Bersani adotta la strategia del “voto utile”, mentre i sondaggi premiano il centro-destra

16/01/2013 di Andrea Viscardi

Berlusconi bersani montiIl leader del PD ha deciso di rubare uno dei cavalli di battaglia del principale concorrente, Silvio Berlusconi. Bersani, oggi, ha cominciato infatti a parlare di voto utile, dichiarando che coloro i quali, nelle regioni in bilico, non sosterranno il PD, allora faranno un regalo a Berlusconi. Un messaggio forte, chiaro, che nasconde i timori rivelati dai sondaggi, di un PD stabile per non dire leggermente in calo, a fronte di un PdL che, giorno dopo giorno, riesce a recuperare i consensi.

Il problema, per Bersani, non è però rappresentato da un Berlusconi in ascesa quanto da tutte quelle liste capaci di portare via – avendolo già in parte fatto – elettori alla sua coalizioni. Ingroia, Monti, anche Di Pietro, perché no. Tanto che oggi è stato palesemente invitato Ingroia ad appoggiare il PD, quantomeno in Senato. Già perché, come oramai si ripete ala nausea da settimane, la partita, salvo clamorosi colpi di coda del PdL, si gioca tutta lì. Alla Camera, il risultato, è ad oggi abbastanza scontato. Invece, al contrario, le regioni fondamentali per ottenere la maggioranza nella seconda camera sono sempre più in bilico. Dopo la Lombardia, infatti, sono anche Lazio, Sicilia e Campania, oggi, a preoccupare fortemente il Partito del Segretario.

Ipsos infatti assegna solo due punti di vantaggio alla coalizione di Bersani in Campania, un nulla rispetto agli oltre cinque punti di un mese fa. La Sicilia, a quanto pare, è piuttosto salda (+4%) nelle mani del PdL, stessa situazione, ma al contrario, nel Lazio.  In Lombardia, invece, l’alleanza con la Lega ha portato il PdL avanti, ma non quanto si poteva credere. Il vantaggio, infatti, sarebbe comunque ridotto a circa 3 punti percentuali. E’ quindi Monti, in questo caso, ad aver creato una variabile di imprevedibilità che, per quanto ne dica Bersani, ha portato più svantaggi a destra che a sinistra, considerando la netta maggioranza data ad un’eventuale coalizione Lega-PdL prima della “salita” in politica del Professore.  La tendenza delle ultime settimane, però, sembra a favore dello schieramento di centro-destra.

Il sondaggio di EMG, infatti sottolinea quanto già ho avuto occasione di sostenere al termine della puntata di Servizio Pubblico: la riconquista, da parte di Berlusconi, di parte dell’elettorato che lo aveva abbandonato, gran parte del quale confluiti nel M5S. Il PdL è infatti dato al 18,5%. Un trend discendente, invece, sembra quello di Mario Monti, che potrebbe portare non pochi problemi a chi, a sinistra, conta su di un suo appoggio post-elettorale. Un aumento, quello del PdL, lento ma costante che, se dovesse continuare come nelle ultime settimane, potrebbe portare il Partito a raggiungere, se non superare un consenso del 20%.  A quel punto, come Berlusconi ha fatto capire più volte, il pareggio al Senato sarebbe un dato di fatto. L’esistenza del governo dipenderebbe da appoggi “esterni”, una posizione non proprio idiliaca. Bersani, quindi, deve correre ai ripari il più in fretta possibile, accendendo anche una campagna politica che, quantomeno dalla sua parte, stenta a decollare.

Un eventuale accordo Ingroia-PD, potrebbe portare ad una situazione di sostanziale parità in Lombardia e ad un capovolgimento della situazione sicula, consegnando saldamente il Senato nelle mani del centro-sinistra. L’appoggio dell’ex magistrato, nonostante le aperture del Segretario, sembra però difficile da ottenere e, soprattutto, il PD non ha alcuna intenzione di modificare l’atteggiamento tenuto sino ad oggi, andando a bussare porta a porta le liste “minori” per portarle dalla sua. Inoltre, l’ex magistrato, è apparso quasi in linea con le idee berlusconiane in riferimento ad Imu ed Europa, non certo un bel segnale per la coalizione di sinistra.  Ecco perchè, prevenendosi, la dirigenza del PD ha deciso di inaugurare l’operazione “voto utile”, sperando di rubare parte dell’elettorato di Rivoluzione Civile, almeno con riferimento al Senato.

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus