Avanguardia Russa: capolavori dalla collezione Costakis in mostra a Torino

20/10/2014 di Simone Di Dato

Protagonisti proibiti e non riconosciuti durante gli anni del regime stalinista, grazie all’opera lungimirante di Costakis oggi rappresentano, un’esperienza storico-artistica fondamentale per tutta la storia dell’arte

L'avanguardia russa in mostra a palazzo Chiablese

Quando gli uomini capiranno l’importanza di questi quadri, allora si stupiranno”. Ci ha visto lungo George Costakis, il collezionista d’arte russo che nella Mosca degli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale decise di raccogliere quella che oggi è considerata una delle collezioni più significative dell’Avanguardia Russa. Senza alcuna educazione artistica, ma guidato da una rara sensibilità, l’ex autista per l’ambasciata greca a Mosca con sottile acume riuscì a fiutare il grande valore delle testimonianze dell’arte sperimentale russa d’inizio secolo, fin dal 1946, quando non rimase di certo indifferente dinnanzi ad un dipinto di Ol’ga Rozanova.

L'avanguardia russa in mostra
Kazimir Malevič – Ritratto 1910

Per circa trent’anni, tra divieti e proibizioni del regime sovietico, acquisì quei capolavori di notevole pregio bollati come esempi di arte formale e non proletaria, destinati dunque alla distruzione. Intrecciando rapporti con famiglie, amici e conoscenti dei pittori d’avanguardia, Costakis trasformò in una casa-museo l’appartamento moscovita di Vernadski Avenue con quella straordinaria collezione che oggi è al centro della nuova mostra di Palazzo Chiablese a Torino. Promossa dal MIBACT- Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e dalla città di Torino, l’esposizione porta per la prima volta il Italia circa 300 opere tra cui dipinti, guaches e acquerelli, lavori d’arte applicata, documenti e un nucleo di un centinaio di disegni sull’architettura cognitivista. Una serie di “prime visioni” per far luce sul “grande esperimento” dell’arte del XX secolo.

Torino, l'Avanguardia russa
Jurij Ender Senza titolo, 1920-1921

Curata da Maria Tsantsanoglou e Angeliki Charistou, la mostra offre un’occasione unica per ammirare tutti i principali movimenti d’avanguardia russa attraverso lavori firmati da artisti del calibro di Malevich, Popova, Rodcenko, Rozanova, El Lissitzky e Stepanova, nonché prestiti del Museo Statale di Arte Contemporanea di Salonicco, ultima tappa del corpus di 1277 opere acquistate dallo Stato greco nel 2000 e solo dopo diventate collezione del museo.

Quando abbiamo iniziato la collaborazione con la città di Torino – ha spiegato la curatrice durante la conferenza stampa- e ammirato per la prima volta gli spazi di Palazzo Chiablese, abbiamo immediatamente capito che stavamo realizzando un sogno dello stesso collezionista. Quando infatti Costakis fuggì dalla Russia portando con se una parte importante di questa collezione, soggiornò per un anno e mezzo in Italia. Questa collezione è partita dall’Unione Sovietica per poi assumere importanza con una mostra organizzata al Guggenheim di New York nel 1981 grazie alla quale conobbe nuova vita, riprendendo ancora maggiore valore quando fu acquistata dal Ministero della Cultura greca e riposta poi nel Museo di Arte Contemporanea di Salonicco.”

Celebrando la lungimiranza di George Costakis, il percorso espositivo analizza le più diverse sfumature di quegli anni di sperimentazione: si parte da “Impressionismo e Simbolismo” per sottolineare la forte influenza di Cézanne e dei cubisti francesi con opere come “Ritratto” di Kazimir Malevic; si passa alle frammentazioni di forme e le infinite sfaccettature del periodo futurista con dipinti di Morgunov e Kljun per poi arrivare al “Suprematismo” e “Costruttivismo”, fino al “Comismo” e ai lavori “proiezionisti” di Solomon Nikritin e Sergej Luciskin. Protagonisti proibiti e non riconosciuti durante gli anni del regime stalinista e che solo grazie all’opera lungimirante di Costakis oggi rappresentano, ne siamo certi, un’esperienza storico-artistica fondamentale per tutta la storia dell’arte.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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