Austerity: l’UE allenta la morsa

30/04/2013 di Andrea Luciani

Il 25 Aprile, oltre ad essere la festa italiana della Liberazione, è stato una giornata convulsa di riunioni delle varie commissioni a Bruxelles. Di grande rilevanza è stato l’intervento al Parlamento Europeo del Commissario agli affari economici e monetari, il finlandese Olli Rehn.

Rehn, stop all'Austerity
Olli Rehn

Allentamento dell’austerità – Grazie alle operazioni compiute dalla BCE nell’ultimo semestre e alle riforme (seppur parziali) della governance economica europea, tra cui l’istituzione del MES, Rehn ha rilevato come la situazione attuale del mercato dei titoli pubblici permetta agli Stati di mettere in atto politiche economiche volte a consolidare una credibilità di lunga durata nei mercati finanziari, rendendo sostenibili i propri debiti pubblici. In effetti, se si analizza lo spread BTP-Bund, si può osservare che anche l’incapacità italiana di esprimere una maggioranza di governo o la stesso clima di incertezza non lo hanno riportato ai livelli toccati poco prima delle dimissioni di Berlusconi in cui aveva superato i 500 punti base. Questa “boccata d’aria” permette ai paesi europei, continua Olli Rhen, di allentare le politiche di consolidamento fiscale. La contrazione fiscale (in particolare della spesa pubblica) sarà dunque nell’Eurozona la metà dell’anno passato: 0,75% anziché 1,50% (negli USA è prevista una contrazione dello 1,75%).

 Aiutare la crescita – L’ allentamento dell’austerity dovrebbe consentire un miglioramento della parabola recessiva nella quale è entrata l’Eurozona da qualche anno. La contrazione fiscale minore dovrebbe anche essere un modo per gli Stati per far ripartire l’economia. Rehn ha aggiunto che sarà di cruciale importanza creare condizioni più agevoli per il finanziamento delle imprese in quest’ottica, in particolare per le imprese che ancora sono produttive ma messe in difficoltà dalla mancanza di liquidità e dall’impossibilità di ottenere prestiti.

 L’Europa a “due velocità” – Sfortunatamente non si tratta di una svolta generalizzata per tutti i Paesi UE. Successivamente alla presentazione dei piani nazionali dei governi degli Stati membri davanti alla Commissione nell’ambito del Semestre Europeo bisognerà infatti operare approcci differenziati a seconda delle situazioni dei singoli Stati. A questo proposito va sottolineato il preoccupante tasso di disoccupazione della Spagna che continua a crescere vertiginosamente.

 L’importanza di stimolare la crescita – Se davvero il fronte euro-tedesco dell’austerity ha ceduto terreno, l’Europa, ma l’Italia in particolare, deve riuscire ad approfittarne. Se l’austerity è stata la ricetta montiana per far diminuire la pressione e la speculazione dei mercati finanziari sul debito italiano e degli altri Stati europei ora approfittando di una tregua della pressione dei mercati e dell’Europa, l’Italia non può esimersi dal mettere in atto politiche per la crescita. Far ripartire l’economia, specialmente le imprese che sono i soggetti economici creatori di lavoro, dovrà essere la priorità del nuovo governo Letta. La ricetta indicata sembra proprio essere quella di un mix tra sostenibilità dei conti pubblici e stimoli per la crescita che possano portare a diminuire la contrazione del PIL prevista per il 2013 dello 1,8 % in Italia. Se la pratica dei veti incrociati e il perseguimento dei “troppo” noti interessi personalistici fermerà anche l’operato di questo neonato governo l’Italia potrebbe rischiare di perdere ancora una volta il treno che potrebbe rimetterla sui binari giusti. Il senso di responsabilità, più volte chiamato in causa dal Presidente Giorgio Napolitano, dei partiti e dei loro rappresentanti potrà far pendere l’ago della bilancia da un lato o da un altro. Lo stesso M5S, schieratosi “immediatamente” all’opposizione, potrebbe essere chiamato presto a cambiare i destini di leggi e decreti su cui si giocherà la partita politica nei prossimi mesi.

The following two tabs change content below.

Andrea Luciani

Nasce a Roma il 25/03 /1991. Appassionato di studi internazionali e fermo sostenitore del progetto dell'Unione Europea, è laureato in Scienze Politiche presso la LUISS Guido Carli, dove ora studia International Relations. Collabora con l'associazione ONLUS Intercultura con la quale è stato in Nuova Zelanda sei mesi nel 2009. Nel 2012-2013 conclude il programma Erasmus di sei mesi presso l'università si Sciences Po Paris.
blog comments powered by Disqus