Beppe Grillo, show da Vespa: obiettivo M5S centrato

20/05/2014 di Andrea Viscardi

Grillo, Vespa e Porta a Porta

Successo o débâcle? Il faccia a faccia tra Beppe Grillo e Bruno Vespa a Porta a Porta, al contrario di quanto sostenuto da molti, non può che essere caratterizzato dal primo termine. Obiettivo centrato e mancino rifilato con forza al PD.

Vuotezza di contenuti. L’errore più comunemente commesso in queste ore, infatti, è credere che le evidenti difficoltà di Grillo nello scendere nel merito dei discorsi, la sua superficialità e le sue forzature siano necessariamente un harakiri per il Movimento 5 Stelle. Chiunque abbia un minimo di esperienza in materia di campagne politiche, sa perfettamente come verità e completezza d’informazioni siano due elementi non sempre necessari, o, meglio, quanto spesso siano controproducenti nel far presa sull’elettorato. Bastano un paio di battute – e ieri un paio sono state memorabili – qualche slogan mirato contro la casta, contro un’Europa vampiro, a favore del made in Italy e sulla questione sbarchi per trasmettere un messaggio di successo.

Beppe Grillo, Porta a PortaReazioni e valutazioni errate. Parte del mondo dei social ha reagito in modo quasi scandalizzato, commentando nel merito le questioni affrontate da Grillo ed il suo dire di tutto senza dire nulla. Qualcuno entra nel merito della questione del Fiscal Compact, qualcun altro del reddito di cittadinanza. Tutti sono concordi sul fatto che quello del leader del M5s sia stato un fallimento. Mai valutazione fu più errata. I voti cercati ieri non erano quelli di chi è in grado di ascoltare certe affermazioni e verificarle, di chi conosce meccaniche istituzionali o ha letto il testo degli accordi europei sul pareggio di bilancio. Queste persone non voteranno mai M5s e il suo leader ne è assolutamente consapevole. Ieri, Beppe Grillo, aveva un compito preciso, sfuggito ai più.

Convincere gli indecisi, ripulire l’immagine. L’obiettivo era uno solo, semplice, quasi elementare. Rivalutare l’immagine di un leader descritto come il nuovo Hitler da avversari politici e anche da qualche media. Apparire una persona convinta delle proprie idee ma relativamente calma, non un urlatore, non un lanciatore di insulti, non un semplice aizzatore di masse da piazza. Questa operazione è riuscita alla perfezione, ed è andata a colpire nel centro il bersaglio predestinato: gli indecisi. Il 25 maggio, infatti, la differenza la farà proprio la percentuale di votanti che opteranno, piuttosto che farsi un week-end al mare, di andare a votare. Buona parte di questi indecisi sarebbero rappresentati da elettori potenzialmente molto più vicini a Grillo che a Renzi, fuoriusciti dalle macerie di un PdL distrutto, delusi dall’ex guru Silvio Berlusconi, ma che non voterebbero mai per la sinistra. Sarebbero anche elettori, però, per quanto divisi tra un animo populista e una sfiducia dilagante, relativamente moderati, pronti a farsi mille scrupoli prima di consegnare il proprio voto nelle mani di chi viene definito, a turno, da ogni parte, come il nuovo prototipo del potenziale dittatore alla Stalin.

Poco contano, dunque, gli argomenti mai affrontati nel merito, alcuni passaggi di indecisione, il suo continuo shiftare da un discorso all’altro in modo superficiale o alcuni punti più vicini ad essere slogan che una descrizione della realtà. Negli ultimi mesi la frase “se non ci fosse Grillo, voterei M5s” è serpeggiata sempre più spesso: nella politica odierna, l’immagine e la simpatia di un leader contano più dei suoi contenuti. Ecco allora, che il leader del movimento ne è consapevole, ed ecco perché il faccia a faccia con Vespa non può che giocare in suo favore. Forse le distanze da un PD, sempre più preoccupato, si sono ridotte, ma, dall’altra parte, la campagna anti Grillo è stata abbracciata da tutte le forze politiche.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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