Automatismi: istruzioni per aprire gli occhi

05/10/2014 di Redazione

Esce il nuovo libro di Francesco Siciliano, nostro collaboratore, in bilico tra il romanzo e il saggio sociologico

Automatismi, Francesco Siciliano

Cari lettori, c’è da sorridere finalmente, e da riscaldare l’indice per sfogliare un bel po’ di pagine interessanti. È uscito “Automatismi”, di Francesco Siciliano, edito da Arduino Sacco Editore, e alcuni di voi, tra quelli che la sanno lunga, diranno: “Quindi?”.   
Bene, facciamo un passo indietro allora, e concediamoci quattro righe in calce alla situazione generale.

Il mondo dell’editoria italiana è incancrenito; ben poco da aggiungere a riguardo. C’è una molla rotta che fa girare a vuoto i meccanismi di base e non permette che la qualità emerga. C’è un appiattimento legato a doppio filo alla dilagante, inarrestabile editoria a pagamento, e c’è un’irritante eco che rimbalza – peggio che nelle valli del Südtirol – nei cognomi degli autori pubblicati dalle majors.

Poi a volte capita che una casa editrice sia davvero onesta, come la Arduino Sacco Editore, e che non abbia interesse a spillare soldi allo scrittore di turno. E capita che un intellettuale d’altri tempi come Francesco Siciliano metta al servizio dei lettori le sue approfondite ricerche socio-economiche, innestandole in maniera sorprendentemente organica in un’originale fabula moderna: la storia di Erasmo, single quarantenne neo-disoccupato, che si isola sulla costa tirrenica e inizia a lavorare come operaio in un’area di servizio. “Ah, un semplice benzinaio insomma” direte sempre voi che la sapete lunga.    Un benzinaio filosofo, puntualizzo io, che oltre a concedervi qualche decina di chilometri di asfalto in più, vi permetterà di proseguire oltre in un viaggio molto più importante: quello della vostra esistenza consapevole in questo strano paese.

Erasmo è un fiume in piena: la logorrea con cui incalza i clienti dell’area di servizio sfocia in illuminate speculazioni socio-economiche che hanno il sapore amaro della realtà che stiamo vivendo. Una realtà dura, i cui automatismi troppo spesso non ci permettono di respirare, di essere lucidi, e c’ingabbiano in una corsa cieca verso un obiettivo irreale: il benessere tout court. Ciò che riescono a procurarci nel migliore dei casi, al contrario, è solo una sopravvivenza confusa, stentata, per niente piena, affatto appagante. Ci serve una bussola dunque, e anche qualcuno che ci apra gli occhi e ci permetta di scoprire dov’è che punta l’ago.

E se Erasmo potrà parlarvi con estrema padronanza di economia, politica, ambiente, de-crescita, dipingendo l’esatto quadro dell’attualità che state vivendo, vi prego di non tagliare corto, liquidandolo come un eccentrico o uno spostato. Fermatevi un secondo in più, per una volta. Ascoltatelo. Scoprirete che lo scambio può essere alla pari e che un altro tipo di bussola potrebbe servire a lui, per orientarsi nell’intrico delle sue emozioni, della sua vita sentimentale confusa, messa in scacco da una razionalità così spiccata da risultare soffocante. Potreste rivelargli che in realtà ha già incontrato l’amore, ma non riesce a riconoscerlo, né tantomeno a viverlo liberamente, e senza accorgervene avrete piazzato il primo mattone per costruire un confronto vero, speciale. Bisogna pur cominciare da qualche parte, no? Per risvegliarsi, per reagire, per costruire.

Simone Ignagni

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