Berlusconi aiuterà i disabili, ma non Renzi

12/04/2014 di Giacomo Bandini

Silvio Berlusconi

Servizi sociali? E sia. La richiesta della difesa di Berlusconi riguardo il proprio futuro non solo giudiziario, ma anche pubblico, è stata accolta – come noto – dal procuratore generale di Milano. Da qui la strada dovrebbe essere piuttosto chiara poiché il Tribunale di sorveglianza, cui spetta l’approvazione fiale, sosterrà la decisione di giovedì. La durata prevista sarà di 12 mesi, passibili di uno sconto previsto per legge. Ma quale sarà il futuro cammino politico del Cavaliere e di Forza Italia?

Un’associazione a casa? Non è detto – Anzitutto è bene chiarire i punti procedurali che comporta questa scelta. La misura di affidamento in prova al Servizio Sociale è un percorso alternativo a quello di detenzione e deve essere svolto interamente nel territorio in cui la condanna è stata stabilita. È l’art. 47 dell’Ordinamento Penitenziario, così come modificato dall’art. 2 della Legge n. 165 del 27 maggio 1998 a definirne la disciplina specifica. Nell’articolo è stabilito che sia il Tribunale di sorveglianza a stabilire l’entità del servizio da fornire alla società e, dunque, le richieste degli avvocati difensori, farcite dalle dichiarazioni mediatiche di Berlusconi di poter costituire un’associazione di aiuto a disabili e a persone anziane, non hanno in realtà alcun valore di fronte alla decisione dell’autorità giudiziaria in questione.

Variabili e variazioni – Un altro importante aspetto della vicenda riguarda la cosiddetta agibilità politica. A richiederla questa volta non sono solamente i legali e la parte condannata, bensì il suo entourage politico più fedele e longevo. Oltre, infatti, alla scelta del “programma di recupero”, al Giudice di sorveglianza spetta anche la definizioni di alcuni criteri fondamentali per il suo svolgimento. Ad esempio, in futuro, ci si dovrà esprimere nuovamente riguardo ai rapporti con il Centro di Servizio Sociale, sarà necessario confermare il luogo di dimora e le eventuali concessioni di spostamenti, inoltre la norma sottolinea come sia possibile aggiungere alcuni divieti . Oltre a ciò potrebbero manifestarsi il divieto di soggiornare in uno o più Comuni, l’obbligo di soggiornare in alcuni luoghi determinarti, e l’obbligo di adempimento puntuale agli obblighi di assistenza familiare. Non poche variabili negative per un personaggio in vista e con ampie necessità di movimento, nonché leader di un partito politico alla soglia delle Europee come Silvio Berlusconi.

Percentuali e crucci – Altri crucci sono di natura prettamente politica e provengono dai sondaggi. Inevitabilmente in netto calo, con Forza Italia altalenante intorno al 20% e, soprattutto, scavalcata dal Movimento 5 Stelle. Con Ncd che si attesta al 4%, insieme ad una Lega Nord in crescita sull’ondata di euroscetticismo. Lo stretto abbraccio con Renzi per il Cav è stato effettivamente mortale, e Forza Italia è sempre più Titanic e meno partito. Le riforme avanzano con l’accordo di entrambi, ma il merito, e su questo non v’erano dubbi, se lo sta prendendo tutto l’attuale premier ed è testimoniato dalle intenzioni di voto favorevoli al centrosinistra.

Centrodestra e futuroOpzioni e considerazioni – Una disfatta per Forza Italia? Molti sostengono di sì, ma non considerano alcuni aspetti della situazione. Le europee, seppur aumentando il proprio peso specifico, non sono ancora lontanamente vicine alla rilevanza delle elezioni nazionali. Berlusconi ha ancora molto tempo per poter riorganizzare il Partito, basti ricordare come, con Angelino Alfano alla guida, questo fosse dato, solo un anno e mezzo fa, poco sopra al quindici per cento. In secondo luogo, bisogna evidenziare che i servizi sociali potrebbero avere potenzialità benefiche per l’immagine del Cavaliere. Se l’elettorato medio di FI è rappresentato da arzilli ultra sessantenni e figure imprenditoriali, come molti sostengono, non è detto che la condanna di Berlusconi, martirizzato e umiliato di fronte a tutti ma disponibile ad aiutare gli anziani e i disabili, non rappresenti, di per sè, il trampolino per una nuova campagna elettorale. Il terzo punto riguarda invece gli avversari. Il Pd e Renzi hanno fondato le ultime fortune sull’accordo con Berlusconi. L’arrivo della sentenza e i timori di quest’ultimo potrebbero aver tracciato un punto di non ritorno. Non è vero che le riforme si possono fare anche senza i loro voti in parlamento, soprattutto col Senato regalatoci dal Porcellum. Un avversario/alleato adirato e con le spalle al muro potrebbe rivelarsi un pericolo assai maggiore. E se ogni riforma Costituzionale dovesse passare per via referendaria, allora, per Renzi inizierebbero i guai (almeno nella tempistica).

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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