I Bitcoin e le regole del gioco

15/03/2017 di Alessandro Mauri

La quotazione di strumenti finanziari legati ai Bitcoin è stata bocciata dall’autorità di vigilanza dei mercati USA, la Security and Exchange Commission (Sec). E se per i fedelissimi della cripto-valuta si tratta di un successo, la mancanza di regole manterrà i Bitcoin in una ristretta e rischiosa nicchia.

Bitcoin

Niente Etf – La Sec ha nei giorni scorsi bloccato il processo di quotazione di un Etf, vale a dire uno strumento finanziario che replica il rendimento di un indicatore di mercato (sia esso una valuta come il dollaro, una merce come l’oro o un indice come il Nasdaq), ancorato al Bitcoin. Il motivo per cui il Bitcoin non è stato accettato come parametro di riferimento è rappresentato dal fatto che tale valuta viene scambiata su canali non regolati, scarsamente liquidi e generalmente poco trasparenti. Esattamente i motivi per cui il Bitcoin è diventato popolare per una certa parte di investitori e di fanatici delle novità a tutti i costi: una valuta totalmente scollegata dalle autorità e dall’influenza delle Banche Centrali. Sebbene questo possa rappresentare un valore aggiunto per alcuni, il suo mancato riconoscimento ufficiale potrebbe tuttavia segnare una battuta d’arresto non indifferente.

Il ruolo della moneta – Sebbene in grande ascesa infatti, il Bitcoin rappresenta ancora una porzione estremamente marginale: un controvalore complessivo di 19 miliardi di euro (contro i 7000 miliardi dell’oro, per esempio), con transazioni quotidiane di poco superiori ai 500 milioni di dollari. Dunque, come detto, una nicchia, che necessita di nuovi sbocchi. Come se non bastasse, la scarsa liquidità dello strumento determina anche un’estrema volatilità, avvicinando i Bitcoin più ad una azione che ad una valuta: nella giornata dell’annuncio della bocciatura da parte della Sec, la moneta ha perso oltre il 20%. E se è vero che il suo valore si avvicina a quello dell’oro, e che dal 2015 il valore è più che triplicato, è possibile fare affidamento su una moneta che può deprezzarsi di un quinto in pochi minuti? Solamente un commerciante speculatore sarebbe disposto ad accettarla.

Regole o anarchia? – A questo punto la strada che si apre di fronte a Bitcoin è duplice: o si mantiene l’idea originaria di una moneta “anarchica”, e si rifiuta ogni tipo di controllo da parte delle autorità, oppure si cerca di renderla più controllabile dalle autorità di vigilanza, rendendola più simile ad una valuta tradizionale. Non si tratta, evidentemente, di una mera questione “filosofica” tra i fan ortodossi e i più istituzionali, bensì del senso che si vuole dare al Bitcoin e al peso che si vuole assegnare alla cripto-valuta nelle transazioni globali. Al momento sembra prevalere la seconda ipotesi, che renderebbe la valuta meno volatile (e quindi meno appetibile per la speculazione) ma faciliterebbe la diffusione capillare.

L’assoggettamento alla vigilanza, pur mantenendo una natura differenze dalle valute tradizionali, sarebbe la soluzione auspicabile, dal momento che la mancata regolamentazione in ambito finanziario non può che portare a situazione poco piacevoli. La storia recente e meno recente ce lo ha insegnato, così come ha dimostrato che, come accade con i Bitcoin, ci si sforzi di dimostrare come questa volta si tratti di un caso diverso, e che non si sia assolutamente il rischio di bolle speculative, salvo poi trovarsi con un pugno di mosche in mano. Il sogno di una valuta non controllata dalle banche centrali è il sogno degli speculatori, che riescono a convincere molti della bontà di una moneta anarchica e controllata solo dagli utenti: un’utopia estremamente rischiosa per le tasche dei meno avveduti.

The following two tabs change content below.

Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
blog comments powered by Disqus