende e politici esperti in materia. Il tema dell’incontro è stato la “Valorizzazione e Protagonismo”, con l’obiettivo di mettere in rilievo l’importanza dell’attività agroindustriale in Brasile, il paese che negli ultimi 20 anni è divenuto il 4º maggiore produttore mondiale di alimenti proveniente dall’agricoltura.

Agricoltura BrasileAttualmente il suolo brasiliano produce 8 dei 10 bicchieri di succo di arancia bevuti in tutto il pianeta e il paese detiene anche il primato di esportatore di zucchero, cellulosa, carne bovina e suina, non tralasciando anche un’importante posizione nella produzione di caffé, etanolo e altri prodotti. Valorizzare l’agricoltura è stato tema centrale del dibattito perché, secondo il presidente dell’ente promotore dell’evento, Luiz Carlos Corrêa Carvalho, il paese ha nell’agricoltura “le fondamenta del suo sviluppo”. Carvalho ha aggiunto che il governo deve supportare di più il settore agroindustriale, giacché questo è una della principali colonne portanti dell’economia brasiliana, rappresentando circa il 25% del PIL totale. Tra l’altro, durante l’interessante dibattito, il noto economista Samuel Pessoa ha aggiunto che gran parte della crescita economica del Brasile, uno dei paesi facente parte dei BRICS, è in grande misura legata all’attività agroindustriale.

La sfida di produrre alimenti, energia e fibre in una maniera sostenibile non è riferita solo al Brasile, ma al mondo intero. Secondo i dati raccolti dalla FAO, nel 2050 gli abitanti della Terra saranno 9 miliardi. L’agricoltura si è sviluppata tantissimo negli ultimi anni e va migliorando di anno in anno. Nel 1970, ad esempio, il Brasile produceva 2 milioni di tonnellate di semi di soia, al giorno d’oggi ne produce più di 85 milioni. Negli ultimi anni si sta sviluppando una tecnica conosciuta come ILPF, Integração Lavoura Pecuária Floresta, una sorta di vivere insieme tra agricoltura, allevamento animale e protezione delle aree verdi. Questa tecnologia permette di produrre alimenti, legname ed energia dallo stesso terreno, senza mangiare parti vitali al Polmone del Mondo, ovvero l’Amazzonia. Non è necessario, cioè, intaccare nuove aree per lo sviluppo e l’espansione dell’agricoltura. Secondo l’EmBrapa -Impresa Brasiliana di Ricerca su Agricoltura ed Allevamento- esistono più di 2 milioni ettari di terreno messi a regime secondo la nuova visione dell’ILPF. Un numero questo destinato a crescere negli anni a venire.

Agrobusiness
13º Congresso Brasiliano dell’Agrobusiness

L’ingegnere agronomo, studioso della ILPF, Ronaldo Trecenti, crede che tale progetto aumenterà la rentabilità, migliorando la qualità della vita in campagna e riducendo a zero i rischi climatici, un grosso problema per molti agricoltori. Tale visione, durante la conferenza, è stata condivisa dalla stragrande maggioranza dei partecipanti che hanno apprezzato, in modo particolare, l’attenzione che ILPF pone sulle problematiche ambientali che affliggono il nostro Pianeta.

Sia la società sia i governi devono focalizzare maggiormente l’attenzione sull’importanza dell’agricoltura nel quotidiano e ai suoi possibili sviluppi futuri. Macchine enormi, innovazioni tecnologiche e ricerche hanno impatto profondo nella nostra vita e nello sviluppo di industrie, oramai riversate verso i primi posti del mondo, come quella brasiliana. Basta riflettere. Oggi vi sono 1,3 miliardi di persone impiegate nel settore agricolo; ciò, però, non precisa l’area in cui essi operano. L’obiettivo importante a cui anche la FAO sta puntando è lo sviluppo del sistema agricolo e la vendita dei suoi prodotti tanto nelle campagne e nella provincia quanto, maggiormente, nelle città. Da dove provengono i nostri alimenti? La pizza, il pane o la pasta? E il vino? Qual è l’origine del cotone che ha permesso produrre un abito da sera, una gonna od una camicia? Tutto parte dalla terra. Forse dovremo guardarla in maniera più rispettosa e pensare che, se valorizzata nel migliore dei modi, essa ci può dare molto: risorse che  altri settori – come la chimica o l’industria – non potranno mai darci.

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Paulo Palma Beraldo

Studente brasiliano di giornalismo nello Stato di San Paolo. Editore presso De Olho no Campo per temi riguardanti Il settore dell'agricoltura. É un grande appassionato del Belpaese.

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