Tsipras: il lato b di Barbara Spinelli, dedicato a compagni ed elettori

08/06/2014 di Andrea Viscardi

Altra Europa con Tsipras

Ridateci il culo di Paola Bacchiddu! Verrebbe da pensare questo, quantomeno osservando gli sviluppi che, a partire dal 26 maggio, hanno visto protagonista la Lista Tsipras, ovvero, per dirla in altri termini, SEL e ciò che resta di Rifondazione Comunista.

Oggi, a mostrare il didietro agli elettori della lista, forse in senso metaforico ma molto più incisivo e violento, è quella figliol prodiga di Barbara Spinelli. Un cognome pesante da portare, se tuo padre è uno dei principali protagonisti del percorso europeo del XX secolo. Ci metto la faccia, ma non so fare politica. Queste le sue parole all’inizio dell’avventura con la Lista Tsipras, di cui è stata garante. La sua visibilità, il suo cognome e la sua immagine avrebbero dovuto aiutare a portare qualche voto in più. Con la premessa, ribadita più volte, che lei, in Europa, non ci sarebbe mai andata; che il suo lavoro e la sua faccia servivano solo a premiare chi lavorava nell’ombra della sua giovane età o del proprio semi anonimato politico.

Il 25 maggio, però, l’epifania: il 4,08% raggiunto dal gruppo, nonché il primo posto ottenuto per preferenze al Centro e al Meridione, spingono la Spinelli a ripensare alle promesse fatte. Impegni presi, in primis, davanti ai propri elettori. Inizia a girare la voce, poi, che sia lo stesso Tsipras a fare pressioni in tal senso, perchè vorrebbe utilizzare il suo cognome – non di sicuro le sue inesistenti esperienze o doti politiche – e proporla alla vicepresidenza del Parlamento. Davanti a questa opportunità la gioralista si sarebbe definitivamente persuasa. Lei, che solo pochi mesi fa scriveva scandalizzata a Scalfari, reo di aver osato tirare in mezzo il nome del padre in una dura risposta ad un suo editoriale.

Barbara SpinelliInizia quindi il ridicolo tira e molla degli ultimi dieci giorni: accetto la poltrona, non l’accetto, anzi sì. Un teatrino dell’assurdo, se non fosse che i primi ad essere stati presi in giro sono stati gli elettori della Signora, ancora prima che i compagni di gruppo. Una lista Tsipras che già di per se viveva i suoi problemi divisa tra chi, in Europa, vorrebbe essere più vicino al Pse e al PD e chi, invece, mantenere una posizione “più di sinistra”. Ora i problemi saranno ancora maggiori. Perché ci sarà un escluso, o Furfaro (SEL) o la Florenza (Rifondazione) e contro l’ipotesi del sorteggio sembra proprio vi sia la volontà della Spinelli, che vorrebbe escludere la componente di Sel perchè, appunto, troppo “moderata”. Sembra quasi che l’arte dell’autolesionismo si sia trasferita, semplicemente, un po’ più a sinistra rispetto al PD.

Così, tra tensioni alimentate nel gruppo e la delusione di molti elettori, quel quattro per cento sembra già aver perso, in parte, di significato. La figliol prodiga, intanto, pare essersi ritiratasi nella propria casa di Parigi e appare poco intenzionata al dialogo con i suoi colleghi. Non si sarebbe degnata né di contattare i due diretti interessati, né di spiegare il perché della propria scelta né, tantomeno, di commentare la proposta di una sorta di mozione di sfiducia votata nei suoi confronti.

Insomma, la Spinelli sembra stia mostrando il lato b a tutti. Anzi, lo sta proprio sbattendo in faccia, creando molto più caos e danni di quello citato in apertura che, a dirla tutta, alla fine un po’ di attenzione sul soggetto politico l’ha attirata. Di sicuro, per essere una che la politica non la mastica, la Spinelli ha imparato la regola numero uno che sembra una costante nei palazzi del potere: essere coerenti, quantomeno, nel perseverare la propria incoerenza.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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