Hampton Roads, la battaglia tra corazzate che rivoluzionò la marina

20/05/2015 di Andrea Viscardi

La Guerra di Secessione americana rappresentò un campo di prova per molte nuove tecnologie che sarebbero poi state implementate e portate al perfezionamento: prima con la guerra franco-prussiana, quindi con il primo conflitto mondiale. Tra queste la corazzata, che cambiò radicalmente la guerra navale

Hampton Roads

La Guerra di Secessione americana rappresentò un campo di prova per molte nuove tecnologie che sarebbero poi state implementate e portate al perfezionamento, prima con la guerra franco-prussiana, quindi con il primo conflitto mondiale. In pochi sono a conoscenza, però, dell’importanza che il conflitto ebbe per testare un nuovo mezzo di battaglia marina: la corazzata. Per quanto gli scontri marittimi furono relativamente modesti, nell’ambito navale rappresentò una vera e propria rivoluzione.

Durante la Guerra di Crimea, lo Zar mise in campo una nuova tipologia di armi – la cui creazione, in realtà, spetta ai francesi – i proiettili esplosivi. Grazie a questa invenzione, a Sinope, la marina russa riuscì ad affondare – senza troppi problemi – un intero squadrone ottomano: le navi in legno dimostravano oramai tutta la loro inadeguatezza. Era tempo di grandi cambiamenti per le marine mondiali.

Battaglia di Hampton Roads
Lave, una batteria galleggiante francese

Negli anni successivi, molti furono gli esperimenti per dotare le navi di una protezione in ferro – come le batterie galleggianti francesi – ma la vera rivoluzione avvenne nel 1857, con il varo de La Gloire da parte della marina di Napoleone III: la prima nave corazzata a vapore della storia. Non fu un caso se furono proprio i francesi a buttarsi a capofitto sullo sviluppo dei nuovi mezzi navali, visti come uno strumento per minacciare la storica superiorità in materia della Royal Navy – la quale, però, nei tre anni successivi, non si fece cogliere di sorpresa e sviluppò a sua volta corazzate più rapide e manovrabili. Ora occorreva solo un’occasione per collaudare sul campo i nuovi gioielli.

È proprio qui che il nostro racconto si sposta sul continente americano. Il 12 aprile 1861 scoppia la Guerra di Secessione, dopo l’elezione di Abramo Lincoln. Per quanto la guerra non venne combattuta principalmente sul mare, la supremazia navale era un elemento di fondamentale importanza – a maggio Lincoln impose il blocco navale, che impediva agli stati del sud di esportare la principale risorsa economica, il cotone – e, almeno all’inizio, la situazione dei Confederati era disperata, essendo la maggior parte della marina in mano agli stati del Nord. Poco dopo lo scoppio del conflitto, il Congresso confederato decise allora di attuare un piano massiccio di costruzione di corazzate, inaugurato nell’ottobre dello stesso anno con la messa in combattimento della CSS Manassas.

Il 20 aprile 1861, pochi giorni dopo la dichiarazione di guerra, l’esercito Confederato aveva preso possesso dell’importantissimo cantiere navale di Norfolk, sin dal 1794 dedicato dal Governo degli Stati Uniti alla costruzione di mezzi da guerra. Nel cantiere venne trovato il relitto di una nave, la USS Merrimack, una fregata a vapore, che presentava, però, i macchinari e lo scafo intatti. Nel mentre veniva costruita la CSS Manassas, partendo dal relitto ritrovato, prese vita una delle più famose corazzate a vapore della storia del XIX secolo: la CSS Virginia. Un mezzo innovativo, dotato di uno sperone e di una protezione che la rendeva praticamente immune ai cannoni di cui la marina degli Stati Uniti era dotata. Qui ebbe inizio la storia di uno dei più famosi scontri navali della guerra di Secessione americana.

