Berlusconi, alla fine, vince sempre

22/02/2014 di Giacomo Bandini

Il paradosso tra i più grandi della storia politica degli ultimi anni

Silvio Berlusconi

Dopo l’eliminazione di Letta, la discesa di Renzi, la diretta streaming ad andamento inverso rispetto al volere della base di Grillo e dopo le dichiarazioni sugli “inutili idioti” fatte dal Alfano, una sola cosa rimane sicura nello scenario politico italiano: a vincere resta sempre Silvio Berlusconi. Il grande escluso, infatti, è pronto a risorgere e, come al solito, a farlo vincere non ci pensa solo il suo grande carisma, bensì l’inadeguatezza dei propri avversari.

Alleanze e malcontento – In queste ore il nuovo premier italiano Matteo Renzi e la sua squadra stanno prestando il giuramento di un governo che, a parole dei suoi sostenitori, dovrà durare fino al 2018, così da salvare l’Italia dal baratro infinito in cui si trova da ben prima della grande crisi. Ecco allora il primo punto a favore del Cavaliere, lo ha dichiarato egli stesso: “Renzi non ha la maggioranza in Parlamento”. Non ci si riferisce a quella numerica, ma a quella ideologica, fondamentale per un partito storicamente diviso come il Pd. La maggioranza di parlamentari Pd è di fatto pronta a spaccarsi, soprattutto dopo le parole di Civati e Cuperlo, con il primo pronto a fondare un forte movimento di “opposizione” interna, se non addirittura ad uscire dal PD pensando, magari, a costruire una nuova sinistra – come ha lasciato intuire a Matrix. Ad aspettarlo potrebbero esserci i dissidenti grillini prossimi all’epurazione. A scontentare parte del Pd sono il trattamento riservato a Letta, il nuovo accordo con il Ncd e la concessione di almeno tre ministeri agli scomodi, non più provvisori, alleati. Dov’è finita la rottamazione e il nuovo che avanza? Sono in molti a chiederselo e per la base elettorale le perplessità sono in aumento in misura proporzionale al calo di fiducia verso il giovane leader.

Uno streaming utile solo a B. – Il secondo punto a favore di Berlusconi è andato in onda pochi giorni fa. Una diretta breve, poco accattivante e, sinceramente, di scarso valore politico da entrambe le parti. Grillo non ha perso occasione per ribadire la propria natura di show-man e la propria avversione a qualsiasi elemento al di fuori del proprio sistema-blog, Renzi, con un impassibilità di andreottiana memoria, non è nemmeno riuscito ad elencare un punto del proprio programma, tantomeno a focalizzare il dibattito sui contenuti. Questi ultimi sono stati, a dire il vero, scarsamente abbandonati in questi giorni a favore del toto-ministri, con l’usuale complicità dei media. Il Cavaliere al contrario ha puntato tutto sul vecchio cavallo di battaglia, no alla patrimoniale, e sulle riforme istituzionali da fare, in particolare la legge elettorale, piuttosto favorevole alla situazione attuale della futura coalizione di centrodestra. Un po’ scarno come programma e come contenuti si potrebbe obiettare, ma piuttosto che vedere lo spettacolo in streaming fra due leader “muti” dal punto di vista della concretezza, è meglio di niente.

angelino-alfano-pdl-scissione-forza-italia-berlusconiIl figliol prodigo Alfano – Infine la polemica sugli “inutili/utili idioti” non fa che confermare l’importanza del sistema partito-azienda fondato nel 1994 con grande lungimiranza politica. Alfano difatti continua a confermare un legame speciale con il “padrino politico” Berlusconi, porgendogli sostanzialmente la guancia per l’ennesimo schiaffo morale. In vista di un voto futuro a livello nazionale, che avverrà assai prima del pronosticato 2018, Alfano si renderà conto che con l’Italicum non si va da nessuna parte da soli, ma è necessario presentarsi accompagnati. E chi sarà pronto sulla porta a perdonare il figliol prodigo? Il magnanimo Silvio, ben contento di rimpolpare le proprie liste, aumentare la schiera di fedeli e superare quel 37%, sinonimo di una solida maggioranza governativa. Perchè, alternative, per Angelino, non ve ne  sono. Salvo cambiare nome in NcS(inistra)

Non dubitar di me – Ha ragione Grillo  nel sostenere che il Cavaliere viene sempre resuscitato dai propri avversari, ma il pentastellato questa volta deve fare i conti anche con sé stesso e con i suoi. Liste di proscrizione, espulsioni, eccessivo protagonismo non rappresentano proprio la ricetta del successo: radicalizzano le frange estremiste ed integraliste, ma allontanano i moderati e scontentano una parte della base fondamentale per mantenere un certo livello di consenso. Il Pd al contrario è animato da troppe correnti, da un vecchio apparato duro a morire e dalla mancanza di intraprendenza politica. Ora che si inizia a dubitare anche sui contenuti del programma di Renzi, in che modo pretendono di conseguire il successo delle urne? Come visto, dunque, a vincere resta sempre e solamente una persona: Silvio Berlusconi. D’altronde egli è in grado di prevederlo anche da solo, basta leggere la sua ultima espressione di self confidence: È matematico che alle prossime elezioni vinceremo noi.” Qualcuno ha dei dubbi?

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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