La BCE sul banco degli imputati della Corte Costituzionale tedesca

13/06/2013 di Iris De Stefano

Oggi l'ultimo giorno di audizioni alla Corte di Karlsruhe sulle politiche economiche della Banca centrale europea.

Ieri ed oggi sono state due giornate importanti per il futuro dell’Unione Europea, ma poco risalto ne è stato dato dai quotidiani e dalle televisioni del nostro paese. La Corte Costituzionale tedesca (o Bundesverfassungsgericht) ha promosso due giorni di audizioni riguardo le politiche economiche della Banca Centrale Europea diretta da Mario Draghi.

L’OMT – La Corte Costituzionale è infatti chiamata a decidere sulla legittimità del programma OMT, che secondo la Banca centrale tedesca violerebbe la sovranità di bilancio del Parlamento tedesco. L’OMT – è bene ricordarlo – è quel piano di acquisto illimitato di titoli di stato di paesi in difficoltà che venne approvato nel settembre scorso dal Consiglio direttivo della Bce. Il 26 luglio 2012 infatti Mario Draghi aveva preannunciato che l’istituzione da lui diretta avrebbe fatto “tutto il necessario” per salvare l’euro, frase che ebbe un impatto fortissimo sui mercati, con lo spread tra i titoli decennali italiani e tedeschi che calò di 70 punti in un solo giorno. Il piano, l’Outright Monetary Transaction prevedeva l’acquisto dei titoli con una scadenza da uno a tre anni e fu votato all’unanimità dal Consiglio direttivo, fatta eccezione per Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, la Banca centrale tedesca.

Le audizioni – La Corte Costituzionale si pronuncerà dopo l’estate, con tutta probabilità dopo il 22 settembre, giorno delle elezioni in Germania e banco di prova per il governo Merkel di cui, tra l’altro, l’attuale Presidente della Bundesbank è stato consigliere economico. Anche se Weidmann ha affermato che  “non si tratta di due banche centrali che si combattono davanti alla Corte” le posizioni delle due istituzioni economiche appaiono estremamente divergenti. Secondo la Banca Federale Tedesca infatti, partendo dal presupposto che non spetta alla Bce decidere se l’euro è un processo irreversibile o meno, il programma – anche se non messo mai in atto, fino ad oggi –  metterebbe a rischio l’indipendenza della Banca guidata da Draghi, poiché dovrebbe dar seguito a delle politiche fiscali statali e spesso discutibili. In più, con la creazione del piano, si sarebbe dato luogo ad una sorta di azzardo morale, con i vari governi nazionali i quali, tranquillizzati dalle parole del governatore italiano, avrebbero potuto non proseguire sulla strada di riforme fiscali necessarie e in alcuni casi già iniziate. Secondo la Banca Centrale Europea, invece, il piano rientra perfettamente nelle prerogative di una qualsiasi Banca centrale e in particolar modo di quelli fondativi dell’istituzione di Francoforte che si è solo definita pronta all’acquisto di alcuni titoli di stato, proteggendo il rischio – connaturato a tutte le operazioni finanziarie – con accorgimenti tecnici già rodati. La difesa poi dell’euro, deriverebbe dal primo mandato della Banca, ovvero quello di garantire la stabilità dei prezzi.

Mario Draghi alla Zfd – Il Governatore italiano ha ribadito queste tesi rilasciando un’intervista alla Tv tedesca, cercando di rassicurare gli animi. Assicurando che il piano Omt non è mai stato ideato come un salvagente per Paesi dalle spese sconsiderate poiché vincolato ad un impegno formale di risanamento, ha ricordato che esso è servito a placare le acque, non comportando fino a questo momento alcun onere per il contribuente tedesco. L’assicurazione più importante è stata però quella per l’inflazione che “non sarà la strada per uscire dalla crisi”. Perfino il Direttore operativo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde ha dichiarato che l’ OMT è stato “un punto di svolta e ha evitato una catastrofe, aiutando la politica monetaria ad esser di nuovo effettiva, oggi ci sarebbero infatti stagnazione, più disoccupazione e tensione sociale“. Considerazioni accolte anche dal Presidente del Parlamento europeo Schultz.

La decisione della Corte – Ascoltati dalla Corte tedesca sono stati sia l’attuale ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, ma anche Jens Weidmann e Jörg Asmussen, uno dei membri del comitato esecutivo della Bce. In realtà il Supremo organo giuridico tedesco non ha il potere di decidere sulla legittimità o meno degli atti della Banca europea ma può deciderne la costituzionalità. Se in realtà la questione è al momento puramente teorica (il Financial Times dedica un lungo articolo alla spiegazione dei risvolti di un ipotetico default di Spagna ed Italia, con le conseguenze per la Bce e per la Germania, sua principale contribuente ), sembra che questa si innesti in un processo sempre più profondo di critica alle istituzioni europee. A pochi mesi dalle elezioni tedesche infatti tutta la politica europea appare congelata, in attesa di risultati che scongiurino la deriva anti-europea i cui segnali più forti arrivano dall’Inghilterra, dove si discute ancora per fissare la data per un referendum sull’uscita dall’Unione Europea, i cui risultati in realtà sono già prevedibili. Se è vero che i partiti euroscettici tedeschi restano ancora sotto la soglia di sbarramento, a tre mesi dalle elezioni ogni questione può essere decisiva per la rielezione o meno di Angela Merkel e l’affermarsi di una corrente simile, sarebbe il rischio maggiore per il futuro del progetto europeo.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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