La BCE pronta al primo Tltro

19/08/2014 di Alessandro Mauri

Il prossimo 18 settembre Francoforte avvierà, tra molte speranze, la prima operazione di Tltro da 1000 miliardi complessivi. Per l'Italia sono in arrivo 200 miliardi vincolati a famiglie e imprese

BCE

In questi giorni si stanno ultimando i passaggi necessari per l’assegnazione delle risorse messe a disposizione dalla BCE in seguito alle decisioni assunte lo scorso giugno. In arrivo flussi di denaro per complessivi 1000 miliardi di euro, di cui almeno 200 per l’Italia.

Immissione di liquidità – Gli interventi non convenzionali decisi dalla Banca Centrale Europea lo scorso 5 giugno, tra cui l’immissione nel sistema di 1000 miliardi di euro di nuove risorse sotto forma di prestiti alle banche con lo scopo dichiarato di rilanciare il credito a famiglie e imprese (il cosiddetto Tltro, Targeted longer-term refinancing operations), hanno richiesto diverso tempo prima di poter essere messi in atto. E’ stato infatti necessario mettere a punto una serie specifica di passaggi e determinare con precisione le procedure utili per fare in modo di rendere il più possibili efficaci delle misure su cui il Presidente della BCE Mario Draghi, ma anche tutta l’Europa, ripone grandi speranze per sostenere il rilancio dell’Unione Europea, che pare non essere in grado di trovare la ricetta per la crescita.

Deadline: 18 settembre – La prima fase dell’imponente rifinanziamento al sistema bancario, espressamente ideato e strutturato per confluire sul mercato del credito al dettaglio (per imprese e famiglie) – che rappresenta uno dei punti deboli del sistema europeo, specialmente nei paesi periferici come l’Italia, ma che è uno dei principali motori che spingono un Paese verso un sentiero di crescita e di rilancio -, prenderà il via il 18 settembre, data nella quale la BCE procederà con l’assegnazione dei finanziamenti alle varie banche dell’Eurozona. Quello che si è voluto evitare è che le risorse, una volta messe a disposizione degli istituti bancari, tornassero a loro volta nel sistema finanziario (specialmente sul mercato dei Titoli di Stato), come invece era accaduto con i precedenti tentativi di rifinanziamenti, i cosiddetti Ltro, che avevano forse aiutato ad allentare la pressione sui Buoni del Tesoro di alcuni Stati, ma che erano stati del tutto inutili nel rilanciare in qualche modo il credito. Si tratta dunque di prestiti a medio termine (4 anni), a bassissimo tasso di interesse e vincolati nell’utilizzo: credito a famiglie e imprese, esclusi i mutui per le case (per evitare una bolla edilizia).

Il Presidente della BCE – Mario Draghi

Procedura complessa – Il primo passo nella lunga strada verso l’immissione nel sistema di una così imponente liquidità è stato compiuto lo scorso 8 agosto, quando è scaduto il termine per presentare le richieste da  parte di banche e istituti di credito. La prossima settimana, il 25 agosto, le banche centrali dei singoli Stati risponderanno alle richieste, e il 28 di agosto le banche saranno tenute ad inviare la documentazione utile per il calcolo dei prestiti ammessi nel conteggio del massimo finanziamento che ogni istituto di credito potrà ottenere, vale a dire il 7% del totale degli impieghi detenuti tra il maggio 2013 e l’aprile 2014. Il 16 settembre la BCE annuncerà quindi la prima operazione di Tltro e infine, il 18 di settembre, procederà con l’assegnazione dei finanziamenti alle banche, che potranno disporne a partire proprio da quella data. In tutto le operazioni saranno otto (la prossima l’11 di dicembre); le prime due iniezioni di liquidità dovrebbero ammontare, secondo le parole dello stesso Draghi, a circa 400 miliardi di euro.

Occasione di rilancio – L’Italia beneficerà di almeno 40 miliardi di euro nelle prime operazioni e complessivamente di almeno 200 miliardi di euro, secondo le stime della Banca d’Italia annunciate dal governatore Ignazio Visco. Un’irripetibile occasione di ottenere ingenti risorse per rilanciare credito e consumi e, di conseguenza, l’economia del Paese, che non va assolutamente sprecata. Per questo motivo il Presidente della BCE Mario Draghi insiste sulla necessità di accompagnare le iniziative di politica monetaria di Francoforte con altrettanto virtuose e decise riforme strutturali, che dovrebbero consentire alle economie dei Paesi di procedere con una crescita sostenibile anche senza il sostegno, in futuro, della banca centrale. Si tratta di un avvertimento che riguarda sia i singoli Stati sia l’Unione nel suo complesso, apparsa notevolmente in difficoltà e senza una soluzione a breve della crisi.

Abbiamo già avuto modo di analizzare e sostenere le politiche della BCE e di elogiare il suo Presidente Mario Draghi. Ancora una volta quindi rilanciamo, confidando (e sperando) che la politica approfitti dell’ulteriore tempo concesso da queste operazioni per affrontare con determinazione risolutiva la crisi attuale.

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Alessandro Mauri

Nato a Como nel 1991, studente universitario. Laureato in Economia e Management presso l'università degli studi dell'Insubria di Varese, studia Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari presso la stessa università. Vincitore di diverse borse di studio della CCIAA di Varese. Nel 2013 ha partecipato al salone europeo della ricerca scientifica di Trieste per il progetto studenti.
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