Ballottaggi amministrative: PD confermato, 5 Stelle al banco di prova

09/06/2014 di Giacomo Bandini

Elezioni Amministrative: ballottaggi

La risonanza mediatica di queste amministrative è stata minima, ma forse è stato meglio così, vista la carenza di proposte e iniziative che sta caratterizzando le campagne elettorali nostrani. Aggiungiamo, a questa carenza, le vicende Expo e Mose, che ha visto coinvolto direttamente il sindaco di Venezia, e la sfiducia è servita.

Il primo dato a risaltare, anche per questi motivi, è stato proprio un calo dell’affluenza – passata dal 70% al 49,5%. Occorre considerare, oltre al calo fisiologico da sempre registrato al ballottaggio, come l’alta partecipazione di maggio fosse una conseguenza della concomitanza con le elezioni Europee. Fa riflettere, inoltre, come la riduzione del numero di votanti attivi, abbia rappresentato una sorta di allineamento al trend europeo di partecipazione, tendenzialmente al ribasso nelle cifre.

Pd riconfermato – Il secondo dato concerne vincitori e vinti. Su 235 comuni di entità maggiore, esclusi quelli siciliani dove si vota anche oggi, 160 sono stati conquistati dal centrosinistra, 37 dal centrodestra, 22 da liste civiche miste, solamente 2 dal Movimento 5 Stelle e 2 dalla Lega Nord. La situazione nei capoluoghi di provincia si profila positiva per il centrosinistra.

Le vittorie più importanti sono arrivate a Bari, Bergamo, Modena e Pavia. In particolare a Modena, contro un candidato del Movimento 5 Stelle e a Pavia contro Alessandro Cattaneo, astro nascente del centrodestra, promotore due anni fa delle primarie mai realizzate del Pdl e che registrava un alto indice di gradimento. Il centrodestra conquista Foggia, Padova (Lega Nord capolista), ma soprattutto Perugia, città di sinistra ininterrottamente dal dopoguerra ad oggi. Importante e significativo anche il trionfo del Movimento 5 Stelle a Livorno.

Scarti netti – Analizzando le singole situazioni il Pd, dove vince, ottiene uno scarto piuttosto netto con l’avversario diretto al ballottaggio. A Bari il candidato sconfitto, Mimmo Di Paola, viene quasi doppiato, così come a Vercelli. A Verbania il distacco ha raggiunto i 55 punti percentuali. La vittoria più importante del centrodestra, come sottolineato precedentemente, è stata ottenuta in terra rossa, ossia Perugia, con quasi 7 punti di scarto. Nella “rossa” Livorno trionfa il clima di protesta della cittadinanza nei confronti della gestione di centrosinistra durata oltre 70 anni. A schierarsi col neosindaco grillino anche l’estrema sinistra, distaccatasi definitivamente dai vecchi “compagni” amministratori e dalle altre litigiose correnti del Pd.

Un Nord colorato di Renzi. Se si osserva la cartina dei risultati, soprattutto nella parte Nord-occidentale, si nota come il risultato del PD sia stato particolarmente significativo. Pensiamo a Biella, Vercelli e Verbania in Piemonte, prima amministrate dal centro destra, ma anche a Bergamo. Il leggero calo nelle regioni rosse, al contrario di ciò che si pensa, potrebbe essere meramente episodico. Il nuovo che avanza ha sicuramente puntato sulla conquista e il consolidamento di nuovi territori, trascurando, anche per evidenti difficoltà, le vecchie roccaforti dove prevale una tradizione di sinistra molto radicata, ma ciò non è sufficiente a considerarla una vera e propria inversione di tendenza. Fisiologicamente, poi, un piccolo cambiamento era inevitabile e si è verificato soprattutto a Perugia, città dal presente travagliato. Se si osserva il resto dell’Umbria è possibile sottolineare la forte vittoria del centrosinistra che può diradare le nuvole lanciate da alcuni media.

Livorno pentastellato. Per il Movimento 5 Stelle invece si prospetta finalmente una vera e propria sfida. La scontenta Livorno ha puntato tutto su di un ingegnere che in campagna elettorale ha fatto a meno di Grillo, attirando a sé anche la sinistra radicale e ottenendo l’endorsement di Lega Nord e Fratelli d’Italia. Assieme a Parma e Civitavecchia ecco il banco di prova che molti aspettavano, dopo un operato parlamentare piuttosto indigesto a parte della base.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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