Benedetto Croce, per una critica al marxismo

09/02/2014 di Matteo Anastasi

Croce, critica al marxismo

Filosofo, storico, politico, critico letterario, scrittore e principale ideologo del liberalismo italiano, Benedetto Croce – pescasserolese classe 1866 – ha scritto il suo nome fra quelli degli intellettuali più influenti del Ventesimo secolo. Nella sua immensa versatilità di studioso si registra un breve periodo, al tramonto dell’Ottocento, dedicato all’approfondimento del pensiero di Karl Marx.

L’approccio al marxismo giunge nella primavera del 1895, quando Antonio Labriola gli comunica da Parigi l’uscita del primo fascicolo del Devenir social, la rivista diretta da Georges Sorel. In quella missiva è allegato l’articolo che si appresta a pubblicarvi: il titolo è In memoria del Manifesto dei comunisti. «Quando lo ebbi ricevuto – scriverà in seguito Croce – lo lessi e lo rilessi, la mente mi si riempì di visioni e di concetti per me nuovi, e, nel rispondere al Labriola, gli proposi di farmi editore di quel saggio».

Croce, critica al marxismoFin dal principio, Marx è per Croce maestro di realismo storico e politico, estraneo ai «ghirigori metafisici e letterari» che invece coglie in Hegel. Questa diffidenza nei confronti dell’hegelismo è confermata nella prima opera frutto degli studi crociani su Marx – Materialismo storico ed economia marxistica – dove si parla sì di un Hegel, quello “mediato” da Marx, «assai più concreto e vivo di quello che ero solito d’incontrare presso scolari ed espositori che riducevano Hegel a una sorta di teologo o di metafisico platonizzante», ma si insiste poi, soprattutto, sulla sintonia del marxismo con le «migliori tradizioni della scienza politica italiana, mercé la ferma asserzione del principio della forza, della lotta, della potenza, e la satirica e caustica opposizione alle insipidezze giusnaturalistiche, antistoriche e democratiche».

La maggiore critica che Croce muove a Marx è la mescolanza fra il metodo della ricerca e la pretesa di ricavare da essa – in modo immediato e necessitante – i criteri dell’azione politico-morale. Non solo il marxismo non opera una riduzione pragmatica del «pregio intrinseco ed assoluto dell’ideale morale», ma, per il kantiano ed herbertiano Croce, la questione si capovolge, e le teorie economico-sociologiche marxiane svelano la loro dipendenza da una precisa gamma di valori scientificamente inverificabili. Scrive in proposito: «È evidente che l’idealità o l’assolutezza della morale, nel senso filosofico di tali parole, sono presupposto necessario del socialismo. L’interesse, che ci muove a costruire un concetto del sopravalore, non è forse un interesse morale, o sociale che si voglia dire? In pura economia, si può parlare di sopravalore? Non vende il proletariato la sua forza di lavoro proprio per quel che vale, data la sua situazione nella presente società? E, senza quel presupposto morale, come si spiegherebbe, nonché l’azione politica del Marx, il tono di violenta indignazione e di satira amara, che si avverte in ogni pagina de Il Capitale?».

È nel successivo saggio, intitolato Per la interpretazione e la critica di alcuni concetti del marxismo del 1897, che la pretesa scientificità del materialismo storico, è ulteriormente e più dettagliatamente demolita. Marx «nell’assumere a tipo l’eguaglianza del valore col lavoro e nell’applicarlo alla società capitalistica, istituiva paragone della società capitalistica con una parte di sé stessa, astratta ed innalzata ad esistenza indipendente». Il sopravalore è secondo Croce, sotto un profilo scientifico, una parola priva di senso, e la legge del valore, elaborata da Marx, una semplice «legge particolare dell’astratta società lavoratrice», da lui inadeguatamente posta come termine ideale di confronto per le società capitalistiche storicamente esistenti.

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Matteo Anastasi

Matteo Anastasi (Roma, 1989) si è laureato con lode in Scienze Storiche presso l’Università Europea di Roma e, sempre con lode, in Relazioni Internazionali presso la Luiss Guido Carli. Per Europinione si occupa di storia ed esteri. Collabora inoltre con Cronache Internazionali e Mediterranean Affairs ed è co-fondatore del think thank di politica internazionale Il Termometro – Blog di opinioni e discussioni
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