Berlusconi, one week after

08/08/2013 di Iris De Stefano

Cosa succede nell'entourage dell'ex premier dopo la sentenza?

Il mondo della politica in questi primi giorni di agosto sembra congelato, e non solo per l’apparente sospensione di ogni forma di vita istituzionale e sociale non implicante mare, sole e cibo che caratterizza l’ottavo mese dell’anno, ma anche per i dubbi e le attese strategiche sul caso Berlusconi.

La condanna– Esattamente una settimana fa, il primo agosto Silvio Berlusconi, ex Presidente del Consiglio e presidente del Popolo delle Libertà, è stato condannato dalla sezione feriale della Corte di Cassazione a quattro anni di reclusione per frode fiscale, confermando una sentenza della Corte di appello di Milano emessa nel maggio scorso. A capo del collegio che ha deciso la condanna e ha rimandato ad una diversa sezione del tribunale di Milano la decisione sulla gravità dell’interdizione dai pubblici uffici, Antonio Esposito, il quale martedì scorso ha rilasciato un’intervista a Il Mattino che ha suscitato una bufera di polemiche e l’apertura di un’inchiesta in seno alla Corte di Cassazione. Il giudice napoletano infatti, avrebbe anticipato le motivazioni della sentenza che verranno depositate solo a settembre, spiegando, in risposta ad una domanda del giornalista, che le condanne non vengono mai fatte sulla base di un ipotetico “non poteva non sapere” ma bensì accertando delle prove che dimostrino che l’imputato era a conoscenza di quel che stava succedendo. “Non è che tu non potevi non sapere perché eri il capo. Teoricamente, il capo potrebbe non sapere. No, tu venivi portato a conoscenza di quello che succedeva. Tu non potevi non sapere, perché Tizio, Caio o Sempronio hanno detto che te lo hanno riferito. È un po’ diverso dal non poteva non sapere” è lo stralcio dell’intervista incriminato e che il giudice ha prontamente definito come manipolato anche se, ascoltando la registrazione che Il Mattino ha pubblicato sul suo sito online, poco differisce – se non per l’organicità del pensiero – dalla versione scritta.

Le reazioniA prescindere dal merito della sentenza, potremmo ritenere quanto meno inappropriato da parte di un giudice super partes rilasciare un’intervista trattante quasi esclusivamente i temi di una sentenza da poco emessa e per di più così fondamentale per lo svolgimento della vita pubblica del nostro Paese. Le reazioni sono state numerose ed estremamente varie: se Alessandra Mussolini, nello stile che la contraddistingue (non propriamente fine), in una seduta al Senato di discussione sullo svuota carceri ha scimmiottato la cadenza napoletana del giudice, il Consiglio Superiore della Magistratura ha aperto, pur ribadendo che il contenuto della sentenza resta immutato e su richiesta dei consiglieri laici del PdL, una procedura disciplinare nei confronti del giudice Esposito, subito trasmessa alla Prima Commissione che si occupa dei trasferimenti d’ufficio per incompatibilità.

Le ipotesiLa polemica sul giudice si va ad innestare in un clima non esattamente rilassato; se infatti lo stato maggiore del PdL ha fatto quadrato attorno al suo fondatore, a sinistra non mancano attacchi, più o meno espliciti, alle ipotesi di nuove elezioni, richieste di grazia o addirittura leggi ad personam che quotidianamente affollano i principali quotidiani. Quello che Silvio Berlusconi abbia in testa pare però che nessuno lo sappia, se non forse la sua famiglia e i collaboratori più stretti come Denis Verdini e Gianni Letta. La tattica che sembra più evidente è di mettere sul piatto varie ipotesi per tastare così il clima generale dell’elettorato di centro destra. Nessuna conferma dunque, nessuna dichiarazione, se non quella immediatamente successive alla lettura della sentenza o le parole dette durante la manifestazione, ma tante ipotesi paventate: da una candidatura della figlia Marina, alla campagna elettorale da iniziare immediatamente dopo la pausa estiva e da continuare nonostante i domiciliari, al rallentamento delle operazioni in sede alla Giunta per le elezioni. Ipotesi che si scontrano però con il procedimento in atto presso la Corte Costituzionale sulla legittimità della legge elettorale (come ricordato questa mattina dal ministro Quagliariello), con la legge Monti-Severino che blocca le candidature per i condannati a pene superiori a due anni, con la programmazione del semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea a partire da luglio 2014, ed infine con il poco affidamento che – come dimostrato dalle ultime elezioni – si può fare sui sondaggi, anche dell’ultima ora.

Per quanto quindi tutto sembri fermo a causa delle vacanze estive, si può scommettere che dietro le porte chiuse ben poco lo sia: ci sono da programmare, a destra come a sinistra, le mosse per il prossimo autunno, che si prospetta rovente. Per ora quindi e ancora per un po’, l’aumento dell’IVA, la nuova legge elettorale, la disoccupazione giovanile, il gap Sud-Nord, i diritti civili, la pressione fiscale, le riforme costituzionali e tutte quelle riforme che necessitano di un governo forte e di una maggioranza ampia sembrano lontane.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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