Benedetto XVI torna in Vaticano: la convivenza di due Papi

04/05/2013 di Luca Tritto

Dopo due mesi di soggiorno nella tenuta pontificia di Castel Gandolfo, il Papa Emerito ha fatto ritorno nella Città del Vaticano, dove trascorrerà il resto della Sua Vita. È la prima volta in cui la Santa Sede ospiterà due Pontefici, un evento storico.

Due papi in Vaticano: Benedetto XVI tona in Vaticano
Benedetto XVI e Papa Francesco

L’arrivo – Intorno alle 17 di ieri, l’elicottero bianco della Repubblica Italiana ha riportato “a casa” Joseph Ratzinger, Pontefice dimissionario della Chiesa Cattolica. Il comitato di accoglienza è stato composto dal Segretario di Stato Vaticano, Cardinale Tarcisio Bertone, il Cardinale Giuseppe Bertello, Presidente del Governatorato, il Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, Monsignor Dominique Mamberti, Ministro degli Esteri, Monsignor Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, e Monsignor Giuseppe Sciacca, Segretario del Governatorato. I rappresentati della Curia al completo. Non sono state ammesse le riprese video, ma solo fotografie per l’Osservatore Romano, poi divulgate. Sua Santità Papa Francesco non ha atteso Benedetto XVI all’eliporto, bensì lo ha incontrato in un secondo momento, all’interno del complesso Mater Ecclesiae, con il quale ha condiviso un momento di preghiera.

La nuova sistemazione – Proprio questo complesso è stato recentemente ristrutturato per accogliere Ratzinger ed il Suo seguito. Ex monastero di clausura, diventerà l’abitazione del Papa Emerito, del suo segretario storico, l’Arcivescovo Georg Ganswein, Prefetto della Casa Pontificia, e le “Memores Domini”, ossia le suore laiche di Comunione e Liberazione, votate all’assistenza perpetua del Pontefice. Oltre ai membri della Casa Papale, ci sarà posto anche per il fratello di Ratzinger, Georg, il quale lo raggiungerà nei periodi di riposo. Il trasloco comporterà anche il trasferimento dello sterminato patrimonio bibliotecario di Benedetto XVI, fine teologo e scrittore, oltre alle Sue opere e agli oggetti più cari, in precedenza spostati nella residenza di Castel Gandolfo. Il programma futuro sembra essere chiaro: Ratzinger si dedicherà allo studio ed alla preghiera.

Il Papa della porta accanto – Vista la futura convivenza a poche decine di metri l’uno dall’altro, come sarà il rapporto tra i due Pontefici viventi? Le immagini del primo incontro tra Benedetto XVI e Francesco hanno suscitato sentimenti di tenerezza, ma hanno anche risaltato l’umiltà di queste due figure. Appena eletto Sommo Pontefice, Bergoglio, come primo gesto, telefonò a Ratzinger. La voglia di pregare insieme a Castel Gandolfo, quel tenersi quasi per mano, sono gesti inequivocabili a dimostrazione degli ottimi rapporti intercorsi tra i due. Nonostante la veneranda età di 86 anni, compiuti due settimane fa, Benedetto XVI ha giurato fedeltà al nuovo Capo della Chiesa Cattolica e Suo successore. Un gesto grandioso, inestimabile.

Oggi, la Chiesa Cattolica sta vivendo un lento e graduale processo di mutamento, così come voluto dal Suo Pontefice ma, soprattutto, dai Cardinali che Lo hanno scelto. È chiaro: avere il precedente Papa a disposizione per consigli e confronti è una fortuna inestimabile. Resterà da vedere se qualche soggetto della Curia vorrà inserire Benedetto XVI nel dibattito sulle riforme in fase di avvio. A tal proposito, il Papa Emerito ha assunto una posizione netta. Non vorrà assolutamente mischiarsi nel governo della Chiesa. Ha svolto il Suo compito finchè le forze lo hanno sostenuto. Ora è un “suddito” del nuovo Papa, e desidera solo poter pregare per il bene della Chiesa.

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Luca Tritto

Calabrese di Paola (CS), è nato il 7/11/1988. Dopo il liceo linguistico, si laurea nel 2011 in Studi internazionali alla “Cesare Alfieri” di Firenze, con una tesi sull’UE e la criminalità organizzata. Sin dai tempi della scuola si interessa di analisi politica e si appassiona allo studio di realtà criminali. Amante di storia e attualità della Chiesa Cattolica, si è laureato con 110/110 e lode in studi in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli, con una tesi sulle normative antimafia di Italia e U.S.A. Collabora con "Redazione UniCal" , rivista del Centro di documentazione e ricerca sul fenomeno mafioso dell'Università della Calabria ed è responsabile dell'area Giustizia e Antimafia del think tank Cultura Democratica.
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