BCE: i primi passi verso le “operazioni non convenzionali”

09/05/2014 di Giovanni Caccavello

La Banca Centrale Europea è pronta ad allentare ulteriormente le politiche monetarie per rilanciare l’inflazione a giugno. Un allentamento quantitativo potrebbe far deprezzare l’Euro del 10%

Banca Centrale Europea

Conferenza Stampa – Nel corso della conferenza stampa di ieri, giovedì 8 maggio 2014, Mario Draghi, Governatore della Banca Centrale Europea, durante il suo discorso mensile ha dichiarato che l’istituto monetario è pronto ad agire a partire dal prossimo giugno. Tra un mese quindi, una volta che i tecnici avranno analizzato tutti i dati macroeconomici e si saranno fatte le giuste proiezioni, la BCE incomincerà le operazioni non convenzionali. Nel corso dell’incontro precedente alla conferenza, il Comitato Esecutivo ha deciso di lasciare il tasso di riferimento invariato allo 0,25% – ai minimi storici dal 13 novembre 2013 – e di non intervenire nemmeno sia sul tasso di interesse dei depositi, che rimane allo 0%, che sul tasso marginale, invariato allo 0,75%.

Attesa – Sono ormai diversi mesi che la BCE si sta “psicologicamente” preparando per future “operazioni non convenzionali”: tassi di interesse negativi e alleggerimento quantitativo (detto più comunemente QE). Durante la conferenza, Draghi ha ammesso in modo molto franco che la situazione geopolitica è una delle variabili più importanti da tenere in considerazione. Le tensioni sempre maggiori tra Russia e Ucraina, le più stringenti sanzioni in arrivo e il peggioramento delle condizioni economiche della Russia – partner molto importante da un punto di vista commerciale per tutti i paesi dell’Eurozona – richiedono un’attenta analisi della situazione macroeconomica. A giugno, però, si spera che questa complicata situazione sia più chiara. Ecco perché, tra le varie motivazioni, si è deciso di aspettare.

Svalutazione ed inflazione – La BCE sembra quindi muovere i primi passi verso “politiche monetarie non convenzionali” (di cui noi abbiamo già discusso poche settimane fa) in modo sempre più deciso. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore due giorni fa, se la BCE deciderà di comprare titoli di stato e/o titoli di istituti privati nel corso dei prossimi mesi l’Euro sarà destinato a deprezzarsi di circa il 10%. Secondo l’intero Consiglio Esecutivo della BCE, una moneta unica “diventata ormai troppo forte” non giova a nessuno. Un Euro che possa deprezzarsi del 10%, arrivando nel corso dei mesi a raggiungere un tasso di cambio di 1,26%-1,27% con il dollaro, potrebbe essere uno stimolo per l’intera economia europea, che potrebbe così vedere le sue previsioni di crescita in rialzo.

Cambio Euro-Dollaro. Fonte: studio IG riportato sul Sole 24 Ore del 7 maggio 2014.
Cambio Euro-Dollaro.
Fonte: studio IG riportato sul Sole 24 Ore del 7 maggio 2014.

Allo stesso tempo, l’inflazione, ad oggi pari allo 0,7%, ben al di sotto dell’obiettivo di medio-lungo termine della BCE del 2%, dovrebbe rialzarsi di alcuni punti decimali. Al momento, le previsioni della Commissione europea indicano un tasso di inflazione per l’Euro-Zona pari allo 0,8% per il 2014 e al 1,2% nel 2015, in ribasso rispetto alle previsioni di inizio anno. In caso di politiche monetarie non convenzionali è ragionevole pensare ad un rialzo del tasso di inflazione dello 0,2%-0,4%, portando entro un anno tale indice all’1,5%.

Borse e tassi di interesse – Le borse non hanno aspettato a festeggiare. Ieri, dopo le parole di Draghi, gli indici azionari di tutta Europa hanno subito una forte accelerazione. In particolare l’indice FTSE MIB di Milano e l’Indice IBEX 35 di Madrid hanno chiuso in forte rialzo: 2,30% e 1,70% rispettivamente. E’ chiaro che la decisione di avviare politiche monetarie non convenzionali permetterà alle borse di aumentare in modo consistente i loro guadagni, modificando l’umore degli investitori che saranno sicuramente “contenti” e “lieti” della buona notizia. I listini potrebbero quindi raggiungere nuovi massimi storici, andando di conseguenza a migliorare anche le performance dell’economia reale.

Infine, effetti benefici si potrebbero ripercuotere sui tassi di interesse dei titoli di stato. Ieri il differenziale tra i titoli di stato italiani, spagnoli, portoghesi, greci, irlandesi hanno subito un significativo ribasso rispetto ai Bund tedeschi. Lo spread “Buoni del Tesoro-Bund” è sceso a 149 punti base ed il tasso di interesse è sceso per la prima volta sotto il 3%. Stessa sorte è toccata ai Bonos spagnoli. Le misure della Bce potrebbero stabilizzare i tassi sugli attuali livelli minimi, evitando forti pressioni rialziste in un prossimo futuro. Tutto però, poi, dipenderà anche dal rialzo del tasso di inflazione.

Crescita – Proprio ieri, Moody’s ha pubblicato il suo “Global Economic Outlook”, stimando la crescita dell’Italia al 1% nel 2014 e al 2% nel 2015. Di tutte le stime macroeconomiche, quelle di Moody’s risultano essere le più favorevoli. In caso di un prossimo alleggerimento quantitativo da parte della BCE è possibile però ritenere queste stime realistiche visti gli effetti positivi sull’economia reale introdotti dal QE. Secondo le stime di Moody’s Portogallo, Spagna ed Irlanda riusciranno ad agganciare una crescita in linea con la media Europea già entro la fine del 2014 mentre il Prodotto Interno Lordo dell’intera Eurozona crescerà dell’1%% nell’anno in corso e dell’1,5% nel 2015.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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