“Benvenuti, questa è casa vostra”: il Papa invita i clochard nella Cappella Sistina

28/03/2015 di Laura Caschera

Pochi giorni fa Papa Francesco ha invitato 150 senzatetto a visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina. Ricordiamo i momenti di quella che, per molti di loro, è stata una giornata davvero particolare

Che il desiderio di Papa Francesco fosse quello di arrivare al cuore degli ultimi era ben noto sin dai primi mesi di pontificato. Il 26 marzo, infatti, il pontefice ha dato l’ennesima riprova delle sue attitudini, invitando 150 senzatetto a visitare i Musei Vaticani e la Cappella Sistina.

Benvenuti, questa è la casa di tutti, è casa vostra, le porte sono aperte per tutti”: con queste parole il Papa ha accolto i clochard, puntuali e divisi in tre gruppi, ognuno con una guida e degli auricolari per seguire le spiegazioni. Dopo il dono dei 50 euro in vista delle festività di Pasqua, le docce sotto il colonnato di San Pietro destinate a tutti i senzatetto, non poteva mancare una visita ad uno dei luoghi più suggestivi e conosciuti del mondo intero, culla dell’arte e della cristianità, che il pontefice ha scelto di mostrare anche a chi, con ogni probabilità, non avrebbe avuto alcuna occasione di potersi beare di quelle meraviglie. Prima di arrivare ai Musei, i clochard sono stati accolti dall’elemosiniere pontificio Konrad Krajevski, già noto per iniziative a tutela dei più deboli, ed hanno percorso lo stesso itinerario che il Papa compie ogni giorno per raggiungere il Palazzo Apostolico. Il santo padre è poi apparso per dare il suo saluto: “pregate per me. Ho bisogno della preghiera di persone come voi”, ha aggiunto dando ennesima dimostrazione della sua umiltà.

cappella2Per rendersi conto del regalo fatto a questi “ultimi tra gli ultimi”, basta guardare le immagini e i video che raccolgono le opinioni dei clochard, le luci nei loro occhi e parole che testimoniano un sentito senso di gratitudine nei confronti della figura del pontefice. Come hanno sottolineato molti di loro, sono proprio gesti come questo ad avvicinare chi è sempre stato dimenticato al mondo della cristianità, persone che per buona parte della loro vita non hanno visto null’altro che la strada, allontanati da tutti perché considerati reietti, pericolosi e, purtroppo, spesso anche inutili. Il gesto di Papa Francesco, finalmente, ha restituito un barlume di speranza ai loro animi, e un lodevole messaggio ai nostri.

I centocinquanta clochard che vivono intorno a San Pietro hanno avuto così la possibilità di ammirare la Cappella Sistina e il suo più famoso affresco, il “Giudizio Universale”, forse uno tra i più famosi della storia dell’arte mondiale, nella sua raffigurazione grandiosa della parusia (ovvero, l’evento dell’ultima venuta alla fine dei tempi di Cristo per inaugurare il regno di Dio) con più di 400 figure sovrastate da quella ellittica e imponente del Cristo, fiero nella sua grande umanità, un uomo-eroe che si staglia oltre il peccato. Considerata come uno spartiacque tra l’uomo forte e sicuro dell’Umanesimo e la visione angosciata e caotica che investe i dannati così come i beati, il capolavoro di Michelangelo è direttamente figlio della sua epoca, come la gigantesca storia spirituale dell’umanità: dalla Creazione, nel suo sfondo spoglio e simboleggiante l’alba del mondo che accoglie il maestoso Padre e un atletico Adamo, al Peccato originale e la cacciata dal Paradiso terrestre, dalla Redenzione alla fine del mondo, passando per Profeti e Sibille.

Sguardi lucidi di ammirazione anche per i dettagli dell’opera, così perfetti da sembrare reali, per il Caronte, la discesa dei dannati, le figure dei santi, solo alcune delle magnificenze che fanno parte della maestosità della rappresentazione. E se troppo spesso siamo portati a pensare che solo chi possiede un determinato livello di preparazione possa essere in grado di capire simili visioni, occasioni come questa non fanno che smentire ulteriormente il nostro credo. Quando gli occhi di un’anziana donna abituata a vivere per strada trasmettono un profondo senso di ammirazione, allora si capisce come sia meglio lasciare a casa ogni pregiudizio. L’invito però non si è concluso con la semplice visita dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina, infatti il papa ha offerto un pasto caldo a tutti i clochard ed ha concesso loro la possibilità di visitare alcuni degli splendidi giardini del complesso.

Una giornata da ricordare, dunque, che alimenta le speranze di tutti, non solo dei clochard, a concedere finalmente accesso a tutti ai patrimoni della fede e dell’arte, a prescindere dalle condizioni economiche o sociali. E se con l’avvento dei mezzi di comunicazione di massa il grande pubblico ha avuto l’occasione di immergersi in qualcosa che prima sembrava appannaggio di pochi, ora è la volta di avvicinarsi a chi non possiede alcuno strumento per potersi calare nell’immenso patrimonio che l’arte ha da offrire. E allora ben vengano eventi come questo, capaci di non lasciare solo chi, per la troppa indifferenza, è sempre stato calpestato e dimenticato.

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Laura Caschera

Nasce a Roma nel 1990. Si diploma al Liceo Classico “Luciano Manara” e nel 2014 si laurea in Giurisprudenza presso la facoltà “Roma Tre”. Coltiva da tempo la passione per l'arte, la musica e lo spettacolo. Ha frequentato la scuola romana di teatro “Teatro Azione”
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