Al nord, in ogni caso, nessuno voleva stare a guardare, così vennero commissionate, nell’ottobre del 1861, tre navi corazzata: la Galena, la New Ironsides e la Monitor. Rispetto alle corazzate sino ad allora sviluppate, quest’ultima rappresentava una vera e propria rivoluzione: gran parte delle componenti della nave vennero poste sotto la linea di galleggiamento, lasciando in superficie solamente la cabina di pilotaggio e poche altre rifiniture. Per questa sua caratteristica era più simile ad un anticipatore dei sottomarini, di cui i primi, rudimentali, esempi, si avranno proprio durante la Guerra di Secessione, come il famosissimo CSS Hunley, anche se occorrerà aspettare sino ai primi decenni del XX secolo per vedere i primi sommergibili moderni.

Hampton Roads, scontro tra corazzate
Lo speronamento della Cumberland da parte della CSS Virginia

L’8 marzo 1862 i tempi erano maturi per la prima battaglia tra due navi corazzate della storia. L’occasione era quella di rompere il blocco navale imposto dal Nord al porto di Hampton Roads. Verso mezzogiorno  le fregate USS Cumberland e USS Congress, accompagnate dalla USS Minnesota, vennero colte di sorpresa dall’attacco sudista, e nulla poterono fare contro le corazze della CSS Virginia comandata da Franklin Buchanan. La Cumeberland venne speronata e finita a colpi di cannone, nonostante la bandiera bianca issata dal capitano avversario. La Congress, invece, dopo aver tentato di ripararsi in acque più basse, si ritrovò incagliata e venne bersagliata dai colpi della Virginia sino a risultarne distrutta.

Nel frattempo, la Minnesota, incagliatasi, riuscì a salvarsi grazie al calare delle tenebre che non permisero alla nave sudista di avvicinarsi abbastanza per portare colpi efficaci. La nave confederata tornò così al porto a verificare i danni, tra cui la perdita di alcuni cannoni e il danneggiamento della ciminiera che ne inficiò la già ridotta velocità. Lo stesso Buchanan venne ferito, e sostituito da Catesby ap Roger Jones. L’intenzione era quella di tornare, il giorno successivo, per dare il colpo di grazia alla flotta del Nord che, nel primo giorno, aveva visto la sua potenza di fuoco di 250 cannoni annichilita dai venticinque di cui era dotata la squadra sudista, guidata dall’invincibile corazzata.

Battaglia di Hampton Roads
I resti della USS Monitor, affondata durate una tempesta nel 1862 e individuati nel 1973

Un’impresa che si rivelò ben più problematica del previsto: durante la notte, infatti, era giunta in soccorso della flotta del Nord la USS Monitor, si delineava il primo scontro navale moderno. I ruoli, almeno sulla carta, si erano ribaltati: la USS Monitor era dotata di cannoni più potenti, di una velocità e di una manovrabilità maggiore, di una parte emersa minore che rendeva il mezzo difficile da colpire. Il risultato, però, fu uno stallo favorevole alla marina di Lincoln: dopo diverse ore di colpi reciproci – durante i quali le indifese cannoniere sudiste dovettero ritirarsi – la Monitor si ritirò momentaneamente verso acque poco profonde dopo aver subito alcuni danni e dopo che un’esplosione colpì il volto del capitano, John L. Worden, rendendolo parzialmente cieco. Nel frattempo la Virginia, decise anch’essa di tornare alla base e quantificare i – limitati- danni.

Lo scontro si concluse con un nulla di fatto che sapeva di vittoria per la marina degli Stati Uniti, ma ebbe ripercussioni enormi sulle politiche e gli investimenti militari delle grandi potenze europee: nell’arco di pochi mesi vennero sospese le costruzioni di navi da guerra in legno, dando vita alla classe dei Monitori, che venne utilizzata in tutta Europa sino alla prima guerra mondiale.

The fighting had continued for over three hours. To us the Monitor appeared unharmed – Catesby ap Roger Jones, 1874

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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